BS Bone – Inside Insanity (2019)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEInside Insanity (2019) è il demo d’esordio dei molisani BS Bone.
GENEREUn grintoso hard ‘n’ heavy di orientamento sleaze, a metà tra pulsioni classiche e moderne, con in più diversi influssi esterni a dargli colore.
PUNTI DI FORZAUna buonissima personalità, un songwriting valido che consente al gruppo di creare grandi spunti e di variare la propria proposta musicale senza spigoli. Una scaletta breve ma con un paio di ottimi squilli.
PUNTI DEBOLIUn po’ di immaturità, un’anima da affinare un po’.
CANZONI MIGLIORIRant (ascolta)
CONCLUSIONIInside Insanity è un demo divertente e di buonissimo livello. I BS Bone hanno un po’ di lavoro da fare, ma questo punto di partenza è già molto incoraggiante per loro.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per i demo
71
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Nonostante quanto possa sembrare a guardare certe band, che ripresentano gli stessi cliché diventati stantii già negli anni ottanta, l’hard ‘n’ heavy non è morto. Al di là dei nostalgici, là fuori sono presenti anche diverse band che invece cercano di personalizzare il genere e di aggiornarlo. Lo fanno spesso inserendo influssi esterni e inusuali: mi sono capitati diversi esempi di questo tipo di gruppo negli ultimi anni, l’ultimo dei quali sono i BS Bone. Nati nell’estate del 2017 a Sant’Elia a Pianisi, in provincia di Campobasso, hanno pubblicato circa un anno fa, il giorno di Halloween del 2019, il loro demo d’esordio Inside Insanity. Ad animarlo, come accennato, è di base un hard rock sui generis che pesca dall’incarnazione più classica del genere ma anche da quella di oggi. In più, sono presenti forti rinforzi heavy metal, anch’esso inteso a volte in forma tradizionale, altrove in una più moderna. È però solo la maggiore di una serie di influenze che spaziano anche verso l’alternative, il punk e lo stoner. Il tutto è mescolato in un suono sporco: penso si possa definire sleaze, ma nella sua incarnazione più minacciosa e meno modaiola.

Se le componenti di base di questo genere non sono originali, il mix proposto dai BS Bone ha una buonissima personalità. Il che è già tanto: se confrontato coi tanti che nell’hard ‘n’ heavy cercano solo di copiare il passato, Inside Insanity ne esce vincitore. Merito anche di un songwriting valido da parte dei molisani, che sanno come creare qualcosa di efficace. Ma soprattutto, sanno variare bene, passando con buona naturalezza tra diversi registri e diverse atmosfere. È qualcosa di notevole per una band alla prima mossa discografica: il risultato è un demo che non annoia mai. Certo, Inside Insanity non è perfetto: ogni tanto al suo interno i BS Bone sono un po’ troppo grezzi. Non è solo la registrazione (che lo è parecchio, ma ci sta per un demo) e non solo a livello stilistico (il che non è un difetto), ma proprio per l’anima del gruppo. Di fatto, i molisani sono ancora un po’ amorfi: hanno già imboccato un proprio percorso, ma devono affinare un po’ le armi con cui andare avanti. Niente di impossibile: rispetto a tanti altri che ho ascoltato negli anni, i BS Bone non risultano troppo acerbi, anzi. Danno l’idea che non gli serva troppo per migliorarsi: anche per questo, come punto di partenza Inside Insanity si rivela quantomeno incoraggiante.

I Don’t Give a Fuck comincia subito col riff di base scandito da Steve Grind, semplice e circolare ma già parecchio energico. Incide in maniera discreta sia da solo, nelle piccole variazioni a cui la band lo sottopone, sia come base dei ritornelli, maleducati e truci. Anche le strofe mantengono più o meno la stessa impostazione, seppur in una forma più quadrata e heavy: ricordano quasi gli Skid Row di Slave to the Grind, ma in chiave più ignorante grazie sia alla base musicale che alla voce sguaiata di Vyper. Inoltre, la struttura è molto lineare: rispetto a quella classica, l’unica differenza è al centro, che presenta una lunga progressione ritmica. All’inizio lenta, monolitica, da heavy metal moderno, col tempo si arricchisce di influssi da hard rock classico e anche più strani e alternativi, prima di esplodere nel classico solo preoccupato. Un breve ritorno della prima di queste parti nel finale è l’unica variazione di un pezzo carino, ma nulla più. Il suo rivelarsi semplice e anche un po’ prevedibile in fondo lo rende divertente ma non gli consente di andare oltre: anche per questo, parliamo del punto più basso di Inside Insanity. Di sicuro, va meglio con 99 Lions in a Cage: anch’esso comincia col suo riff di base, stavolta più strano. Al suo interno i BS Bone mescolano l’hard rock originario con influssi punk e persino dal britpop che da entrambi si è evoluto, per un risultato strano ma per nulla spiacevole. È la stessa base che regge le strofe, veloci e incalzanti, prima che la musica sembri perdere di spinta. Ma poi entrano in scena stacchi potenti e vitali, di tono vintage coi loro incroci maideniani. Le sorprese però non sono finite: anche questa norma si spegne, lasciando spazio a ritornelli strani, melodici ma piene di armonizzazioni dissonanti, che ricordano (da lontano) addirittura il black metal (!). in generale, qui i molisani mostrano il proprio eclettismo al massimo: non ne sfugge neppure l’assolo centrale, quasi psichedelico. In ogni caso, tutto funziona bene: il risultato è un episodio non eccezionale ma piuttosto buono, che qui non sfigura.

Se la prima parte del demo è stata più che discreta, la seconda si rivela ancora migliore, a partire da Dysfunctional Souls. Sin dall’inizio, mostra la sua anima puramente rock in un riffage tipico ma che compensa il suo senso di già sentito con una gran carica. Riesce anche ad andare oltre la registrazione piatta del disco e a esplodere con forza sia da sola, sia in refrain grintosi, che gli aggiungono una certa aggressività. Ottime anche le strofe: come base hanno solo la sezione ritmica, mentre la chitarra subentra solo alla fine. Col loro minore dinamismo, fanno respirare bene il pezzo; lo stesso vale per la frazione centrale, in principio placida e di nuovo col basso di Vyper al centro, prima che Steve Grind si scateni in un assolo al fulmicotone. È l’unica variazione di rilievo di un pezzo semplice e anche molto classico, ma che nonostante questo si rivela di gran intrattenimento! I BS Bone fanno però ancora meglio con Rant, che arriva quindi: si apre col basso iper-distorto, a cui si accoda anche la chitarra, per un avvio a metà tra stoner e rock psichedelico. Ma è un’anima che torna solo a tratti: più spesso la musica è potente, e abbraccia di frequente toni heavy. L’evoluzione di base mette in fila momenti più estroversi, in apparenza quasi allegri ma in realtà piuttosto arrabbiati nello scambio Vyper/cori, e frazioni più sottotraccia, rockeggianti, in cui però quella sensazione si accentua. Ancor di più in tal senso accade ai ritornelli: con una tenacia incredibile, dato dal cantante che ancora duetta con la voce del drummer Leo, colpisce con la forza di uno schiaffo. L’unico difetto di questa norma è di durare troppo poco! Dopo circa due minuti infatti lascia spazio a un outro apprezzabile per la sua calma, col basso del frontman a cui si accompagna un lieve assolo di Steve Grind. Nonostante lo stacco netto, è comunque un elemento valido per un piccolo gioiellino, non solo il picco del demo ma anche la traccia che promette meglio per il futuro!

Forse a questo punto è quasi inutile sottolineare come Inside Insanity sia un lavoro divertente e di buon livello. I BS Bone hanno ancora un po’ di lavoro da fare per trovare la loro dimensione definitiva: la speranza però è che ci riescano, senza neppure troppa fatica. Da quel che si può sentire qui, sotto al loro grezzume si nasconde un diamante: il mio auspicio è che non ci mettano troppo per mostrarlo al massimo del suo splendore!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1I Don’t Give a Fuck05:21
299 Lions in a Cage04:50
3Dysfunctional Souls03:07
4Rant04:30
Durata totale: 
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Vypervoce e basso
Steve Grindchitarra
Leobatteria e backing vocals
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:la band stessa

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