Thrasherwolf – We Are Revolution (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEWe Are Revolution (2020) è il primo album dei Thrasherwolf, band thrash metal inglese fondata nel 2016.
GENEREUn thrash metal aggressivo e d’impatto, fiero seguace della vecchia guardia.
PUNTI DI FORZAUn disco ben curato grazie alla sua ottima produzione, capace di coinvolgere l’ascoltatore dall’inizio alla fine
PUNTI DEBOLI
CANZONI MIGLIORIWar (ascolta), Vortex (ascolta), Blood Moon (ascolta)
CONCLUSIONIWe Are Revolution non deluderà gli ammiratori delle sonorità più classiche e, in definitiva, può essere considerato come un album piuttosto interessante.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
75
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Il 2020 segna anche il debutto dei Thrasherwolf. Già attiva dal 2016 grazie a Daniel Lucas (voce, chitarra), Billy Lucas (batteria), Jack Saunders (chitarra) e Alex Mitsis (basso), la band è stata in grado di farsi riconoscere nel panorama underground londinese grazie al primo EP Blood Moon del 2018. Dopo due anni, provano a farsi notare nella scena metal inglese immettendo sul mercato il primo album su lunga durata dall’ambizioso titolo We Are Revolution, interamente autoprodotto. Il nome non lascia dubbi su quello che suonano: un thrash metal d’assalto e impetuoso, direttamente collegato con la vecchia scuola inglese di Xentrix, Onslaught, Sabbat ed Acid Reign, con un occhio anche sul versante americano, genuino e privo di contaminazioni di sorta, improntato sulla tecnica quanto sull’istinto e sulla propria natura selvaggia. Il songwriting non è troppo complesso, ma neanche immediato, dato che ci si imbatterà in brani ricchi di varie soluzioni, con riff, cambi di tempo e ritmiche fulminanti che si susseguono senza sosta, in alcuni frangenti forse anche troppo. In generale le sequenze dei riff a volte sono un po’ troppo lunghe e la voce diventa più duttile ed interpretativa, ma non per questo rovina il lavoro nella sua interezza.

L’iniziale Words of Revolution è un brano introduttivo, un discorso “politico” che si basa sui valori e sui temi del thrash degli anni ’80, che pone le basi per il seguente brano War, un magnum opus di undici minuti e mezzo che cresce con un paio di minuti di strumentale prima che Daniel Lucas inizi a sputare testi che descrivono il decadimento dell’umanità per mano di leader corrotti. Mitsis ci regala persino un lungo assolo di basso, un bel tocco in più arricchito da cambi di tempo accurati che aiutano con il bilanciamento su tagli di questa lunghezza. Il primo singolo Vortex offre più energia del suo predecessore, dando più aggressività e più velocità vertiginosa. L’assolo principale è un portentoso attacco frontale e riempimenti di batteria ben posizionati hanno una qualità inarrestabile. Caratterizzata da un tornado di riff fulminanti, sarà senza dubbio una chiamata per un circle pit in sede live. Un’esplosione di furia ad alto numero di ottani in meno di tre minuti si presenta sotto forma di The Pack, una traccia che rende omaggio a brani come Whiplash dei Metallica nella sua costruzione e non si ferma per un momento, caricando a lungo mosh pit con una batteria ritmica pungente. Il secondo singolo Good Old Fashioned Violence suona come una traccia di Bonded by Blood, con non solo il groove, ma anche il cambio vocale che vede alcune linee vocali cantate in modo aspro in alcuni punti.

La seconda metà del record inizia con Vermillion Steel, una traccia che si orienta attorno a un classico galoppo thrash con testi ispirati al power metal, rappresenta un brillante cambiamento, specialmente per la cavalcata finale degna del migliore speed metal. Vanity mette in mostra la migliore performance percussiva del disco. Il suono della batteria è nitido e pulito: non c’è niente di meccanico, non è metronomico e questo dà ai Thrasherwolf qualcosa in più nel loro arsenale. I riff malinconici e le armonie vocali dei Metallica dell’era Master of Puppets, danno inizio alla cupa Ruin che fa emergere uno dei momenti più epici dell’intero album. La conclusione probabilmente è affidata alla traccia più bella dell’album: Blood Moon, avvincente e aggressiva, dotata di un innato istinto killer.

Alla fine il giudizio su We Are Revolution è positivo e i Thrasherwolf sono una band da non perdere di vista. Devono lavorare sodo e fare la dovuta esperienza ma, nonostante tutto, sono sulla strada giusta. Avranno sicuramente modo di consolidare la loro identità e andare avanti nel miglior modo possibile. Per ora, bravi.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Words of Revolution01:15
2War11:32
3Vortex06:19
4The Pack02:28
5Good Old Fashioned Violence05:13
6Vermillion Steel03:59
7Vanity06:16
8Ruin06:11
9Blood Moon08:55
Durata totale: 52:08
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Daniel Lucasvoce e chitarra
Jack Saunderschitarra
Alex Mitsisbasso
Billy Lucasbatteria
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Metal Coffee PR, Imperative PR

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