Torrefy – Life Is Bad (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONELife Is Bad (2020) è il terzo album dei Torrefy, band thrash metal canadese fondata nel 2011.
GENEREUn thrash metal carico ed incalzante che attinge a piene mani dalla vecchia guardia.
PUNTI DI FORZAUn disco ben curato grazie alla sua ottima produzione, che si destreggia tra atmosfere diverse.
PUNTI DEBOLILa durata delle canzoni risulta a volte eccessiva.
CANZONI MIGLIORISarcophony, Eye of the Swarm
CONCLUSIONILife Is Bad non deluderà gli ammiratori delle tipiche sonorità thrash, nonostante i continui cambi di mood.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
75
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Il Canada è da sempre un territorio fertile per il metal: il thrash non fa eccezione, e nel tempo ha visto nascere gruppi del calibro di Annihilator, Voivod e Razor. Anche la band di oggi, i Torrefy, appartiene a questa corrente. Proveniente da Victoria, Columbia Britannica, è attiva dal 2011 con una formazione coesa e longeva sin dal giorno della sua fondazione: John Ferguson (voce), Ben Gerencser (chitarra), Adam Henry (chitarra), Daniel Laughy (batteria) e Simon Smith (basso). Giunti al 2020, i Torrefy pubblicano il loro terzo capitolo sulla lunga durata Life is Bad, dopo Thrash and Burn e The Infinity Complex, che sono stati pubblicati rispettivamente nel 2014 e nel 2016. Non ci saranno grandi stravolgimenti all’interno del disco p<er ciò che riguarda lo stile, ma un aspetto interessante saranno sicuramente i continui cambi di mood, alle volte anche più introversi, che raramente si notano in un album thrash metal.

Sarcophony prende il via con un fantastico riff frenetico mentre la voce grezza di Ferguson si scatena in tutta la sua intensità, arrivando a picchi elevatissimi. Il ritmo rallenta leggermente, permettendo alle melodie di svilupparsi al meglio e di dare così un maggiore equilibrio al brano. Dopodiché, si passa ad una nuova sezione in cui il ritmo aumenta e compaiono di nuovo i riff thrash in stile vecchia scuola, mantenendo alta l’attenzione dell’ascoltatore. La seconda Eye of the Swarm inizia più lenta, lanciando delle voci che, pur essendo aggressive, contrastano le armonie che fanno da contorno. Le ritmiche, in un secondo momento, iniziano ad aumentare progressivamente, stesso è ancora impostato a un livello decente e mentre le voci aumentano, anche il ritmo generale della canzone. I bellissimi assoli thrash tornano a scuotere l’ascoltatore, ma forse non durano quanto avrebbero dovuto. Dopo la cavalcata brutale di Outrun by Wolves, subentra la quarta GFYD, che ancora una volta si alterna tra sezioni più veloci ed altre più lente, penalizzando talvolta le vocals che sembrano non adattarsi bene ai cambiamenti della song. Tuttavia, ci pensa Arborequiem a raddrizzare il tiro, proponendo, nella sua struttura pressoché omogenea, delle parti che ricordano addirittura il glam. The Thin Line inizia con le doppie incursioni come abbiamo sentito in Outrun by Wolves, ed è sicuramente un’intro decente, veloce e ben controllata, ma poi rallenta, come visto nelle tracce precedenti. La sezione strumentale verso la fine è fragorosa come sempre, un valore aggiunto alla canzone, anche se arriva piuttosto tardi. In Cells il ritmo parte lento, come in molti altri episodi, ma presto riprende la sua velocità con le voci e gli strumenti che si abbinano abbastanza bene. Torn Apart by Machinery si erge per la alternanza che presenta nelle vocals, che si alternano tra scream graffianti e growl quasi di matrice brutal death, quest’ultimo ben calzante con le ritmiche più cadenzate su cui fa capolino. L’atto finale è affidato a Plague of Empires che dopo un breve rumore metallico, accelera improvvisamente fino alla fine, chiudendo l’album in bellezza.

Life is Bad non è esattamente unico e diverso da tutto ciò che il thrash abbia mai conosciuto prima, soprattutto se si considerano i pochi, ma evidenti difetti. Il problema chiave, infatti, è la lunghezza di alcune canzoni: alcune sarebbero state forse più di impatto se fossero durate meno tempo del dovuto, specie quando ci si accorge di alcuni momenti di riempimento che potevano essere sostituiti con più assoli. Ad ogni modo, la prova dei Torrefy risulta essere buona e degna di essere ascoltata, perché se cercate del sano e violento thrash metal, allora è proprio il caso suo.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Sarcophony09:17
2Eye of the Swarm06:07
3Outrun by Wolves06:54
4GFYD04:54
5Arborequieum09:19
6The Thin Line06:30
7Cells07:30
8Torn Apart by Machinery07:44
9Plague of Empires05:55
Durata totale: 01:04:10
FORMAZIONE DEL GRUPPO
John Fergusonvoce
Adam Henrychitarra solista
Ben Gerencserchitarra ritmica
Simon Smithbasso
Daniel Laughybatteria
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Clawhammer PR

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