Consumer – Consumer (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEConsumer (2020) è l’EP d’esordio per l’omonima band catanese.
GENEREUn suono che mescola rallentamenti sludge, accelerazioni death, dissonanze e atmosfere malate di stampo black all’insegna del nichilismo.
PUNTI DI FORZAUn suono personale, con i suoi originali scambi tra la chitarra di Federica Sapuppo e il basso di Martino Razza. Una bella impostazione marcia, fangosa, capace di evocare sia oscurità che un forte impatto, una registrazione grezza ma nitida e adatta al suono del gruppo.
PUNTI DEBOLIUna certa immaturità, un filo di ridondanza, un po’ di sterilità e di anonimato nella musica del gruppo a tratti – ma niente di troppo incisivo.
CANZONI MIGLIORIWitchslayer (ascolta)
CONCLUSIONIConsumer è un ottimo esordio per la band siciliana, che ha ancora un po’ da crescere ma merita già di essere seguita e ascoltata!
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
72
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Nichilismo. Volendo essere brevi, basta quest’unica parola per descrivere il suono dei Consumer, trio nato nel 2018 a Catania da musicisti già attivi in varie band della zona, peraltro di cui ci siamo già occupati su Heavy Metal Heaven (Nerobove, Fordomth, Buiomega). Lo scopo con cui questo progetto è nato? Almeno da ciò che si può sentire nell’EP d’esordio omonimo, uscito lo scorso tre aprile, quello di puntare alle sensazioni più negative possibili e al marciume sonoro più spinto. I Consumer lo fanno mescolando rallentamenti sludge, accelerazioni death e condendo il tutto con dissonanze e atmosfere malate di stampo black. Questi tre poli d’influenza in Consumer sono molto ben amalgamati: ne risulta uno stile putrido, fangosissimo, che sa evocare sia oscurità sia un gran impatto. Merito non solo delle buone capacità dei siciliani in tal senso, ma anche di una bella registrazione, grezza ma al tempo stesso nitida, adatta al gruppo e a modo suo originale. Se non altro, il basso di Martino Razza spesso in evidenza, specie in momenti di fuga che rende molto rumorosi, non è proprio tipico dei generi suonati dai Consumer. E, tra l’altro, lo scambio con la chitarra di Federica Sapuppo per la posizione dominante nel suono è il punto di personalità maggiore del gruppo, in un genere che di suo già non era troppo scontato. Certo, anche coi suoi tanti pregi la band siciliana non è immune da una certa immaturità. In Consumer, ciò si esplica in un filo di ridondanza, ma soprattutto in un po’ di sterilità e di anonimato della musica del gruppo a tratti. Ma sono pecche che ci possono stare, contando che la band è giovane e appena all’esordio, e soprattutto che non sono così incisive. Un altro segno che i Consumer sono una band con del potenziale!

Pray/Void comincia lentissima, tombale, sludge del tipo più asfissiante e melmoso. È una norma che va avanti per quasi un minuto e mezzo lenta e infernale, angosciosa, accompagnata anche dallo scream lugubre di Razza. Poi però i Consumer svoltano verso un maggiore dinamismo: all’inizio è contenuto, ma col tempo diventa debordante, con un riffage black death sormontato dal basso del frontman, fragoroso e dissonante su un ritmo velocissimo. È una norma che si ripresenta in varie chiavi lungo il pezzo: momenti di influsso più black, con la tipica freddezza del genere, si alternano a volte con altri invece più d’impatto. Tra di essi c’è spazio anche per tratti più rallentati, che tornano all’origine: il riff di Sapuppo mostra di nuovo influssi doom, seppur mescolati con del chiaro marciume death. È un’anima che poi prende il sopravvento nella seconda metà, ben più statica ed espansa della prima. Porta avanti quanto sentito all’inizio in una maniera anche più interessante e d’impatto a livello di aura, di nichilismo eccelso. Insieme al ritorno di fiamma della velocità sentita all’inizio sulla trequarti, costituisce una gran seconda parte per il pezzo, che nel complesso si rivela ottimo, una bella apertura per Consumer!

Witchslayer attacca non troppo veloce ma aggressiva, death metal del genere più marcio, col growl cavernoso di Razza e un riff truce il giusto. È però una base presente solo in questo breve esordio e nel finale: il grosso del pezzo invece si gioca tutto su uno scambio di assoluti, bianco o nero senza spazio per sfumature. Una delle due norme è uno sludge metal lentissimo, soffocante, quasi doloroso nella sua grande ferocia. Col riffage lento ma non troppo ossessivo di Sapuppo, anzi molto efficace, avvolge benissimo nella sua aurea plumbea; spesso però i Consumer la alternano a un’impostazione opposta. Esplode in maniera improvvisa con forza e mostra subito un’urgenza disperata, convulsa, vorticosissima, che colpisce con la potenza di un pugno in faccia. Nonostante la differenza radicale, queste due parti si uniscono alla grande: merito anche di alcuni raccordi desolati, cupi, in cui l’anima black del gruppo riemerge. Anche per questo, il contrasto funziona benissimo, e consente al pezzo di andare anche oltre una certa mancanza di varietà interna. Da citare inoltre anche la lunga rullata, quasi un assolo, di Francesco “Ciccio” Paladino sulla trequarti, prima del ritorno della falsariga iniziale. È la ciliegina sulla torta di un piccolo gioiello, il pezzo in assoluto più riuscito di Consumer!

Solicitous comincia potente e arrembante, con una norma torva su cui si apre qualche breve scatto di gran impatto. Presto però la musica perde in dinamismo, assumendo invece un’anima doom strisciante sinistro. Merito non solo della voce di Razza, ma anche del suo basso, autore a tratti di qualche vortice non velocissimo ma di efficacia notevole. Le fughe invece stavolta sono lasciate di più alla chitarra di Sapuppo, che le rende taglienti, black metal macinante e di gran impatto. C’è anche spazio per momenti in mid-tempo, rocciosi e cattivi al punto giusto: tutte queste frazioni si ripresentano ogni tanto nel pezzo. La struttura però è più varia che in passato, e scambia queste parti con altri arrangiamenti. Di norma sono ben piazzati, come per esempio lo stacco di basso al centro, quasi punk, che lancia una nuova fuga. Altre volte però non sono proprio eccezionali: penso per esempio al tratto doom al centro, un filo troppo statico per i miei gusti. Ma per fortuna, momenti di questo tipo non sono poi così diffusi: sarà anche il pezzo meno bello di Consumer, ma il livello si mantiene almeno buono!

Per concludere, Consumer è un ottimo EP d’esordio, con qualche sbavatura ma anche tanta sostanza. Il bello è però che la band omonima sembra avere ancora del potenziale inespresso: se riuscirà a lavorare nella giusta maniera e a maturare, ne vedremo delle belle. Perciò, se ti piace il metal estremo più fangoso e marcio, i Consumer sono una band che ti consiglio di seguire. E intanto di vedere di che pasta sono fatti in futuro, magari puoi anche scoprire quest’album, che di sicuro potrà essere per te un ascolto più che piacevole!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Pray/Void08:28
2Witchslayer08:34
3Solicitous07:30
Durata totale: 24:32
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Martino Razzavoce e basso
Federica Sapuppochitarra
Francesco “Ciccio” Paladinobatteria
ETICHETTA/E:Fresh Outbreak Records, Mother Ship, Impeto Records, Boned Factory, Nut Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Mani in Faccia Promotion

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