Derhead – Irrational I (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEIrrational I (2020) è l’ultimo EP di Derhead, one man band del musicista genovese Giorgio Barroccu.
GENEREUn black metal tortuoso, labirintico, di gran oscurità, fondato su ritmi serrati e frequenti cambi di linea; in più, sono presenti diversi influssi che rendono il tutto ancor più complicato.
PUNTI DI FORZAOttime atmosfere, variegate e che sanno dare un buon numero di emozioni diverse. Anche questo consente al progetto di andare oltre una certa mancanza di memorabilità: l’impressione che esce dall’ascolto è molto positiva.
PUNTI DEBOLIQualche sbavatura, qualche occasione in cui la musica si perde, un po’ di inconsistenza – ma niente di troppo negativo.
CANZONI MIGLIORIThe End for Now (ascolta)
CONCLUSIONIIrrational I è un EP molto interessante: mette in mostra le buone qualità del progetto Derhead, ed è consigliato a chi ama il black metal più complesso!
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per i gli EP
72
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“Inaccessibile”: penso basti questa parola a descrivere a dovere la musica del progetto Derhead. One man band del polistrumentista Giorgio Barroccu, è nata nel 2001 a Genova, ma da allora ha prodotto solo una manciata di demo ed EP. Se la quantità non è il suo forte, il progetto ligure compensa con la qualità: almeno, è questo che si può sentire a giudicare da Irrational I, ultimo EP a nome Derhead uscito lo scorso 24 luglio grazie alla concittadina Brucia Records. Si tratta di un lavoro di alto livello anche se, come già detto, è molto difficile entrare al suo interno, e questo nonostante la sua brevità, limitata a sole due (lunghe) canzoni. Colpa di un black metal tortuoso, labirintico, di grande oscurità, fondato su ritmi serrati e frequenti cambi di linea musicale. Al suo interno inoltre trovano spazio diversi influssi, provenienti a tratti dal post-black, dal doom o persino dall’avant-garde a tratti. Anch’essi contribuiscono a rendere più difficile fruire del genere affrontato da Derhead: proprio questa sua complessità è un possibile difetto di Irrational I.

Anche dopo centinaia di ascolti, neppure io credo di averlo assorbito del tutto: in generale, c’è ben poco che ti rimane in mente. Ma se in molti casi simili trovo che sia un difetto, per Irrational I lo è meno: se è vero che in certi momenti la musica di Derhead si perda, di solito ha una sua linea ben precisa. L’impressione all’ascolto è piuttosto positiva: merito soprattutto delle ottime atmosfere che la one man band sa evocare. Molto variegate, grazie anche alla già citata molteplicità della musica, hanno decine di sfumature, che colpiscono specie a livello emotivo. Si va dal disperato all’opprimente, passando per il depresso; il tutto spesso avviene mentre la musica possiede anche una grande aggressività, in un equilibrio ben realizzato. Il risultato è che Irrational I si rivela molto interessante: forse sarà un EP un po’ breve e inconsistente, ma per il resto mette in mostra la bontà del progetto Derhead.

The End for Now inizia da un breve intro, sottile e quasi malinconico con la sua melodia, seppur i suoni lievi alle sue spalle siano già dissonanti. È il giusto prodromo per un pezzo che di lì a poco entra nel vivo lugubre, con un attacco black però espanso. Giusto qualche secondo, e Barroccu sfodera un blast beat martellante: insieme al riff che vi si sviluppa sopra, preoccupato e oscuro, crea un ambiente scomodo, angoscioso. La sua fuga va avanti a lungo e attraversa vari panorami: a tratti è semplice black, anche piuttosto classico, altrove invece diventa più abissale, grazie a melodie allucinanti. In altri frangenti ancora, il panorama si apre: accade innanzitutto prima di metà, un momento oscuro e martellante nella sua sofficità, prima di tornare presto verso lidi più ansiosi. Più in vista è il passaggio centrale, che all’improvviso si spegne in qualcosa di inquietante. Tra toni post-rock molto espansi, echi inquietanti e sussurri, ha una bella carica oscura, nonostante la morbidezza. Paradossalmente, il pezzo risulta più calmo quando il metal riesplode: lo fa però con un piglio melodico, mogio, con tanti fraseggi anche di una certa ricercatezza. Lo si vede per esempio sulla trequarti, con l’assolo di quello che sembra un sassofono: è la punta dell’iceberg di una serie di arrangiamenti tutti ben piazzati. In ogni caso, non è certo un passaggio leggero: lo scream di Barroccu rimane rabbioso, e il tutto ancora ha un che di angoscioso. E col tempo lo diventa ancor di più: a un certo punto, il mastermind torna a martellare con forza. È un finale davvero oscuro e alienante per un pezzo di ottimo livello, il migliore del duo proposto da Derhead in Irrational I!

Corpses of Desire ha meno fretta della precedente a entrare nel vivo. Si parte da un preludio molto espanso, con vaghi echi: dopo quaranta secondi, tuttavia, la linea musicale svolta su terreni metallici. Ma non è il black a dominare, stavolta: le ritmiche piuttosto si muovono su terreni doom, lenti e mogi, seppur qualche melodia post-black sia presente. L’evoluzione di questa base all’inizio è molto lenta, ma poi comincia a muoversi di più, alternando la parte più doomy a momenti più animati e sentiti, da black melodico. Quest’ultima anima è quella che si prende il sopravvento, seppur in una misura più vorticosa, tipica della musica di Derhead all’interno di Irrational I. Col blast che spesso prende il sopravvento, si crea uno strano ibrido estremismo-armonia, che però funziona: il risultato è un passaggio che avvolge piuttosto bene. Migliori si rivelano però i momenti più aperti in cui proprio la melodia prende le redini, a volte con un buon livello emotivo, altrove declinato in qualcosa di più lugubre. È quest’ultimo il tono a prevalere alla fine, quando la musica torna a virare verso la norma doom iniziale. Si chiude in questo modo un pezzo meno bello del precedente, ma valido e degno di stare in un EP di qualità come questo!

Vista la sua inaccessibilità, Irrational I è uno di quei classici album quasi impossibili da valutare in una maniera del tutto esauriente. Tuttavia, l’impressione generale è che sia un ottimo prodotto, breve ma di buonissima sostanza. Certo, per quanto mi riguarda sarei curioso di sentire il progetto Derhead su una distanza più lunga, se e quando arriverà a questo traguardo; intanto però, ti consiglio di dargli almeno un ascolto. Stanne pure alla larga se il black metal ti piace diretto e con la classica oscurità; se però vai a nozze anche con la complessità estrema, allora fai pure un tuffo nel labirinto nero di questo EP!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1The End for Now09:48
2Corpses of Desire08:05
Durata totale: 17:53
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Giorgio Barroccuvoce, tutti gli strumenti
ETICHETTA/E:Brucia Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:l’etichetta stessa

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