Denied – The Decade of Disruption (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEThe Decade of Disruption (2020) è il quarto album degli svedesi Denied.
GENEREIl thrash/heavy metal melodico à la Denied si avvale di un sound compatto, che non guarda in faccia nessuno ma soprattutto prende solo il meglio dal passato, al fine di creare una proposta valida.
PUNTI DI FORZAIl modo che la band ha trovato per giocarsi le sue carte la pone qualche gradino al di sopra dei gruppi che condividono lo stesso obiettivo. Se è vero che ha tutta l’aria di essere ispirato ad una corrente parecchio datata, è anche vero che la personalità dei Denied esplora uno spettro di sonorità che la fanno rivivere in tutto il suo splendore.
PUNTI DEBOLIForse l’unico appunto che si può realmente fare è lo stesso che era ravvisabile anche nei precedenti lavori: la voce di Søren Adamsen non sempre offre una performance impeccabile, ma anche questo caso viste le intenzioni della band passa quasi inosservata.
CANZONI MIGLIORIHey Let’s Go (ascolta), What If (ascolta), The Beast (ascolta), Throwing Bones (ascolta)
CONCLUSIONIFinalmente abbiamo nuove notizie dei Denied e per fortuna sono buone. Ci si aspettava un lavoro all’altezza e con The Decade of Disruption così è stato, a riconferma della buona qualità offerta dal quintetto
ASCOLTA L’ALBUM SU:Youtube | Spotify 
ACQUISTA L’ALBUM SU:Amazon
SCOPRI IL GRUPPO SU:Sito ufficiale | Facebook Youtube | Spotify | Metal-Archives
VOTO FINALE
Su un massimo di 100
90
COPERTINA
Clicca per aprire

Il quarto disco siglato dagli svedesi Denied porta il nome di The Decade of Disruption. Ci eravamo occupati del quintetto scandinavo in occasione della precedente uscita Freedom of Speech (2018), e in quel caso la band era stata in grado di attirare su di essa una grande aspettativa: avranno rispettato le attese?

Risposta breve: sembra proprio di sì.
Risposta lunga: Il suono robusto e granitico sul quale i precedenti dischi si sono formati rimane una delle certezze portate avanti anche nell’ultimo lavoro. Per quanto lo stile dei quattro metalheads nordeuropei sia figlio di un solido thrash con le radici nel passato e forti influssi heavy, la formula vincente consiste nel modo in cui i paradigmi classici vengono riutilizzati per qualcosa di effettivamente nuovo. Si percepisce anche ad un primo, distratto ascolto che la proposta dei Denied sbaraglia (quasi) tutta la concorrenza per il suo modo di porsi; le ritmiche, gli assoli, le melodie che lo caratterizzano vivono di momenti tremendamente ispirati e lasciano poco al caso. Risulta impossibile ascoltare The Decade of Disruption senza che qualche brano catturi l’attenzione per un motivo o per un altro, dal momento che la struttura compositiva del disco esplode in una dinamicità coinvolgente. Alla luce di questi nove brani, non è azzardato dire che il passo in avanti “promesso” con Freedom of Speech si è in effetti verificato: ogni aspetto già convincente del penultimo album ha conosciuto uno sviluppo massiccio durante questi due anni di attesa, contribuendo di fatto ad un perfezionamento delle scelte stilistiche che hanno accompagnato la band fino a questo momento. È possibile nel 2020 divertire, emozionare ed esplorare nuove sonorità pur servendosi di un thrash metal fortemente legato alle sue origini? La vera risposta è contenuta nei quarantotto minuti che seguono la pressione del tasto “play”.

Che si tratti di semplice fortuna o grande abilità nell’aver individuato uno schema valido per un progetto musicale di tutto rispetto, i Denied hanno colpito ancora e lo hanno fatto a modo loro. Fortissimo.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Throwing Bones05:12
2The Beast05:08
3Enter the Wolf04:58
4Hey Let’s Go04:25
5Walk You Through Darkness05:22
6What If04:43
7Freedom Reign04:13
8We Play Rock ‘n’ Roll05:28
9Undergang08:33
Durata totale: 48:02
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Søren Adamsenvoce
Chris Vowdenchitarra solista
Andreas “Andy” Carlssonchitarra ritmica
Fredrik Thörnblombasso
Markus Kaskbatteria
OSPITI
Lars “Lasse” Johanssonchitarra (traccia 9)
ETICHETTA/E:SWEEA Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:la band stessa

Potrebbero interessarti anche...

Aggiungi il tuo commento