Singolo: Gospel of Lies degli Age of Woe

SCHEDA DEL SINGOLO
Per chi ha fretta
IL SINGOLO IN BREVEGospel of Lies (2020) degli svedesi Age of Woe è un singolo che funziona anche preso a sé stante. Col suo sludge metal venato di crust e di sonorità “post”, convince e promette bene per l’album futuro del gruppo (essendo stato registrato nella stessa sessione)
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Non sempre i singoli hanno un senso a sé stante: spesso, anzi, le band ne pubblicano solo per mettere in mostra la propria musica. Un intento, beninteso, più che legittimo: farsi pubblicità e magari mostrare le proprie buone doti è importantissimo per un gruppo. Tuttavia, oggi sono molto meno i singoli che funzionano bene anche da soli, tanto da essere a volte intesi proprio come opere a sé stanti. È proprio quest’ultimo il caso di Gospel of Lies degli Age of Woe.

Singolo uscito circa un mese fa, il 4 giugno, è l’ultimo parto della carriera di questa band, iniziata a Gothenburg nel 2010 e con all’attivo due full-length. La provenienza geografica non deve fuorviare: nonostante i tanti celebri concittadini, gli Age of Woe non suonano death metal melodico. E nemmeno death tout court: un genere di cui in Gospel of Lies è rimasto molto poco. La missione degli svedesi è sempre stata di creare qualcosa di nichilista al massimo: all’inizio questo si esplicava in un incrocio tra sonorità death, sludge e crust punk. Se le ultime due componenti sono rimaste, l’ultima è quasi venuta meno: il risultato è un suono meno veloce, ma che non ha perso niente della rabbia precedente. Né dell’oscurità: gli influssi post-rock che la band ha assunto nel tempo aiutano in tal senso.

È un suono forse non originalissimo ma personale; il pregio degli Age of Woe è però l’uso intelligente che ne fanno al servizio del loro intento principale. Tuttavia, ciò non significa solo cattiveria, cupezza e basta: in Gospel of Lies, anzi, cercano qualcosa di più. Per esempio, a tratti osano per stupire: un compito che peraltro agli svedesi riesce bene. Accade per esempio in alcuni momenti ossessivi e grassi, di gran potenza: se la prima volta sono regolari, la seconda si presentano così bombastici e dissonanti da spiccare molto. Devo essere onesto: ai primi ascolti, mi avevano colpito in negativo, ma col tempo ho capito che erano solo parte della particolarità del brano. E sono riuscito ad apprezzarli.

Ma anche tutto il resto non è da meno: già dall’intro, con dissonanze sludge e un vago retrogusto black, che poi cresce con la potenza, si sente la bontà del singolo. E quando prosegue, non è da meno: i già citati momenti ossessivi si alternano con altri molto da sludge atmosferico/post-metal, sfilacciato e cattivo. Merito sia di diversi incastri di buoni riff, sia del growl di Sonny Stark. C’è però spazio anche per alcune aperture melodiche: senza spezzare la cappa di oscurità, danno anzi respiro al pezzo. Da citare sono in particolare i diversi momenti in cui le protagoniste sono le chitarre di Björn Pettersson e Keijo Niinimaa: disegnano fraseggi e intrecci sempre musicali e validi. È forse il miglior valore aggiunto per un pezzo che nonostante la durata non eccessiva (poco più di cinque minuti) risulta comunque pieno di significato.

Per concludere, Gospel of Lies è un ottimo singolo, nonché una canzone che anche presa a sé stante ha un suo perché. Di sicuro, può piacere a chi ama sonorità nichiliste e in particolare sludge e crust punk. A parte questo, incuriosisce anche per il prossimo album degli Age of Woe: essendo nato nella stessa sessione, già dettagli come la registrazione, grezza ma perfetta per questo suono, lo rendono intrigante. Se poi gli svedesi riusciranno per tutta la durata a mantenere la sua stessa qualità, non potrà che essere un ottimo album, o forse anche di più. Che dire: non vedo l’ora che esca, nella speranza che mi venga data la possibilità di ascoltare (e magari recensire) anche quello!

DATI DEL SINGOLO
TRACKLIST
 Gospel of Lies05:17
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Sonny Starkvoce
Keijo Niinimaachitarra
Björn Petterssonchitarra
André Robsahmbasso
Sven Lindstenbatteria
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Infecting Cells PR

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