Osyron – Foundations (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEGli Osyron sono un gruppo canadese nato nel 2012 e Foundations (2020) è il loro terzo album, nonché primo EP da quando hanno assunto questo nuovo nome.
GENEREUn metal ricco di molte sfaccettature: symphonic, groove metal melodico, progressive, rock.
PUNTI DI FORZALa varietà delle canzoni, diverse tra loro ma allo stesso tempo coerenti con sé stesse
PUNTI DEBOLIDifficile trovarne di oggettivi, personalmente sento la mancanza di assoli “iconici”.
CANZONI MIGLIORIFoundations (ascolta)
CONCLUSIONIFoundations è un EP ben scritto, con cui gli Osyron intrattengono alla grande in modi diversi.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
75
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Gli Osyron sono una band canadese, che abbraccia e unisce vari stili. Le prime sperimentazioni risalgono al 2006 con la demo intitolata Chaos Breed, ma allora si chiamavano Morbid Theory, altra formazione e altro stile. Dal 2012 con un nuovo assetto del gruppo hanno iniziato il percorso che li ha portati ai giorni nostri con Foundations, la loro ultima incisione.

Il disco si apre con The Cross, un brano che definirei mastodontico per la sua grande inclusione ed intersezioni di generi come il symphonic, il groove e sprazzi di djent. Queste realtà si bilanciano in modo perfetto durante l’ascolto per suscitare emozioni giuste al momento ideale come, ad esempio, l’intro tetro e ansiogeno che ci immerge in maniera immediata in questo riff groove che ha come tappeto synth che sanno diventare anche protagonisti lungo la canzone. Ottimo mix di emozioni. Ignite percorre la stessa filosofia della precedente ma con più cattiveria nel riffing. Lo special in scala egiziana, che ricorda vagamente home dei Dream Theater per intenderci, è inaspettatamente adeguato. Dalla variazione del riff principale hanno fatto un ottimo build-up del breakdown che funziona benissimo. Battle of the Thames è una ballad veramente bella, il clima è perfetto e adeguato al racconto. Un climax leggero, epico ed emozionale, colpisce in maniera molto positiva. L’arrangiamento della canzone è ottimo, dai cori alle chitarre acustiche che arricchiscono il brano e l’assolo, piacevole ma peccato per la sua brevità, la canzone si prestava benissimo per uno di quei assoli epici. The Ones Below, va ad arricchire gli stili musicali dell’album, aggiungendo quel pizzico di rock con il riff principale. La canzone ha un portamento assurdo, ti muovi per tutta la sua durata, live funziona sicuramente alla perfezione. Le punte di diamante di questa traccia sono il ritornellone super super orecchiabile e la prestazione vocale del cantante che passa quasi inosservata durante l’assolo. Quest’ultimo l’ho gradito molto di più del precedente (sarà che mi ricorda vagamente Lines in the Sand). Infine, troviamo la title track Foundations, la traccia più lunga dell’album che si presenta con un arpeggio di chitarra malinconico e triste, accompagnato dalla melodia delicata della voce. Il brano prende un respiro per poi arrivare alla sua esplosione. L’anima progressive del gruppo qui è messa proprio in primo piano, per tutto il brano c’è una varietà ben distribuita: growl, symphonic, groove, blast beat, strutture non scontate che introducono sezioni contrapposte tra loro.
Abbiamo avuto un pizzico di tutto, ma un po’ di thrash non poteva mancare con la bonus track, l’inno del Canada proposto in maniera personale, non ho molto da dire se non che non mi è dispiaciuto affatto, molto simpatica come cosa e ben scritta ed eseguita.

In conclusione, il disco mi è piaciuto molto e nessuna traccia (stranamente) mi ha lasciato deluso o annoiato. Parlare di capolavoro sicuramente è spropositato, ma è veramente un ottimo lavoro da molti punti di vista, scrittura, sound generale, emozionale e duro nei momenti giusti, variegato e gli aggettivi positivi potrebbero continuare ancora un po’. Se avessero scritto meglio qualche assolo, avrebbero veramente aggiustato il tiro. Difetti enormi non ce ne sono e trovarne di più piccoli mi sembra veramente inutile, trovare il pelo nell’uovo è inutile nella musica, se intrattiene bene allora l’obiettivo è più che riuscito.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1The Cross05:01
2Ignite04:33
3Battle of the Thames06:51
4The Ones Below03:54
5Foundations08:20
6O Canada (bonus track)01:23
Durata totale: 30:02
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Reedvoce
Bobby Harleychitarra
Krysztof Stalmachchitarra
Tyler Corbettbasso
Cody Ansteybatteria
ETICHETTA/E:SAOL, The Orchard
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Asher Media Relations

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