Isle of the Cross – Excelsis (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEIsle of the Cross è un progetto ideato dal musicista californiano Je Schneider, il quale si avvale di alcune collaborazioni per creare l’album d’esordio Excelsis (2020)
GENEREUn progressive mescolato ad altri mondi sonori in un tentativo di sperimentazione avanguardistico ed encomiabile.
PUNTI DI FORZALa ricerca di sonorità nuove porta a degli spunti decisamente interessanti che meritano più di un ascolto.
PUNTI DEBOLIAlcuni aspetti risultano eccessivi o addirittura fuori luogo, rischiando di far perdere l’intento che ha dato vita a questo lavoro
CANZONI MIGLIORISacrifice (ascolta), The Wolf pt. 2 (Sanctuary) (ascolta), Stars (ascolta)
CONCLUSIONINonostante gli aspetti negative le buone idee contenute in Excelsis arrivano (seppur con fatica) all’ascoltatore, ma nei lavori futuri ci vorrebbe maggiore concretezza anche nel tentativo di creare uno stile mai sentito prima.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
62
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Excelsis è l’album d’esordio per Isle of the Cross, progetto ideato dal californiano Je Schneider. Dall’unione con altre due voci (Eric Castiglia e Diane Lee) ed un chitarrista (Eric Gillette) prende vita un disco estremamente variegato che esprime al suo interno una moltitudine di sfaccettature, servendosi di sonorità non sempre convenzionali.

La base sulla quale poggia l’intero progetto parte da un prog metal piuttosto contaminato dalle correnti più moderne dello stesso genere: la sezione strumentale cambia spesso pelle e si muove su stili diversi in un apprezzabile tentativo di sperimentazione. Tutto questo fa inoltre da sfondo ad un cantato dalle tinte cangianti perché affidato a tre voci con caratteristiche diverse tra loro, mossa che rischia però di essere croce e delizia di un album già di per sé particolarmente pieno di varietà. L’elemento che rischia di minare Excelsis nelle sue fondamenta è lo stesso che ne ha determinato la nascita: la voglia di portare sulla scena un progetto figlio dell’interpretazione personale di Schneider va a braccetto con la sua peggiore condanna, ovvero quella di smarrire la bussola e dare molteplici direzioni ad un album che non sa bene dove andare. Intendiamoci, l’opera in sé gode di una buona esecuzione tecnica e di una cura minuziosa dei dettagli in fase di produzione. Ciò che si può imputare al disco in questione invece è la sua natura eccessivamente eterogenea che non permette a chi ascolta di focalizzarsi sui punti di effettivo interesse di cui i pezzi non mancano di certo. La tracklist riserva delle piacevoli sorprese che dimostrano la bontà delle intenzioni autoriali e confermano alcune intuizioni compositive non da poco. Bisogna però sforzarsi di entrare nel complesso mondo disegnato dal musicista americano, il quale ha avuto il merito di creare un’espressione stilistica che si distanzia dalla maggior parte delle produzioni classiche ma si perde in diversi passaggi.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Sacrifice04:14
2Tartarus08:26
3Excelsis04:32
4The Wolf, pt. 1 (Invocation)01:09
5The Wolf, pt. 2 (Sanctuary)07:20
6Stars 06:26
7Empyrean07:42
8Paradigm04:21
9Breatheia05:57
10The 9th Circle, pt. 1 (Caina)02:29
11The 9th CIrcle, pt. 2 (Judecca)00:54
12The 9th Circle, pt. 3 (Inferno)08:34
Durata totale: 01:02:04
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Je Schneidervoce, tutti gli strumenti
OSPITI
Eric Castigliavoce (tracce 3 e 12)
Diana Leevoce (tracce 3, 7, 12)
Eric Gillettechitarra solista (tracce 3, 5, 6, 8, 12)
ETICHETTA/E:Rockshots Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Asher Media Relations

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