Vasco Rossi – Filosofeeeh (2020)

La recensione di Spongebob Squarepants

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEFilosofeeeh (2020) rappresenta il passaggio di Vasco Rossi dal suo solito pop rock al black metal.
GENEREUn convincente depressive black metal molto allegro, e ossimorico.
PUNTI DI FORZAUn’abilità e una competenza di altissimo livello, un album realizzato con cura omeopatica.
PUNTI DEBOLI
CANZONI MIGLIORITutte (ascolta)!
CONCLUSIONIFilosofeeh è il più grande album black metal della storia per distacco!
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
666
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“A forza di fare rock duro è inevitabile finire nel metal, è una evoluzione naturale”: questa dichiarazione di Vasco Rossi, pronunciata nel lontano 2014, all’epoca fece molto discutere la comunità metal. Le critiche (e le prese in giro) in effetti avevano allora un senso: il celebre musicista pop rock nostrano all’epoca aveva solo indurito un po’ il proprio suono classico, senza però penetrare davvero nel nostro genere preferito. Ma l’appuntamento di Vasco Rossi col metal non era solo una sparata promozionale, era solo questione di tempo: lo dimostra il suo ultimo album Filosofeeeh, pubblicato lo scorso 30 febbraio. Si tratta di un lavoro che stupisce molto, visto che il cantante emiliano non affronta generi melodici e più vicini al suo rock come l’heavy o al massimo il power, ma punta subito all’estremismo del black metal. Lo fa, peraltro, in maniera convincente: nonostante sia nuovo al genere, Filosofeeeh suona come il disco di un veterano che lo suoni da cinquant’anni (il che la dice lunga, visto che il black metal non esiste da cinquant’anni). Ispirato soprattutto alle sonorità depressive di Leviathan, Xasthur, Lifelover e Silencer ma molto più allegre, Vasco crea un genere unico. Un genere in cui coesistono fraseggi industrial suonati però con strumenti folk, blast beat scanditi a velocità funeral doom, il satanismo più cristiano che si possa immaginare, le melodie degli Alcest suonate con l’ignoranza degli Aura Noir e tante altre belle cose (soprattutto se espresse in forma di ossimoro). Il tutto mescolato con perfetto equilibrio in un connubio realizzato con estrema cura, seppur omeopatica: anche per questo, al di là dei possibili pregiudizi che si possano avere nei confronti di Vasco, Filosofeeeh si rivela senza dubbio uno dei migliori dischi black metal mai pubblicati!

Descrivere canzone per canzone nel dettaglio, come faccio di solito, è praticamente impossibile: di ognuna di esse non potrei dire altro che “è un vero capolavoro” per ogni secondo di ogni minuto di durata. Alcune però vanno per forza citate: per esempio la opener Dunkeeehlheeeit, in cui Vasco Rossi ci mostra un nuovo stile vocale, a metà tra il suo classico cantato roco, lo scream di Dani Filth, quello di Abbath e lo stile operistico di Tarja Turunen. È un grande arricchimento per il suono di Filosofeeeh, ma la migliore freccia all’arco del musicista emiliano è la sua capacità di creare riff black metal taglienti come un rasoio, potenti come un maglio a percussione ed energici come un’altra metafora qualunque che puoi scegliere tu a piacere. Riesce a inserirli alla grande anche nelle canzoni che non sono originali, ma riletture di suoi vecchi successi, come la gelida Pagan ReWind, la lenta C’è chi dice Nortt o nella anthemica Siamo Solo Noirwegian Black Metal. Ma è negli inediti che Vasco riesce a dare di più (come nemmeno Morandi, Ruggeri e Tozzi messi insieme): prova ne è, per esempio, l’autobiografica TransEmilian Hunger, traccia in cui il cantautore racconta della fame chimica che un giorno lo ha costretto a divorare tre chili di tortellini. La più interessante rimane però Trve Satanic Ritval of Pvtting the Same Kvlt Vowel in Every Song, traccia in cui il Blasco (o “Blasto”, il suo nuovo soprannome ufficiale) spiega finalmente il motivo del suo abuso del vocalizzo “eeeh”. La spiegazione è anch’essa legata al black metal: la allunga di tre volte perché la “e” è la sesta lettera del nostro alfabeto, e quindi tre insieme formano il “666”. E poco importa se la “e” in realtà è la quinta lettera: come spiegazione suona lo stesso dannatamente fascinosa! In ogni caso, la lettera “e” è protagonista anche della conclusiva Eh GiAmbient: come dice il titolo, ben 66 minuti e 66 secondi di musica ambient realizzata solo con la voce di Vasco che dice quella stessa lettera, solo distorta ed echeggiata in maniera elettronica. So che detta così sembra un obbrobrio pazzesco… e in effetti lo è, eccome. Ma potrebbe andar peggio: vedi i commenti che potrebbero (si spera di no) arrivare sotto a questa recensione da fan del Blasco non dotati neppure di quei due neuroni che bastano a capire che questa recensione è solo un pesce d’aprile!

Per concludere, Filosofeeeh è bellissimo, il più grande album black metal della storia per distacco. E non sono il solo a pensarlo: per dire, dopo averlo ascoltato Varg Vikernes ha rinnegato il razzismo nei confronti dei non ariani e ha dichiarato che prossimamente comincerà a pubblicare dischi folk/ambient ispirati a Raul Casadei (ed è già tanto che ha confuso l’Emilia con la Romagna, e non con la Sicilia). Non parliamo poi di Demonaz e Abbath, così tanto accomunati e commossi dall’amore per quest’album da far pace e riunirsi negli Immortal. Ci sarebbero tante storie simili da raccontare, ma visto che più musicisti cito, più aumenta la probabilità che prima o poi uno di quelli veri mi accoltelli o mi bruci la casa, chiudiamola qui e concludiamo. Se ti piace il black, o il metal, o la musica, o in generale sei il fortunato possessore del senso dell’udito, corri a comprarlo. Non è difficile farlo: lo troverai in tutti i negozi di sottobicchieri e anche in parecchi shop di cannabis light – aperti anche sotto emergenza coronavirus solo con la scusa di venderti questo fondamentale, vitale album!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1From Blasco to Blast-o beat (drum solo intro)01:11
2Dunkeeehleeehit02:22
3Pagan ReWind03:33
4TransEmilian Hunger04:44
5Siamo Solo Noirwegian Black Metal05:55
6Trve Satanic Ritval of Pvtting the Same Kvlt Vowel in Every Song06:66
7Pure Fucking Albachiara07:77
8Vita Scarnificata08:88
9Colpa d’AlfEuro(nymous)09:99
10C’è chi dice Nortt010:1010
11Buoni o CattivIst Krieg011:1111
12Eh GiAmbient66:66
Durata totale: millemila:00
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Vasco Rossivoce, tutti gli strumenti
OSPITI
Richard Bensonchitarra
Luciano Ligabuetre accordi di chitarra
Windows 98drum programming
Lettore qualsiasi di Heavy Metal Heavenvoce (urla di sofferenza dopo aver letto questa recensione )
ETICHETTA/E:April Fish Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:nessuno mai al mondo

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