Overt Enemy – Possession (2019)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEPossession (2019) è il secondo EP degli Overt Enemy, band thrash metal texana fondata nel 2013.
GENEREUn thrash metal duro e aggressivo, che riprende gli stilemi del passato per rielaborarli in chiave moderna.
PUNTI DI FORZAUn disco curato nel suo sound, capace di coinvolgere l’ascoltatore dall’inizio alla fine
PUNTI DEBOLI
CANZONI MIGLIORIIn the End We Died (ascolta), Blood God (ascolta)
CONCLUSIONIPossession è un buonissimo album thrash, suonato con la grinta e la passione di chi vuole portare avanti questo genere.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
75
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Il thrash metal come genere è straordinariamente insulare. Mentre il resto del mondo è progredito in meglio e in alcuni casi in peggio, il thrash è rimasto abbastanza comodamente nel suo piccolo microcosmo. Certo, se si fa riferimento a band come Coroner, Voivod, Vektor e Power Trip il discorso cambia, perché inevitabilmente hanno introdotto degli stilemi innovativi che hanno permesso a questo genere di ampliare i propri orizzonti, ma generalmente il sound forgiato dalle nuove reclute rimane ancorato alle influenze classiche, a quei dischi degli anni ‘80 che definire storici sarebbe un eufemismo. Questo, però, non è un fattore del tutto negativo, perché se da un lato risulta una componente necessaria per la riuscita di un disco, dall’altro rappresenta una condizione necessaria per ricercare sonorità più personali mescolandole nel miglior modo possibile. Un esempio lampante sono proprio gli Overt Enemy. I texani, sebbene siano attivi dal 2013, hanno collezionato sin ora solo due EP, di cui l’ultimo è proprio Possession uscito nel 2019. La formazione, che comprende Leo Ortiz (voce, chitarra), Laura Ortiz (basso), Jaime Ayala (batteria) e Rob Hahn (chitarra), riesce a ritagliare all’interno del proprio sound molti attimi di creatività, nonostante le chiare influenze degli Slayer; infatti, sebbene la maggior parte di questo EP non sia costituito da nulla di evolutivo, ciò non significa che la musica sia scadente, grazie soprattutto alla produzione accurata che i nostri utilizzano per rendere al meglio questo lavoro.

Ci pensa la pesante title-track ad aprire le danze, con un ritmo incalzante che carica le urla strazianti del singer. La canzone si dipana in sezioni pesantissime che alle volte si alternano con delle sfuriate più veloci, specie verso la fine, in cui si presenta un assolo terremotante degno della più fiera tradizione thrash. La seguente Pray for Death si apre con delle voci che sembrano perdersi nell’atmosfera per poi ripartire con una carica mostruosa che percuote i timpani dell’ascoltatore lasciandosi andare in sfuriate violentissime e in assoli ruvidi e struggenti. La terza Blood God è un esempio furioso di puro e aggressivo thrash metal nella sua forma migliore. Allontanandosi dalla linea di partenza con tamburi furiosamente martellanti e chitarre virulente, questo brano non perde tempo e mira direttamente alla sostanza: i riff si intrecciano perfettamente tra loro formando una varietà di sensazioni diverse che non sfociano mai nella monotonia. Sicuramente la song non reinventa nulla, ma offre un episodio riuscito al meglio secondo delle coordinate ben precise. Le tastiere inquietanti aggiungono la giusta tensione per caratterizzare la quarta In the End We Died, consentendo alle melodie delle chitarre di elevare la propria energia, mentre il ritornello si intensifica con una forza micidiale. Leo Ortiz potrebbe certamente essere il sostituto di Tom Araya, per le sue grida acide e demoniache, senza trascurare la sua abilità alla sei corde: insieme al secondo chitarrista Rob Hahn, mette in mostra una doppia pesantezza penetrante che può essere tanto brutale quanto musicalmente acuta. Infine, la band chiude l’EP con un tributo alla sua band ispiratrice, ovvero gli Slayer, scegliendo di comporre la cover di At Dawn They Sleep, un classico dello storico Hell Awaits, facendo riemergere alla memoria dell’ascoltatore lo stile old school del thrash metal, anche se più rinnovata dal punto di vista del sound.

Per emergere in un determinato genere bisogna sempre superare ciò che è accaduto prima, ma gli Overt Enemy non lo fanno e, in fin dei conti, va bene così. Possession non reinventa niente, ma non è un copia e incolla: in questo lavoro l’innovazione e la modernità si mischia con il passato e con l’esperienza dei maestri del thrash metal, dando alla luce un grande risultato. Questo è, in definitiva, un buonissimo album thrash, suonato con la grinta e la passione di chi vuole portare avanti questo genere, ponendo grandi speranze e aspettative su un futuro full-length.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Possession03:28
2Pray for Death04:38
3Blood God04:50
4In the End We Died04:03
5At Dawn They Sleep (Slayer cover)06:21
Durata totale: 23:20
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Rob Hahnvoce e chitarra
Leo Ortizvoce e chitarra
Laura “Slayerella” Ortizbasso
Jaime Ayalabatteria
ETICHETTA/E:Confused Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Metal Coffee PR

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