Aronious – Perspicacity (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEGli Aronious sono un gruppo statunitense nato nel 2011; Perspicacity (2020) è il loro primo album.
GENEREUn death metal arricchito con una varietà di momenti tecnici (soprattutto) e brutal.
PUNTI DI FORZALa coerenza, tiene questo album saldo dall’inizio alla fine ed è l’elemento che te lo fa apprezzare a pieno.
PUNTI DEBOLIDifficoltà nel decontestualizzare le canzoni, strutture troppo legate all’album intero piuttosto che sulla singola traccia.
CANZONI MIGLIORIA Grim Fate (ascolta), An Assembled Reality (ascolta), Perspicacity pt.2 (ascolta)
CONCLUSIONIPerspicacity non è fantastico, ma la coerenza lo rende scorrevole e molto apprezzabile.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
78
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Gli Aronious sono un gruppo statunitense, nato nel 2011. In 9 anni è riuscito a concludere la parte più importante del percorso di una band, pubblicare il primo full-lenght. Perspicacity mi ha colpito subito per la sua scorrevolezza. Ogni traccia (o quasi) è ben legata a quella successiva, elemento che mi dà sempre molta soddisfazione.

Analizzare ogni singolo pezzo in sé è difficile in questo caso, in quanto è difficile concepire un inizio e una fine. Infatti l’album è molto costante nelle tracce, il loro concetto musicale ci viene mostrato chiaramente.

Il percorso musicale lo dividerei in due parti, la prima fino a An Assembled Reality e la seconda fino a Inconclusive. Entrambe iniziano con una suite da due atti, rispettivamente Perspicacity e Modernity. La prima ci introduce al disco in maniera climatica, c’è un graduale arrivo a questo death metal che nella seconda parte si scatena in tecnicismi notevoli, che anche nella loro esagerazione non risultano logorroici, anzi si fanno apprezzare volentieri.

Mentre la seconda suite è totalmente strumentale in entrambe le parti, la divisione c’è perché tra l’inizio della traccia e la canzone precedente c’è l’unico stacco dell’album con fade out e fade in, che questa volta mi vedono piuttosto magnanimo, in quanto rimangono coerenti collegando comunque le due tracce dando un minimo di riposo. Anche qui la seconda parte è più tecnica della prima, facendo un confronto si può notare nella strumentale un approccio leggermente più melodico, per colmare l’assenza vocale.

Tralasciando le suite, gli altri brani sono tutti consistenti, ogni canzone ha degli spunti molto carini. Tra questi quelli che mi sono piaciuti di più sono alcuni sprazzi groove(non inteso come genere) in An Assembled Reality. I riff iniziali di Self Induced Affliction hanno una brutalità eccezionale specialmente all’ottimo incastro chitarra/doppia cassa. Infine A Grim Fate che si avvicina molto alle atmosfere dei Gojira, probabilmente il mio brano preferito di questo lavoro.

In conclusione, il lavoro ha un concetto di base che ha messo delle ottime fondamenta per tenerlo in piedi. Questo porta necessariamente alla solidità e coerenza di questo lavoro fino alla fine, dove c’è il fade out più azzeccato in un album da me recensito, infatti Inconclusive lo fa ben intuire; coerenza in ogni secondo. Insomma, niente male per essere il primo lavoro. Sicuramente i nove anni dietro alla scrittura sono stati fruttuosi.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Perspicacity part 105:22
2Perspicacity part 205:03
3Somatic Evolvment03:34
4The Passage of Knowledge03:47
5An Assembled Reality05:10
6Modernity part 102:16
7Modernity part 204:00
8Eternal Subjugation05:22
9Self Inducted Affliction04:41
10The Digital Age02:36
11Delusions of Superiority05:26
12A Grim Fate05:18
13Inconclusive06:03
Durata totale: 58:38
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Zach Earleyvoce
Ryan Brumlicchitarra
Nick Weyerschitarra
Evan Neimanbasso
Sean Smithbatteria e backing vocals
ETICHETTA/E:The Artisan Era
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Mind Eraser PR

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