Hyperomm – Transcendence (2019)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONE Transcendence (2019) è il secondo album degli Hyperomm, one-man band russa fondata da Anton Trubin.
GENERE Un melodic death metal con forti influenze progressive, che riprende gli stilemi del passato per rielaborarli in chiave moderna e del tutto personale.
PUNTI DI FORZA Un disco più maturo e completo che in passato. Le melodie sono veloci, complesse, precise, arricchite da synth e tastiere, e riescono nell’intento di mantenere alta la concentrazione dell’ascoltatore in ogni passaggio.
PUNTI DEBOLI
CANZONI MIGLIORI Weighing of the Heart (ascolta), Metempsychosis (ascolta), Patala (ascolta)
CONCLUSIONI Transcendence si presenta come un disco tutto da scoprire e da ascoltare, rivelandosi un lavoro davvero ottimo anche in chiave futura.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
84
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Ci sono molte band, soprattutto del circuito underground, il cui sound è perfettamente calzante e curato. Capita spesso, nei vari ascolti, di imbattersi in dischi che sembrano composti da molti musicisti, ma si rimane sempre senza parole quando si scopre che dietro un lavoro così perfetto ci sia solo un componente, ed è esattamente ciò che accade con l’ascolto di Hyperomm. Fondata nel 2016, la one-man band russa si basa sulla figura di Anton Trubin, polistrumentista proveniente dalla Siberia che, una volta trasferitosi a Mosca, ha potuto intraprendere la sua carriera da musicista imbastendo questo solido progetto. Il sound degli Hyperomm si basa su un death metal dalle tinte fortemente melodiche e progressive, racchiudendo le varie influenze da cui attinge, ovvero Insomnium, Children of Bodom, In Flames e Periphery, in uno stile moderno, compatto e originale. Dopo l’ottimo primo full-length From Nothing to Eternity, il nostro Anton si perfeziona con il secondo lavoro sulla lunga durata Transcendence, in cui il sound, reso ancor più accurato, riesce a districarsi in diverse atmosfere che riusciranno a persuadere l’ascoltatore in ogni sfumatura.
Nell’album, infatti, ci sono momenti che variano dal melodic death al metalcore, passando dal progressive e addirittura dal djent, il tutto allo scopo primario di creare vari mood avvolgenti e ricchi di colpi di scena. Obiettivo realizzato alla grande dal musicista che, dalla sua parte dispone non solo di una grande personalità, ma di una buona capacità di creare melodie che sanno come catturare l’attenzione di chi ascolta, il tutto racchiuso nei dieci brani che compongono il disco.

La opener Portal parte subito arrembante con l’urlo di Anton, che dispone di un growl molto incisivo a metà strada tra quello di Anders Fridén e quello di Randy Blythe. La sezione ritmica della batteria è serratissima, accompagnata da riff frenetici perfettamente in sintonia con il mood energico e dinamico della song. Dopo quasi due minuti, quindi, si passa a Weighing of the Heart nella cui intro si erge anche una tastiera che fa da tappeto alla chitarra e alla batteria. La prima strofa avanza a ritmo sostenuto, mentre il bridge, in cui sono presenti anche suoni di synth, rallenta di intensità per accompagnare il ritornello sinfonico e ben orecchiabile, in cui le tastiere e gli assoli di chitarra viaggiano all’unisono per conferire un’atmosfera quasi trascendentale. Ci sarà solo una strofa più aggressiva, precisamente intorno al terzo minuto di durata, in cui Anton decide di rendersi ancor più ruggente nelle vocals e più pesante con la batteria, ma la parte strumentale che segue tornerà ancora una volta in quell’atmosfera spaziale presente nei refrain. Si passa poi a Metempsychosis, la cui intro è caratterizzata da note di pianoforte e synth orchestrali, quasi a dare l’impressione di imbattersi in un brano più soft, ma ecco che improvvisamente si torna all’aggressività con una batteria pesantissima che lancia il growl forsennato di Anton. I riff precisissimi di chitarra riescono a tenere benissimo il ritmo della song, che varia da sezione in sezione per la sua incredibile dinamicità. Per tutta la sua durata, il brano presenta un susseguirsi di attimi furiosi e armoniosi, e questo avviene per le varie soluzioni che Anton utilizza ed espone in maniera magistrale. Lo stesso accade nella seguente Patala, che si apre in un ritmo molto groovy e accelerando in blast beats per poi fermarsi in un intermezzo acustico dove, in sottofondo, vi è un tamburo. La strofa che segue, ovviamente, riprende arrembante, ma sempre alternandosi con i vari cambi di tempo che donano al brano una grande flessibilità. Le canzoni successive Eternal Feast e Charnel Wraith si notano per l’elevata tecnica che le contraddistingue, in particolar modo la seconda, con sezioni melodiche che ricordano gli Obscura e che aumentano di intensità grazie alle tastiere che riescono benissimo a fungere da base sonora. Illusory State si apre con dei riff nostalgici e con un ritmo inizialmente cadenzato, per poi proseguire in una cavalcata di puro stampo prog death accompagnata da melodie campionate che donano sempre quel taglio futuristico diventato ormai un tratto distintivo dell’album. Vortex of Hell è un altro episodio avanguardistico, diviso a metà precisamente da una sezione lenta e melodica in cui si ergono i sussurri remoti di Anton, regalando un valore aggiunto ad un brano di per sé già ricco di colpi di scena, cambi di tempo e sezioni al fulmicotone. E dopo l’intermezzo strumentale, nonché title-track Transcendence, acustico e criptico, l’album volge al termine con The Story che, muovendosi sulle coordinate dei brani precedenti, ci regala un’altra sfuriata in cui viene sintetizzato tutto ciò esposto fin ora, senza aggiungere niente di nuovo, ma chiudendo il disco nella maniera più appropriata.

In conclusione, Transcendence è un album in cui il progetto Hyperomm sembra essere maturato definitivamente. Non ci sono molte differenze rispetto ai contenuti del primo album, ma questo secondo capitolo si presenta senza ombra di dubbio più ispirato e al passo con i tempi. È proprio questo aspetto, infatti, che rende Anton Trubin un abile musicista: riprendere gli aspetti peculiari delle sue influenze per poi fonderle con elementi innovativi del suo stile in modo da realizzare un risultato inconfondibile, per di più componendo tutto in solitaria. I margini di miglioramento di questo artista sono ben visibili rispetto al passato e le grandi potenzialità che dimostra meritano di essere valorizzate al meglio. Bisognerà aspettare il prossimo album per valutare pienamente il suo operato, ma intanto non resta che godersi questo ottimo lavoro.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Portal01:53
2Weighting of the Heart04:30
3Metempsychosis03:20
4Patala03:53
5Eternal Feast04:04
6Charnel Wraith03:49
7Illusory State05:01
8Vortex of Hell05:19
9Transcendence01:30
10The Story04:15
Durata totale: 37:34
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Anton Trubinvoce, tutti gli strumenti 
OSPITI
Demether Grailtesti (tracce dalla 1 alla 8)
Sergey Shulzhenko assolo di tastiera (traccia 7)
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Cerulean Midnight

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