Black Altar, Kirkebrann – Deus Inversus (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEDeus Inversus (2020), è uno split album diviso tra i Black Altar, band
Polacca fondata nel 1996, e i Kirkebrann, band norvegese fondata nel 2003.
GENERE/I
  • BLACK ALTAR: Il loro consolidato sound che oscilla tra una vena epica mutuata dalla scuola svedese e un incedere marziale tipico del dogma est-europeo.
  • KIRKEBRANN: Uno stile grezzo che richiama l’anima black ‘n roll dei Darkthrone, trascinato in un insieme di riff pesanti imbastiti da incesti thrash e crust.
PUNTI DI FORZAGli strumenti danno vita a suoni durissimi, dalla violenza incessante, che creano una dimensione oscura da cui sarà difficile evadere.
PUNTI DEBOLI 
CANZONI MIGLIORI
CONCLUSIONIDeus Inversus è uno split devastante, pesante e ben realizzato che, nonostante le divergenze tra Black Altar e Kirkebrann, riesce a scorrere compatto e tutto in un fiato.
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Se il 2020 ci ha regalato già tanti full-length validissimi, una grande attenzione la meritano anche gli split album, e una delle grandi menzioni è proprio quella che sto per descrivere. Il nuovo Deus Inversus nasce dall’unione dissacrante tra i polacchi Black Altar e i norvegesi Kirkebrann, due band feroci di due origini opposte, ma assolutamente significative nella scena estrema odierna. Il consolidato sound dei Black Altar oscilla tra una vena epica mutuata dalla scuola svedese e un incedere marziale tipico del dogma est-europeo. Approccio differente ma, per molti versi complementare, per i nordici Kirkebrann. Uno stile grezzo che richiama l’anima black ‘n roll dei Darkthrone, trascinato in un insieme di riff pesanti imbastiti da incesti tra thrash e crust. Con la partecipazione di musicisti quali Mauser (ex Vader), Morfeus (ex Limbonic Art), Lars Broddesson (Funeral Mist, ex Marduk) ed Alexandros (Macabre Omen), il risultato darà alla luce un puro e dannatissimo black metal che non lascia scampo, un’ondata brusca di estremismo sonoro che avvolgerà l’ascoltatore in una dimensione tetra e oscura. Bastano pochi secondi della opener Deus Inversusad opera dei Black Altar per immergersi nell’essenza pura e vera del black più primordiale. La title-track è un turbinio sonoro, nella quale riffing maligni si fanno supportare da trame melodiche avvincenti che strizzano l’occhio a vecchi paradigmi death e thrash. Anche Ancient Warlust, sempre dei Black Altar, regala quella potenza guerrafondaia poderosa: un brano che inietta energia, forza e incontrollabile sete di sangue. Con l’atmosferica Outro, invece, i polacchi materializzano inquietudine: chiudono così i loro sforzi e introducono i nordici Kirkebrann, che fanno subito sentire l’inconfondibile matrice old school norvegese con la pulsante Begrensa Bevissthet, un brano marcatamente black, ma strutturato con intensi rimandi thrash, inneggiando a mostri sacri come i Marduk e, alle volte, anche agli Alfahanne. Pulsazioni, spunti originali e tanta ira oscura con Faux Pas, violenza ancestrale con Et Nederlag, brano pesante, volutamente caotico, granitico, in alcune parti anche melodico, ma crudele e diretto come gli altri episodi Ufødte Klarhet chiude questo split malsano con divagazioni quasi virtuose per basso e chitarra, un epilogo tanto drammatico quando eccitante.

Odio per la religione cristiana, caos, devastazione e totale annientamento. Deus Inversus è un lavoro portentoso, mastodontico, partorito da due band con tanta voglia di esprimersi al meglio delle proprie possibilità, dimostrando di essere tra le più in forma del panorama black europeo. La produzione delle tracce dei Kirkebrann è più cupa, forse anche meno definita rispetto a quella fornita dai brani dei Black Altar, e questo non rappresenta un elemento di spaccatura all’interno dell’album, ma anzi, determina il glorioso equilibrio del disco. E quando gli split album funzionano, come in questo caso, creano un risultato sorprendente. Deus Inversus, quindi, non è una scissione, nonostante si tratti di split-album: entrambe le band hanno fornito un lavoro impeccabile. Un lavoro che sicuramente sarà tutelato nell’ambiente underground.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Black Altar – Deus Inversus06:43
2Black Altar – Ancient Warlust05:45
3Black Altar – Outro02:13
4Kirkebrann – Begrensa Bevissthet04:13
5Kirkebrann – Faux Pas04:06
6Kirkebrann – Et Nederlag05:40
7Kirkebrann – Ufødte Klarhet02:47
Durata totale: 31:28
FORMAZIONI DEI GRUPPI
Black Altar
Shadow voce e basso
T.R.chitarra
Lars Broddessonbatteria
Gruppo 2
Draugvoce
Hrafnchitarra solista
Nasretenchitarra ritmica
Januzbasso
Thunbergbatteria
OSPITI
Morfeuseffetti
Michał Staczkunsample
Mauserbasso
Alexandrosvoce addizionale (tracce dalla 1 alla 3)
Lilly Kimvoce addizionale (tracce dalla 1 alla 3)
ETICHETTA/E:Odium Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Imperative PR

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