Mr.Kill – The Day of Reckoning (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEThe Day or Reckoning (2017) è il primo EP (e secondo parto in carriera, dopo un demo senza titolo) degli australiani Mr.Kill.
GENEREDi base un death metal molto melodico, rinforzato da un tenace lato groove e da qualche influsso metalcore.
PUNTI DI FORZAUno stile bene in equilibrio tra potenza e melodia, con queste ultime a generare un bel lato emotivo; un buon numero di sfumature, un songwriting coerente, che sa gestire bene la complessità.
PUNTI DEBOLIUna forte mancanza di spunti memorabili, un po’ di fisiologica immaturità.
CANZONI MIGLIORIOblivion (ascolta)
CONCLUSIONIThe Day of Reckoning è un buon EP, consigliato a chi ama il death melodico; i Mr.Kill tuttavia dovranno lavorare ancora un po’ per far maturare il proprio suono.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
68
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Seppur possa sembrare un controsenso, nel metal non sempre cercare di essere estremi a tutti i costi paga. Per far sì che la propria musica abbia il giusto impatto, infatti, bisogna aver l’abilità di gestirla bene: qualcosa che in pochi gruppi hanno, mentre molti finiscono per risultare sterili. A quel punto, allora, è meglio puntare su qualcos’altro oltre all’aggressione: è ciò che fanno, con discreto successo, i Mr.Kill. Nati a Melbourne nel 2017, hanno esordito lo scorso anno con un demo senza titolo; risale invece allo scorso 31 luglio il primo EP The Day of Reckoning. Il suono che lo anima di base è un death metal melodico, a cui però gli australiani affiancano rinforzi groove per rendere il loro suono più tenace. Mescolati in una maniera così stretta che è difficile separarli, con di più qualche influsso metalcore a fare da collante, è un genere di gran impatto. Ma i Mr.Kill sono anche capaci di mantenere un bell’equilibrio con le melodie, il che consente a The Day of Reckoning di avere un lato emotivo notabile. Pieno di sfumature diverse, incide bene e riesce anche a far pesare poco il fatto che, a livello di componenti di base, gli australiani non fanno nulla di nuovo.

Questa profondità è merito principalmente del songwriting del gruppo, davvero niente male per una band con così poca esperienza. In particolare, ai Mr.Kill piace giocare su terreni complessi: sono però bravi a incastrare le giuste parti, con coerenza e senza grossi spigoli specie a livello di atmosfera. Insomma, The Day of Reckoning possiede molti elementi per fare bene: purtroppo però si tratta di un lavoro ancora abbastanza acerbo. Lo si sente soprattutto in una forte mancanza di spunti memorabili: al suo interno tutto è buono, ma c’è poco che spicchi davvero con forza, mentre il resto si lascia ricordare poco. Se è perdonabile, vista anche la poca esperienza e la giovane età della band, è un difetto su cui gli australiani dovranno lavorare in futuro. The Day of Reckoning è infatti un buon EP, ma l’idea che filtra tra le sue tracce è che i Mr.Kill abbiano ampi margini di miglioramento.

Come dice il nome stesso, The Descent (intro) è un preludio non troppo distante dalla media del genere. Inizia con un ambient espanso, ma col tempo assume sonorità industriali e dissonanze che lo rendono più cupo. Pochi secondi, poi ci ritroviamo in Annhilation: sorge dal silenzio con un riff più che classico, che rimanda al Gothenburg Sound. È questa la base che va avanti per lunghi secondi: seppur svari tra contesti di pura emozione e altri più potenti, sembra voler essere la falsariga dell’intero pezzo. Ma poi, dopo circa un minuto, gli australiani svoltano su lidi più pesanti e arcigni, con un riffage circolare e graffiante di indirizzo groove, su cui Justin KS urla con forza. Questa norma a tratti si incattivisce, con un momento death angoscioso, retto dal blast beat di Xines: si ripresenta anche sulla trequarti, dopo un ritorno dell’inizio. Ma al centro c’è anche spazio per qualcosa di più aperto, in cui il cantante sfodera anche una voce pulita e l’intero lavoro dei Mr.Kill è volto a creare qualcosa di cupo e malinconico, in maniera espansa, sognante. Ottimo anche il finale, che dopo il già citato sfogo e un breve ritorno dell’anima più groove del pezzo devia pian piano verso lidi più melodici e sentimentali. È quasi in maniera intimista che si chiude un episodio forse non da urlo ma solido e di buonissimo livello, non male come apertura per The Day of Reckoning!

Anche Hatred comincia con ritmiche che ricordano molto il death melodico più tradizionale. È un anima che stavolta i chitarristi KS e Scott Henderson perpetrano molto a lungo: è molto presente nelle strofe, oscure ma nella maniera calorosa in cui il genere è stato inteso all’origine in Svezia. Più duri, ma sempre riferiti al genere, sono anche i bridge: con la loro grinta introducono però ritornelli invece più aperti. Malinconici, con una loro delicatezza anche nella tempesta ritmica creata dagli australiani, sono di buon impatto sia a livello musicale che emotivo. La struttura inoltre non è del tutto lineare: seppur la base di queste due anime rimanga fissa, ritmi e impostazioni variano parecchio. I Mr.Kill inoltre poco prima di metà svoltano, quando il lato groove metal di The Day of Reckoning torna all’assalto. Ci ritroviamo allora in un passaggio molto animato, tra momenti di pura potenza e altri vorticosi e di nuovo in blast, altri ancora strani, di influsso metalcore. Il tutto però ha un’aura strana, quasi soddisfatta, vitale, di distruzione gioiosa: essa viene meno solo sulla trequarti, in cui l’elemento “core” si accentua, per qualcosa di oscuro, persino sinistro per certi versi. È una progressione lenta ed espansa, piena di fraseggi melodici e di potenza, e conduce il pezzo fino alla fine, un momento che ricorda le melodie iniziali, ma in una chiave più espansa, quasi doom (!). Porta a chiusura un ottimo pezzo, non troppo distante dal meglio offerto dall’EP!

Valiant Amusement non varia molto rispetto a quanto sentito finora in The Day of Reckoning, almeno a livello musicale. Tuttavia, nel suo tessuto melodeath stavolta i Mr.Kill nascondono una certa angoscia, che già all’inizio esplode con forza. È una sensazione che a tratti si nasconde, dietro a momenti più maschi in cui KS e Henderson danno il meglio di sé in fatto di potenza. Più spesso però torna a riemergere, in frazioni espanse, di gran depressione: a tratti è lancinante e si accoppia a ritmiche fangose. Altrove invece è più composta, con melodie semplici ma con una loro buona delicatezza, e in altri frangenti ancora presenta qualche spunto che torna verso il melodeath. Questa anima va avanti a lungo, con parecchi cambi di ritmo e di potenza, ma senza perdere la sua essenza profonda, che avvolge molto bene. In certi casi, però, il tutto sembra un po’ troppo rilassato, specie per struttura, che rispetto alla media del disco ha ben poche svolte. Ma in fondo è un difetto da poco: anche così, parliamo di un buon pezzo, in cui i Mr.Kill mostrano ancora le loro doti anche al di là di qualche ingenuità. Pur essendo il meno bello di The Day of Reckoning, insomma, sa come difendersi!

Per una volta, Oblivion se la prende con calma a entrare in scena: all’inizio ci sono lievi melodie di chitarra e persino una lontana voce femminile a coronarle. Poi però la musica comincia una marcia inarrestabile, che punta tutto su ritmiche graffianti. A tratti solo potente, coi soliti rinforzi groove, altrove però perde questa ineffabilità per presentarsi inesorabile, dimessa, grazie a belle venature melodiche nel riff. È una base che però, come da norma di The Day of Reckoning i Mr.Kill non mantengono così fissa: lungo la durata del pezzo, trovano posto anche dei momenti belli tosti, con Xines che sfodera di nuovo il blast beat. Ma ve ne sono anche altri molto espansi, in cui torna la voce femminile, e anche lo scream di KS è più doloroso che altro. Interessante poi quanto accade sulla trequarti, in cui le due anime si uniscono in qualcosa di terremotante ma di buon effetto emotivo. Lo stesso in pratica si può dire dell’intera traccia: anche per questo il risultato finale è ottimo, il picco assoluto dell’EP! Quest’ultimo tra l’altro è arrivato già alla fine: non c’è rimasto spazio che per Elegy (Outro), un epilogo poco più lungo dell’intro. Col pianoforte solitario che scandisce una melodia triste e malinconica, unico suo contenuto, spiazza un po’ dopo tanta potenza. Non è però una conclusione così fuori luogo: alla fine ci può stare, e in questa posizione non dà troppo fastidio.

Per concludere, The Day of Reckoning è un buon EP, piuttosto interessante. Per quanto riguarda i Mr.Kill, c’è ancora un po’ di strada da percorrere, per crescere e riuscire a sfruttare a pieno il potenziale che sembrano avere. Come sempre in questi casi, solo il tempo saprà dirci a quali traguardi il loro tragitto potrà condurli. Tuttavia, per quanto mi riguarda, io comincio con l’appuntarmi il loro nome. E col consigliarti di dar loro un ascolto, specie se ti piace il death melodico e cerchi gruppi in grado di emozionare!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1The Descent (Intro)01:01
2Annihilation05:58
3Hatred06:02
4Valiant Amusement05:17
5Oblivion06:23
6Elegy (Outro)01:20
Durata totale: 26:01
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Justin KSvoce, chitarra ritmica, programming
Scott Hendersonchitarra solista
Baltion Radibasso
Xinesbatteria
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Black Roos Entertainment

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