Born in Exile – Transcendence (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONETranscendence (2020) è il secondo album dei Born in Exile, band spagnola proveniente da Barcellona e fondata nel 2012.
GENEREUn progressive metal di stampo moderno, con in più influssi sinfonici.
PUNTI DI FORZALe melodie coinvolgono e colpiscono grazie al deciso coinvolgimento di tutti gli strumentisti, nonché all’ottimo clean femminile della cantante Kris Vega.
PUNTI DEBOLI
CANZONI MIGLIORIEnchantress (ascolta), One More Line (ascolta), Torch (ascolta)
CONCLUSIONITrancendence è un lavoro ben riuscito che lascia ben intravedere per un futuro nuovo capitolo.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
87
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Il 2020 segna la svolta anche per i Born in Exile, band proveniente da Barcellona che pubblica il nuovo album Transcendence. La formazione, composta da Kris Vega (voce), Joaco Luis (chitarra), Carlos Castillo (chitarra), Lucas Comunas (basso) e Juanma Avila (batteria), dà alla luce il secondo album della sua carriera dopo il primo Drizzle of Cosmos di tre anni fa, dimostrando che la loro proposta musicale non è affatto scontata: un concentrato di progressive metal che coinvolge e colpisce per la struttura e per il deciso coinvolgimento di tutti gli strumentisti; ottimo il clean femminile della singer, caratterizzato da una decisa intensità, nonché alto, diretto e ammaliante. Stessa cosa si può dire per le chitarre e per la scelta delle ritmiche dinamiche e in tempi dispari, tipiche del progressive, che donano un taglio ricco e variegato. Un lavoro che va assaporato in tutti i suoi 48 minuti di durata.

Si comincia con la opener strumentale Heretic Antiphon, l’intro più adatta al disco, che si dimena in partiture ricche di synth e flauti per dare la giusta atmosfera e il giusto incipit al resto dell’album. I cori di Kris Vega sono magnifici, molto incalzanti e carichi di pathos. Caricano l’atmosfera fino all’esplosione della seconda traccia Enchantress, che si rivela una vera e propria eccellenza tra metal e prog, assetto da manuale, fatto di continui mutamenti ritmici in un mare di intensità che tanto ricordano i Dream Theater. Segue poi Living Inside Me con la sua apertura etnica mediorientale e dagli esiti melodici oscuri rispetto al precedente. La voce di Kris, in alcune parti, si sdoppia per essere messa in sottofondo, ma un’ottima menzione va fatta ai chitarristi che riescono a coinvolgere l’ascoltatore con riff e assoli precisissimi. Dopodiché, un organo e una ritmica quasi moderna segnano le sorti di Herd of Deception, altro buon brano per questa band, nonostante risulti più lento e cadenzato, ma le melodie sono sempre molto coinvolgenti e precise, esattamente come il drumming di Juanma Avila che riesce a dettare tempistiche perfette. C’è da dire, però, che uno dei brani che più restano impressi è proprio One More Line, forte della buona proposta strutturale forgiata dal combo: meno aggressiva delle altre, la canzone si presenta quasi come un brano gothic, ma non per questo sottotono. Anzi, in tutta la song, ma soprattutto nel ritornello, Kris Vega riesce ad essere più coinvolgente che mai con una tonalità perfetta dal punto di vista melodico, ipnotizzando l’ascoltatore fino al finale in pianoforte. Molto tirata e decisa anche Ziggurat, singolare nuovamente nelle ritmiche che mai si risparmiano in ottimi allineamenti con il lavoro delle chitarre; forte e propositiva anche Save Us un brano in cui si ravvisa anche qualche piccola fattezza bluesy immancabilmente miscelato con un groove di livello. Si ritorna poi sul soft con The Light House of the Haunted Keeper, un brano quasi in modalità ballad in apertura con le call vocals della cantante, ma sviluppato in un costante ed incredibile crescendo dove è l’ottimo clean a fare i migliori onori di casa. E dopo aver ascoltato tutte le perizie tecniche del combo, il lavoro si conclude con Torch, altra potente traccia con il clean questa volta in atteggiamento più caldo ma in preda dalle potenti ritmiche prog, sempre pronte a fare la differenza.

Un lavoro che colpisce e sbalordisce. I Born in Exile riescono a imporsi perfettamente tra le band che, senza alcun dubbio, sono riuscite a ritagliarsi una menzione d’onore per questo nuovo anno. Transcendence non è assolutamente un album superficiale, nonostante molti aspetti presenti al suo interno siano già conosciuti al grande pubblico del progressive metal. Forti di una pulizia sonora perfetta, nonché di una grande perizia tecnica, i nostri sono riusciti a dare alla luce un lavoro che non annoia e che riesce a coinvolgere l’ascoltatore in ogni suo passaggio. In conclusione, Transcendence è un disco energico suonato ed assimilato appieno dall’inizio alla fine, che lascia ben intravedere un futuro roseo per questa band e per il progressive metal.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Heretic Antiphon01:37
2Enchantress06:03
3Living Inside Me06:35
4Herd of Deception06:23
5One More Line03:38
6Ziggurat06:09
7Save Us05:25
8The Lighthouse of the Haunted Keeper06:44
9Torch05:58
Durata totale: 48:32
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Kris Vegavoce
Carlos Castillochitarra e backing vocals
Joaco Luíschitarra
Lucas Comuñasbasso e backing vocals
Juanma Ávilabatteria
ETICHETTA/E:Art Gates Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:l’etichetta stessa

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