Tithe – Penance (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEPenance (2020), è il primo album dei Tithe, band statunitense fondata a Portland nel 2017.
GENEREUn death metal ruvido che spazia tra grindcore, sludge e doom per creare un profilo unico e riconoscibile.
PUNTI DI FORZAGli strumenti danno vita a suoni durissimi, dalla violenza incessante, che creano una dimensione sonora da cui sarà difficile evadere.
PUNTI DEBOLI
CANZONI MIGLIORILullaby (ascolta), Apostasy (ascolta)
CONCLUSIONIPenance è un lavoro che lascia il segno nella mente dell’ascoltatore, particolare nel suo insieme e ben realizzato: riesce a spiccare tra tante release di quest’anno.
ASCOLTA L’ALBUM SU:Youtube | Bandcamp | Spotify
ACQUISTA L’ALBUM SU:Amazon | Bandcamp | Ebay
SCOPRI IL GRUPPO SU:Facebook | Instagram | BandcampSpotify | Metal-Archives
VOTO FINALE
Su un massimo di 100
80
COPERTINA
Clicca per aprire

Dopo aver dato alla luce tre anni fa un EP omonimo, i Tithe, giovane formazione di Portland, hanno pubblicato il loro primo full-length intitolato Penance via Tartatus Records. Non si tratta di una formazione facile da assimilare, in quanto la proposta del trio americano, partendo dal death metal più rude e aggressivo, si sposta su coordinate grind, sludge e doom come una scheggia impazzita. Ciò che ne viene fuori è un ascolto ostico, pesante, quadrato nei suoni quanto nelle sue articolazioni, ma ciò non significa che il risultato che ne consegue sia deludente.

Il lavoro realizzato dai componenti, ovvero Matt Eiseman (voce, chitarra), Alex Huddleston (basso) e Kevin Swartz (batteria), scarica sull’ascoltatore un concentrato di violenza inaudita, non concedendo nessuno spazio alle melodie. Durante la durata del disco, ci si imbatterà in momenti anche più lenti, ma non saranno altro che spietati e sanguinosi affondi sludge o un lento death metal frastornante, a suo modo psichedelico, in quanto ad effetti. L’esperienza acquisita dai Nostri in altri progetti (Drouth, Hands of Thieves e Serial Hawk, per citarne alcuni) è percepibile da ogni tratto di questa prima prova sulla lunga durata, così come risulta evidente la cura riposta nella veste grafica e nella resa sonora, per un album dai contorni che, pur sembrando indefiniti e rozzi, non sono di certo lasciati al caso. Solo poche band, come ad esempio i canadesi Wake, sono arrivati a risultati simili ma, se nel loro caso l’evoluzione del loro sound sia arrivata a livelli alquanto sofisticati, con i Tithe non ci sono sconti, in quanto prevale quell’animo “raw” che non fa prigionieri, simile a quello dei Full of Hell, per essere precisi. Ne escono, quindi, otto brani per 36 minuti di un feroce ed estremo ibrido di generi che si apre con A Single Rose, traccia incessante e rabbiosa dove un andamento quasi grindcore (soprattutto per quanto riguarda la batteria) si fonde con le urla feroci di Matt Eiseman. Lo stile del frontman, unito ai frequenti cambi che ci catapultano in lidi più sludge e down-tempo, fa venire in mente i primi Crowbar, non solo nel timbro vocale simile a quello di Kirk Windstein. Impossibile tralasciare l’influenza death metal nel sound dei Tithe e l’inserimento di suoni campionati da film che affrontano temi come suicidio, droga e malattie mentali. Le molteplici voci e dialoghi ci tirano, a malincuore, fuori dalla full immersion nella violenza musicale provocata dall’ensemble, come avviene in Psychedelic Neurogenesis e nell’ultima Lullaby, ma non per questo l’atmosfera che si crea diventa un nulla di fatto. In canzoni come Apostasy, invece, sembra anche apparire un tocco alla Slayer, soprattutto verso il finale della traccia dove è impossibile non sentire il richiamo del celebre riff di Postmortem, mentre episodi come Manthra, singolo che aveva anticipato l’uscita dell’album, e Tetrahedron, dimostrano alla perfezione il continuo cambio tra estrema velocità e parti di chitarra quasi stoner, che si ripropone per tutta l’estensione del disco.

Un debutto solido, quello dei Tithe, che dal 15 maggio 2020 (giorno della sua uscita) ha scosso ulteriormente la scena metal underground. Penance è un album duro, solido, da ascoltare tutto in un fiato, perché la sostanza di questo lavoro consiste proprio in questo: essere assaliti continuamente dalla violenza senza pause e senza riflessione. Sicuramente non è una nuova forma musicale, dato che questo tipo di sperimentazione abbiamo avuto modo di conoscerla tramite altri monicker, ma il gusto e la qualità della scrittura dei Tithe permettono subito a Penance di spiccare fra la massa.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1A Single Rose03:30
2Scum05:07
3Mantra04:16
4Apostasy05;:10
5Palindrome04:32
6Psychedelic Neurogenesis05:28
7Tetrahedron02:26
8Lullaby07:03
Durata totale: 37:32
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Matt Eisemanvoce e chitarra
Alexander Huddlestonbasso
Kevin Swartzbatteria
ETICHETTA/E:Tartarus Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:l’etichetta stessa, Anubi Press

Potrebbero interessarti anche...

Aggiungi il tuo commento