Domande e Risposte – Revoltons

INTRODUZIONE

Un album che mi ha lasciato un segno nel profondo: così, nella recensione di circa un mese fa, parlavo di Underwater Bells pt. 2 – October 9th 1963 – Act 1 dei friulani Revoltons. Concept album sul disastro del Vajont, racconta di questa tragedia in una maniera così struggente da non poter restare indifferente. Si tratta, peraltro, di un lavoro così valido che per me è stato naturale chiedere al gruppo di partecipare alle tradizionali dieci domande di questa rubrica. Per i Revoltons mi ha risposto, in maniera sintetica ma interessante, il chitarrista Alex Corona.

LOGO DEL GRUPPO
Clicca per aprire
  
MATTIA LORONI:Come prima cosa, ti va di raccontare la storia del tuo gruppo ai lettori di Heavy Metal Heaven?
ALEX CORONA:Ciao e grazie per l’intervista! Allora ci siamo formati nel 1991 come cover band. Eravamo giovanissimi. Il primo demo arriva solo nel 2000, See You Soon in the End of Time. Nel 2001 abbiamo pubblicato il secondo The Autumn Believer ma il primo album arriva solo nel 2003 per LMP Music, Night Visions. Ci fu una serie di live interessanti sul suolo italiano ma sfortunatamente a Limb non piacque il nostro nuovo lavoro, Lost Remembrance che uscì autoprodotto nel 2007. Ci furono anche un sacco di cambi nella lineup che portarono alla separazione del tastierista storico Andrea Corona. Ma nel 2009 ci rifacemmo col terzo album, Underwater Bells che uscì per MyGraveyard Productions. Iniziarono anche i primi live all’estero! Le cose da un lato andavano alla grande ma una serie di problemi personali portarono allo scioglimento della band nel 2010. Pubblicammo comunque nel 2012 un quarto lavoro con 3 pezzi nuovi e una serie di vecchie b-sides non utilizzate in passato, ‘386 High Street North: Come Back to Eternity’, ma solo di recente ci siamo riuniti ufficialmente e abbiamo pubblicato ‘Underwater Bells pt. 2 – October 9th 1963 – Act 1’. C’è stata anche la sostituzione di Andro, il cantante storico con Andras Csaszar dietro al microfono. Ora siamo bloccati da questa pandemia ma per 2021 abbiamo un sacco di idee sul da farsi in mente.
MATTIA LORONI:Underwater Bells pt. 2 – October 9th 1963 – Act 1 è uscito ormai da alcuni mesi. Potrai tracciarne ormai un bilancio: come è stato accolto dalla critica di settore? E come dal pubblico?
ALEX CORONA:E’ stato accolto benissimo. Tra tutte le recensioni che ho letto ne ricordo una non entusiasmante ma per il resto siamo super soddisfatti!
MATTIA LORONI:Il fatto più importante che colpisce nel disco, come dicevo anche nella recensione, è la sua capacità di emozionare. Le atmosfere sono oscure, drammatiche, lancinanti in una maniera che non si sente spesso, specie in un genere come il power metal. Avete passato molto tempo per curarle così bene? O il tutto vi è venuto naturale?
ALEX CORONA:Grazie. Ho scritto la maggior parte di queste songs quasi di getto molti anni fa, ma poi durante gli anni gli arrangiamenti sono stati pensati con cura e in ogni singolo dettaglio. Comunque le songs sono uscite di getto, come dicevo. Avevo la struttura base del disco dopo una sola settimana. Fu un momento di ispirazione totale.
MATTIA LORONI:Un altro dettaglio per cui l’album brilla è la sua varietà interna, ben al di sopra della media. Power e heavy sono di sicuro le basi, ma c’è anche tanto altro al suo interno, e tantissime idee musicali. Avete lavorato molto per riuscire a unirle nella maniera eccellente che appare sul disco e per metterle al servizio della storia e delle atmosfere che evocate al suo interno?
ALEX CORONA: Come ti dicevo durante gli anni i dettagli sono stati pensati lentamente e con cura. Perciò sì, ci abbiamo lavorato assiduamente!
MATTIA LORONI:Se non è un argomento troppo delicato, ti andrebbe di raccontarci più nel dettaglio il concept di Underwater Bells pt. 2, o almeno qualcosa su come è strutturato, oppure ancora sulla storia particolare che racconta?
 Allora, guarda, la storia si ispira ad un amico di famiglia (da poco deceduto tra l’altro). La sua storia fu quella di molti. Era a Parigi per lavoro assieme al fratello. La sua famiglia era nella vallata invece: persero madre, padre e tre sorelle nel giro di pochi minuti.
Così ho inventato una storia simile. Il nostro protagonista è fuori per lavoro e perde moglie e figli nella tragedia. Nella prima parte del lavoro ha delle premonizioni, che poi si riveleranno vere: arriva la catastrofe (e qui siamo nella parte centrale). La parte finale descrive la sua collera verso i responsabili che si lavarono le mani lasciando che si verificasse questo disastro!
MATTIA LORONI:Domanda classica da intervista: quali ritieni che siano i gruppi a cui vi ispirate di più per la vostra musica?
ALEX CORONA:Sono tantissimi, anche di altri generi ma per quanto riguarda il sound Revoltons, direi: Iron Maiden, Helloween, Dream Theater e Metallica.
MATTIA LORONI: Altra domanda per me solita: ci sono artisti musicali che apprezzi seppur siano molto lontani dal power metal, o addirittura che per vie traverse riescano a influenzarti?
ALEX CORONA:Io personalmente adoro un infinità di artisti indipendentemente dal metal perciò alla tua domanda risponderei: The Cure, Duran Duran, Heroes del Silencio, Guns N’ Roses, Motley Crue, Jamiroquay etc… Guarda, io adoro un po’ di tutto! E tutto mi influenza in qualche misura! E’ inevitabile!
MATTIA LORONI:Di questi tempi, è naturale per me farti una domanda sul coronavirus – una tragedia naturale ma favorita dall’incoscienza umana, proprio come il disastro del Vajont. Una tragedia che, tra le tante categorie, si è abbattuta parecchio sui musicisti: voi come l’avete vissuta? E, soprattutto: credi che la scena metal italiana possa ritirarsi su, dopo quella che, almeno a quanto ne so io (ma sentiti libero di confutarmi), è stata una bella batosta?
ALEX CORONA:E’ stata una bella batosta, concordo. Noi abbiamo cancellato un tour europeo che speriamo di recuperare nel 2021. Inoltre il disco è uscito il 7 febbraio, quindi non abbiamo potuto promuoverlo a dovere. Perciò non l’abbiamo vissuta alla grande sotto questo punto di vista. Da quello personale invece io ho accettato la cosa.
Io comunque credo che ci sia molta rabbia che porterà il metal ad un livello di spinta e incazzatura ancora più potente di prima. L’evoluzione (parlando in generale) passa a volte attraverso la sofferenza per portare a cose migliori, perciò sono fiducioso in una ripresa alla grande della scena!
MATTIA LORONI:Ed ecco una domanda che, in parte, è collegata alla precedente: quali sono i piani futuri dei Revoltons?
ALEX CORONA:Come ti dicevo, con il 2021 vogliamo riprendere da dove abbiamo lasciato dal punto di vista live. A breve invece uscirà un videoclip! Piano piano si riprenderà alla grande!
MATTIA LORONI:L’ultima risposta è sempre libera. A te la possibilità di concludere quest’intervista come meglio desideri!
ALEX CORONA:Concludo con un ringraziamento a te per la splendida recensione e per questo spazio e a tutti quelli che troveranno il tempo per leggere l’intervista!
Un messaggio poi per tutti i musicisti: teniamo duro e torneremo più forti di prima!!!!
RECENSIONI DI HEAVY METAL HEAVEN SUL GRUPPO:
SCOPRI IL GRUPPO SU:

Facebook
Instagram
Spotify
Metal-Archives

LA COPERTINA DI UNDERWATER BELLS PT. 2 – OCTOBER 9TH 1963 – ACT 1
LA LINEUP DEI REVOLTONS

Potrebbero interessarti anche...

Aggiungi il tuo commento