Aurium – The 2nd Sun (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEGli Aurium sono una band serba dedita al metal sinfonico e The 2nd Sun (2020) è la loro seconda pubblicazione.
GENEREIl symphonic prodotto dalla band non si discosta molto da quello classico, sebbene contenga al suo interno alcuni dettagli interessanti.
PUNTI DI FORZALe ritmiche su cui si poggia il disco sono abbastanza solide.
PUNTI DEBOLIMolti elementi inseriti per diversificare le composizioni rischiano a più riprese di rendere l’album troppo esagerato nei contenuti.
CANZONI MIGLIORIDead Landscapes (ascolta), Leaden Skies (ascolta)
CONCLUSIONIThe 2nd Sun è un album che forse sarebbe potuto diventare qualcosa in più, se gli Aurium avessero preso i dovuti accorgimenti.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
68
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The 2nd Sun è il nuovo disco dei serbi Aurium, pubblicato a giugno di quest’anno per Art Gates Records. La band esprime un symphonic metal piuttosto classico ma non disdegna una impostazione in fin dei conti moderna, costituendo così uno stile decisamente flessibile.

Nella proposta messa a punto dalla band si incontrano una moltitudine di elementi diversi che in qualche caso rischiano anche di minare la solidità dell’album. La quantità di suoni e richiami che costella i vari brani sottolinea il buon lavoro svolto in fase di produzione, anche se questa ricerca non ha riservato la giusta attenzione ad ognuno di essi. Infatti, all’interno di The 2nd Sun ci sono una marea di piccoli effetti e inserti di vario tipo che aggiungono in realtà poco o nulla al quadro compositivo generale. Sembra quasi che il gruppo abbia fatto una scelta rischiosa pagandone le conseguenze in termini di godibilità generale, mosso senza dubbio da uno spirito d’iniziativa che, purtroppo, non ha avuto l’efficacia desiderata. Per quanto riguarda la parte più corposa – ovveroquella che riguarda il symphonic in senso stretto – gli Aurium mettono in campo alcune idee valide, riuscendo fra l’altro a costruire delle sezioni ritmiche di tutto rispetto. Nel contesto di un album un po’ caotico ma a suo modo ordinato, il comparto strumentale si difende piuttosto bene senza mai mostrarsi eccessivamente ambizioso. Si gioca tutto sull’essenza più elementare del metal sinfonico: con i suoi toni epici, ora grintosi, ora drammatici, le composizioni non si evolvono mai in modo determinante e anzi risultano quasi stagnanti. In ogni caso, pur nella loro ordinarietà trovano una loro ragione di esistere; un esercizio di stile in grado di farsi apprezzare nonostante la sua mancanza di mordente. Chissà che in futuro la firma della band est europea non possa farsi più complessa e originale, ma per il momento ci si è limitati a svolgere il compito.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Asylum03:55
2Leaden Skies03:05
3Curtain’s Fall02:51
4Dead Landscapes04:14
5Garbage Eater03:44
6Timekeeper03:19
7Phasianidae08:53
8Nodus Tollens04:00
9Reminiscence04:30
10The Silent Wake04:02
11Son of the Morning Star (bonus track)03:41
Durata totale: 46:19
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Dragica Maleticvoce
Julius Velkerchitarra
Sinisa Mladenovictastiera
Milos Jovanovicbasso
Alexandar Musickibatteria
Milica Jovanovbacking vocals
ETICHETTA/E:Art Gates Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:l’etichetta stessa

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