Sjodogg – Vanskapning (2019)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEVanskapning (2019) è il quarto album dei Sjodogg, band black metal norvegese fondata nel 2003.
GENEREUn black metal oscuro e opprimente, fortemente influenzato dall’avant-garde nella struttura e nelle melodie più complesse.
PUNTI DI FORZAUn disco che riesce a distinguersi dal classico black metal per la sua complessità fuori dalle righe.
PUNTI DEBOLIIn alcuni tratti del disco, il miscuglio di elementi che richiamano al thrash con il loro appiglio stilistico, rischia di suonare un po’ forzato.
CANZONI MIGLIORI
CONCLUSIONIVanskapning è un album tetro e complesso che non deluderà gli ascoltatori più eclettici.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
80
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Ci sono poche certezze in questo 2020, e una di queste è il black metal prorompente che continua a echeggiare dalla sua madrepatria Norvegia. Delle tante band che fanno parte di questa foltissima scena musicale, oggi presento i Sjodogg, termine che, in norvegese, si riferisce all’anaplasmosi, malattia causata dal batterio Anaplasma Phagocytophilum, tipica del bestiame e trasmessa all’uomo tramite le zecche. Non si tratta di un gruppo numeroso, dato che la line-up è composta da Kjetil Hektoen, cantante e batterista, ed Espen Slotsvik, addetto a chitarra e basso, ma, allo stesso tempo, non si tratta di certo di due inesperti, essendo attivi in varie band già a metà anni ‘90. I primi passi del gruppo risalgono al 2003, seguiti da una collaborazione con la prestigiosa Osmose Productions e confluiti in una serie di demo e quattro album all’attivo, incluso quest’ultimo Vanskapning che esce per la Duplicate Records (anch’essa norvegese) a un anno dalla prima edizione in cassetta del 2019. Si tratta di un disco caotico e dispersivo, per nulla facile da apprendere e valutare a primo impatto. D’altronde, il motivo è palese da un primissimo ascolto e uno sguardo alla tracklist: se i Sjodogg avessero voluto un’opera semplice, non avrebbero realizzato una sola traccia di tre quarti d’ora intrisa di un black metal oscuro e influenzato dall’avant-garde, in cui quest’ultimo non riguarda tanto la sperimentazione quanto le strutture e la sonorità, con dissonanze pesanti, violenza opprimente e poca linearità. Su Vanskapning trovano spazio soluzioni più taglienti e claustrofobiche, altre in cui l’incessante batteria è la base di poche note arpeggiate che non fanno altro che enfatizzare il vuoto e l’abissalità evocati dai Sjodogg. Lo scream di Kjetil è acuto, a tratti rauco e gracchiante, e richiama alla mente il connazionale Aldrahn. In mezzo a questo marasma si nascondono anche delle sperimentazioni vocali a tratti in vocoder che accentuano le atmosfere sinistre al pari degli scream più forti. Si possono notare inoltre delle vaghe influenze thrash nelle partiture di batteria e in certi riff, cosa che i due norvegesi avevano già messo in pratica in passato. Purtroppo, questo miscuglio rischia di suonare a tratti un po’ forzato, ma su un unico pezzo da 45 minuti, alla fine, non guasterà molto.
Si potrebbe concludere dicendo che si tratta dell’unico punto debole di Vanskapning, che comunque non sembra avere altri grossi difetti, data la sua natura complessa ed eterogenea. La sua natura lo relega però a una nicchia sicuramente limitata, composta da coloro che riescono a sopportare questo genere di composizioni e, allo stesso tempo, a non farsi prendere dalla noia. In ogni caso, l’ascolto di questo disco è raccomandato per chi è amante di quelle sonorità che non conoscono limiti per ciò che riguarda l’oscuro e il grezzo, né per coloro che saranno alla continua ricerca di nuove release black metal degne di essere ascoltate dai timpani più critici e temerari.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Vanskapning44:48
Durata totale: 
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Kjetil Hektoenvoce e batteria
Espen Slotsvikchitarra e basso
ETICHETTA/E:Duplicate Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:l’etichetta stessa

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