Domande e Risposte – Descent into Maelstrom

INTRODUZIONE

Per quanto mi riguarda, è sempre un piacere poter seguire il percorso di una band attraverso diversi dischi. Specie, poi, se si tratta di un gruppo giovane, che all’inizio puoi trovare immaturo, ma poi ti dimostra in pieno la sua crescita. Uno tra i casi simili che mi sono capitati è quello dei Descent into Maelstrom: nel 2018 mi ero occupato dell’esordio omonimo, un album che avevo trovato piuttosto acerbo. Per fortuna però questo gruppo di Piacenza è riuscito a lavorare bene dopo la sua uscita. Il risultato lo si può sentire in Iconoclasm: uscito alla fine dello scorso anno, mi ha molto stupito in positivo. Anche per questo, ho deciso di conoscere meglio la band grazie attraverso le nostre classiche dieci “Domande e Risposte”. A partecipare per gli emiliani, in maniera concisa a volte ma sempre ben argomentata, è stato il bassista Michele Augello.

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MATTIA LORONI:Per prima cosa, ti andrebbe di raccontare ai lettori di Heavy Metal Heaven la vostra storia?
MICHELE AUGELLO:Il progetto è partito nel 2016 con Andrea Bignardi che ha scritto e registrato “Descent Into Maelstrom” da solo. Dalla metà del 2017 ha iniziato a cercare altri musicisti per portare quei brani dal vivo e, a novembre 2017, all’uscita del cd, abbiamo fatto il nostro esordio live. A quel punto Andrea aveva scritto altri brani ed è stato naturale lavorarci insieme fino a dare forma ad Iconoclasm, il nostro secondo disco. Nel frattempo abbiamo suonato in giro per il nord Italia conoscendoci e compattandoci sempre di più. E, dopo l’uscita di Iconoclasm, avevamo in programma diversi concerti e date all’estero ma il virus ha bloccato tutto. Abbiamo sfruttato la quarantena per riregistrare il primo album e renderlo disponibile gratuitamente sui nostri canali. Ora stiamo lavorando al materiale nuovo in attesa di poter tornare sul palco.
MATTIA LORONI:Iconoclasm è uscito in origine alla fine dello scorso anno. Visto il tempo trascorso da allora, potrai farne un bilancio: come è stato recepito dalla critica di settore? E come dal pubblico?
MICHELE AUGELLO:In generale è stato accolto molto bene, siamo soddisfatti. Abbiamo ricevuto delle ottime recensioni che ci hanno fatto capire che, seppur ostica, siamo sulla strada giusta. A livello di pubblico stiamo avendo parecchi ascolti online specialmente dall’est Europa. Purtroppo al momento questo è il massimo che si può ottenere. Certo sappiamo che è un genere di nicchia ma chi ci ascolta ci apprezza ed è un ottimo punto di partenza.
MATTIA LORONI:Avendo recensito anche il vostro esordio omonimo, anni fa, posso dire che il vostro gruppo è maturato e migliorato sotto tutti i punti di vista. Avete lavorato molto per raggiungere questo risultato, nei circa due anni e mezzo che separano le due uscite?
MICHELE AUGELLO:C’era la volontà chiara di fare meglio dell’esordio e spingerci oltre. Ognuno ha dato il meglio di sé, non abbiamo giocato al risparmio. Poi il palco e la sala prove ci hanno insegnato a interagire tra noi anche a livello musicale per cercare di far funzionare i pezzi.
MATTIA LORONI:Un’altra differenza tra i due album è il genere. Quando Descent into Maelstrom, seppur nel suo eclettismo, non era neppure troppo distante dai canoni, Iconoclasm presenta diverse novità, tra cui spicca soprattutto il suo approccio progressivo. Come mai avete spinto la vostra musica in questa direzione?
MICHELE AUGELLO:C’è una differenza sostanziale tra i due dischi: il primo è praticamente un lavoro solista di Andrea; nel secondo Andrea resta il principale compositore ma ognuno di noi ha contribuito con testi e riff e, soprattutto, ha portato il proprio bagaglio musicale. La direzione presa è frutto degli ascolti e del vissuto di ognuno, di quel che ci piace a livello musicale e di quello che volevamo provare a fare. Quel che ci ha unito è proprio l’approccio progressivo che hai notato, la volontà di spingerci un po’ oltre e di non ricopiare pedissequamente quanto già fatto da altri.
MATTIA LORONI:Un particolare che ho apprezzato molto nel disco, come detto nella recensione, sono le atmosfere. Sempre oscure, hanno però diverse sfumature, tutte ben pitturate e incastrate. È stato lungo il lavoro per studiarle e realizzarle con ogni dettaglio al suo posto, o è un fattore che vi è venuto spontaneo in fase di composizione?
MICHELE AUGELLO:Siamo stati fortunati, bisogna dirlo. Abbiamo scritto i pezzi in quel modo, come ci è venuto naturale. Non ci siamo mai seduti a tavolino a dire “Ok, per il prossimo scriviamo un intro cupo e poi giù mazzate”. Mi riallaccio alla domanda di prima, è frutto del nostro bagaglio musicale e di ascolti precedenti che si sono concretizzati in quelle atmosfere. Poi ovviamente c’è stato il lavoro di cesello, abbiamo curato i vari passaggi per farli rendere esattamente come volevamo. Per alcuni non è stato affatto facile ma il risultato ci ha ripagato dello sforzo.
MATTIA LORONI:Domanda che faccio sempre a tutti: quali ritieni che siano i gruppi e i musicisti che influenzano di più la vostra musica?
MICHELE AUGELLO:Fare dei nomi specifici è veramente dura e sarebbe un elenco lunghissimo. Abbiamo ascolti diversi e non siamo esattamente giovanissimi quindi di dischi ne abbiamo consumati tanti. Tutti nella band siamo fan del metal estremo. Death, Dark Tranquillity, Sadist e Cannibal Corpse sono quelli che ci accomunano e che mi sento di nominare.
MATTIA LORONI:Un’altra cosa che chiedo sempre: ci sono musicisti lontani dal death e dal metal ma che amate, o addirittura che riescono, per vie traverse, a influenzare la vostra musica?
MICHELE AUGELLO:Arnold Schönberg è il compositore da cui abbiamo preso l’idea di usare le serie dodecafoniche per scrivere molti riff, lui ci ha influenzato notevolmente. Anche in questo caso vale quanto sopra: abbiamo ascolti talmente diversi che ognuno ti potrebbe fare un nome. Personalmente, da bassista, mentre arrangiavo Iconoclasm ho riscoperto Cliff Burton, altri ti citerebbero Gary Holt o dei chitarristi blues. Sicuramente siamo molto aperti alle influenze esterne e non limitiamo gli ascolti
MATTIA LORONI:E ora, una domanda inevitabile quest’anno: l’epidemia di coronavirus è stata una bella batosta, tra le varie categorie professionali, anche per i musicisti. L’ho chiesto anche ad altri, e vorrei farlo anche con voi: come vedete il futuro della musica, e in particolare quella metal, nell’epoca post-pandemica?
MICHELE AUGELLO:E’ stata una bella batosta sì ed è una domanda tosta. Sperando che si possa tornare alla normalità al più presto, sono convinto che ci sarà più voglia di godersi i concerti sia come musicisti che come spettatori. Abbiamo sempre dato tutto per scontato, all’improvviso ci è stato tolto e abbiamo capito nel peggior modo possibile quanto fosse importante. Ora ci stiamo leccando le ferite e facendo i conti, anche economici, con quel che si può fare e quello che non è ancora permesso. E’ tristissimo vedere locali, in cui abbiamo anche suonato, chiudere i battenti. Passato ‘sto macello, la reazione non potrà che essere quella di una maggiore consapevolezza e voglia di condivisione. Sul lato della promozione invece in moltissimi abbiamo iniziato a spingere sul web in modo più efficace di prima. Quando sarà tutto a posto, sarà fisiologico, ma è stata una lezione importante e rimarrà un modo di farsi conoscere.
MATTIA LORONI:Sempre parlando di futuro, quali sono i prossimi progetti dei Descent into Maelstrom?
MICHELE AUGELLO:Nel bene e nel male questi mesi ci hanno costretto a riflettere. Stiamo scrivendo i pezzi nuovi interagendo molto di più tra di noi per far sì che il prossimo risulti totalmente un lavoro di gruppo. Appena possibile vorremmo riprendere con i concerti e recuperare quel che avremmo dovuto fare questa primavera/estate per riproporre Iconoclasm dal vivo. E poi arriverà il materiale nuovo.
MATTIA LORONI:L’ultima risposta è sempre libera. A te il compito di concludere questa intervista come meglio desideri.
MICHELE AUGELLO:Un grazie a voi di Heavy Metal Heaven per lo spazio che ci date. Vorrei invitare tutti quanti a tenere duro in questo periodo e sfruttare l’occasione per ascoltare, conoscere e supportare sempre di più le band underground. Un ringraziamento a Francesco di Club Inferno che sta mandando in giro Iconoclasm e a tutti i fan che ci stanno supportando e ci seguendo anche ora. Speriamo di poterci vedere in qualche locale davanti ad una birra quanto prima!
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