Thoughts Factory – Elements (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEI Thoughts Factory sono una band tedesca nata nel 2008, Elements è il loro secondo album
GENEREUn progressive metal molto ampio che racchiude vari decenni del genere
PUNTI DI FORZACapacità di sapersi ispirare a grandi successi, trasformandoli in originalità propria
PUNTI DEBOLIMixing a volte poco efficace e squilibrato
CANZONI MIGLIORIDawn pt.1 (ascolta), Dawn pt.2 (ascolta), Mind Odyssey (ascolta)
CONCLUSIONII Thoughts Factory non sono fenomenali, ma sanno regalare ottimi spunti. Possono crescere ancora molto
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
85
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I Thoughts Factory sono una band tedesca nata nel 2008, che dopo alcuni cambi di formazione ha pubblicato il primo lavoro nel 2014 intitolato Lost, primo album molto bello. Oggi invece andremo ad analizzare l’ultimo album, intitolato Elements.

Il disco si apre con Mind Odyssey, una traccia che dai primi secondi mi ha fatto adorare il timbro vocale del cantante. La canzone è molto variegata, infatti offre tantissimi spunti, dettagli, sfumature. Una dinamica che ti trasporta piacevolmente fino all’ultimo secondo, coccolati da groove decisi, parole sussurrate all’orecchio e assoli melodici il tutto con un sound molto piacevole. La cattiveria non tarda ad arrivare con The Burden, traccia che ricorda i Symphony X, anche qui il lavoro è ben fatto. Nonostante sia nel complesso più piatta della precedente funziona benissimo. Abbiamo subito il piacere di incontrare una traccia strumentale e vedere come si comporta il gruppo con Frozen Planet, che inizia con degli swell in di chitarra molto distorti creando un bell’effetto. Manca però quel qualcosa che ti fa adorare una traccia strumentale, probabilmente un motivetto ricorrente che compare qui e lì. Un brano freddo, come dice il titolo, l’effetto è reso bene. Successivamente abbiamo Fire Away, cala un po’ l’estasi generale che si era creata, nonostante sia oggettivamente un buon brano che non riesce a colpirti, per chi ama le canzoni semplici sarà sicuramente un ascolto piacevole. Di seguito, seguendo la linea discendente troviamo la ballad Nightfall, un brano piacevolmente rilassante, dalle linee delicate e dolci. Anche qui il cantante si sposa molto bene con il sound. The Shores of Sand and Time è un perfetto anello di congiunzione tra la calma che si era man mano instaurata e il ritorno a quel pizzico di varietà che ti trasporta nella canzone. Ritroviamo quella completezza, che mi aveva colpito nel prologo dell’album. Le atmosfere finali ricordano molto Six Degrees of Inner Turbolence: continuano nella suite Dawn che per me rimane il capolavoro di quest’album, mi ha lasciato a bocca aperta da subito. Mi ha fatto riassaporare quel prog anni 90 in maniera eccelsa, ho riascoltato questa suite in loop. La parte uno ha tantissimi richiami a molte sonorità che collegano le varie sfumature del prog che si sono create nei due decenni tra il 90 e il 2010. La sezione strumentale non manca, arricchita da un assolo semplice ma funzionale per arrivare alla sezione degli archi, dolce e malinconica che viene spezzata da un secondo assolo, questa volta fantastico, ricco sia metricamente che melodicamente. Finale epico, che si collega alla parte due un po’ alla ripresa di About to Crash, mi è piaciuto tantissimo. Ma la conclusione va a completare il cerchio, valorizzando la suite con un breakdown, richiamando la scena più moderna del metal. Sono stato veramente colpito, è un lavoro ottimo in cui si concentra tutta la bravura dei Thoughts Factory, una suite così mi mancava da fin troppo tempo. Our Kingdom mi ha inizialmente deluso tantissimo, probabilmente perché dopo Dawn è difficile alzare l’asticella. Ma dopo vari ascolti la si apprezza come un’ottima canzone. Infine, troviamo la title track: Elements, che per una buona metà è una piacevolissima piano and voice, dove man mano si inseriscono archi e basso. La dolcezza della voce trasferisce perfettamente la tristezza dell’essere arrivati alla fine del disco e si arriva al saluto da tutta la band, riesce a toccare l’animo in maniera ottima con un crescendo melodico bellissimo. Complimenti.

In conclusione, il disco è spettacolare, come lo sono alcune sue tracce; le altre comunque in media sono ottime. La suite rimane la ciliegina sulla torta di quest’album, colpisce dentro l’animo da subito, quasi perfetta. Il consiglio di dare un ascolto a questo gruppo (non solo a quest’album) è più che dovuto.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Mind Odissey05:33
2The Burden 05:19
3Frozen Planet05:20
4Fire Away03:56
5Nightfall05:30
6The Shores of Sand and Time05:52
7Dawn pt. 108:12
8Dawn pt. 203:03
9Our Kingdom06:43
10Elements04:27
Durata totale:  53:55
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Cornelius Wurthvoce, chitarra (addizionale)
Markus Wittmannchitarra
Sven Schornsteintastiere
Bernd Schöneggebasso
Chris Maldenerbatteria
ETICHETTA/E:Melodic Revolutions Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Metal Promotions

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