Tezza F. – The Guardian Rises II (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEThe Guardian Rises II (2020), EP del progetto Tezza F. (one man band del musicista veneto Filippo Tezza) è un lavoro molto diverso dal precedente The Guardian Rises I (2015).
GENERELa base di partenza è lo stesso power metal, catchy e musicale, sentito nel precedente, ma con in più molte influenze estreme.
PUNTI DI FORZAUn genere molto più interessante e originale rispetto al passato, che funziona bene in entrambe le sue componenti. È all’origine di un paio di pezzi davvero buoni.
PUNTI DEBOLIUna composizione un po’ meno esplosiva che nel primo EP: forse colpa dell’esperimento “estremo”, che va gestito meglio. In più, una registrazione amatoriale e qualche pezzo meno bello.
CANZONI MIGLIORIDemons (ascolta), Timeless Illusions (ascolta)
CONCLUSIONIPur perdendo rispetto al precedente, The Guardian Rises II è un buonissimo EP, promettente per il futuro vista la freschezza del nuovo corso del progetto Tezza F.!
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
70
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In musica, spiazzare l’ascoltatore non è necessariamente negativo. Se a volte da questa sensazione si passa alla delusione, in altri casi la sorpresa è positiva. È quello che mi è capitato di recente con Tezza F., one man band del polistrumentista veronese Filippo Tezza: lo avevo conosciuto nel lontano 2015, col suo The Guardian Rises I. EP composto da idee scartate dai Soul Guardian, gruppo precedente del musicista veneto ormai disciolto, all’epoca lo trovai godibile all’estremo, col suo power melodico e sinfonico, poco originale ma scritto alla grande. Mi sarei aspettato più o meno lo stesso, quando per la prima volta mi sono approcciato al seguito, The Guardian Rises II. Eppure, pur avendo origine sempre nella band precedente del polistrumentista, parliamo di un lavoro con cui il progetto Tezza F. mostra un lato del tutto diverso di sé.

Se la base di partenza rimane il power metal sentito nel predecessore, catchy e musicale questo nuovo EP mostra una grande evoluzione, sia dal punto di vista musicale che di atmosfere. Per quanto riguarda le prime, nel suo stile Tezza ha abbracciato un gran numero di influenze dal metal estremo, specie black e death. Ne consegue che, sul secondo versante, l’aura del disco sia molto più oscura. Ma non solo: in The Guardian Rises II si trovano tante sfaccettature, sotto questo punto di vista. Sfaccettature che il musicista veronese gestisce bene: il risultato è un genere molto più interessante e originale del predecessore. E che funziona: i momenti più estremi sono un po’ generici ma svolgono bene il loro compito, e anche quelli più power e classici non sanno di stantio. Certo, c’è da dire che rispetto al primo episodio, The Guardian Rises II ha un po’ perso in fatto di esplosività. Sarà forse colpa delle nuove sonorità, che Tezza deve ancora imparare a gestire al meglio; sta di fatto che non è un problema troppo grave. Come non lo è la registrazione, di nuovo amatoriale – ma meno rispetto a The Guardian Rises I. In generale, parliamo di un buonissimo EP, i cui pregi superano di gran lunga i difetti, come leggerai lungo la recensione.

…from the Flames è un intro che già preannuncia i toni più oscuri di quanto seguirà poi. All’inizio la scena è di alcune dissonanze elettroniche, alienanti, ma presto al comando troviamo orchestrazioni, come nel più classico dei preludi. Ma invece di disegnare qualcosa di ricercato o pomposo si rivela piuttosto statico e ancora molto ombroso. In ogni caso, avvolge bene nel suo minuto e mezzo esatto, prima di dare il là a Silent Breathing Darkness, che poi si apre animata. Un’altra breve introduzione, poi ci ritroviamo nel più classico pezzo power, con un’aura anche piuttosto speranzosa. È in parte presente nelle strofe, pure grintose nei suoi momenti più aperti; si alternano spesso, però, con momenti più arcigni e cupi, in cui Tezza sfodera il growl. Al metal estremo si rifanno anche i bridge: nonostante il cantato pulito, si rivelano vorticosi, ricorda a volte il death melodico. Danno però il là a ritornelli più aperti e quasi gioiosi; tuttavia, proprio essi sono il difetto del pezzo. Con poco mordente, la loro melodia esplode poco, troppo banale per riuscirci. Comunque sia, al power si rifanno anche certi momenti strumentali, come quello al centro: ricorda da vicino i momenti più happy metal dell’EP precedente del progetto Tezza F.. Risultano efficaci il giusto, e arricchiscono un episodio che, pure col suo difetto, risulta discreto. Pur essendo al tempo stesso il punto più basso assoluto di The Guardian Rises II!

Checkmate! comincia subito riottosa e potente, una grande energia non per forza distruttiva. A volte lo diventa anche, con momenti estremi e movimentati dal punto di vista ritmico, ma di norma il tutto è vitale, grazie anche a un influsso heavy metal ben inserito nel riffage. Lo si sente soprattutto nelle strofe, semplici e incalzanti, oltre che di grande impatto. Poi però la musica diviene più intimista con bridge melodici, calmi, malinconici: la stessa emozione che domina anche i chorus. Seppur siano più aperti e possano sembrare quasi allegri, una forte nostalgia li pervade, rendendoli molto efficaci, nonostante una melodia non del tutto memorabile. Ottima anche la fase centrale, senza troppi fuochi d’artificio (se non nel possente finale) ma avvolgente a livello di atmosfera. Chiude il cerchio di un brano semplice ma piuttosto buono. Va tuttavia meglio con Timeless Illusion, in cui il musicista veronese pende sul suo lato più classico. Se il preludio è espanso e accogliente con le sue melodie, poi la musica scatta, ma senza perdere questo lato. Ci ritroviamo in qualcosa dal sapore nordico: i tratti strumentali per calma ricordano i migliori Stratovarius, mentre le strofe, semplici e di vago pathos, alcune cose dei Sonata Arctica. Il lato più estremo di Tezza torna nelle strofe, di stampo quasi death per cattiveria. È però solo un momento: i ritornelli svoltano di nuovo verso il power melodico, e alla grande. Con la melodia vocale malinconica e il florilegio di tastiere, chitarre (e anche del basso, che a tratti si fa sentire bene), sono tipici ma colpiscono alla grande con la loro emotività sognante e crepuscolare. Ottima anche il momento centrale, minaccioso ma al tempo stesso con le giuste armonie per non stonare in un pezzo ottimo, poco lontano dal meglio di The Guardian Rises II!

Unica ballad dell’EP, Through the Mirror si apre nella maniera più classica possibile di questo genere di brani. Potrebbe sembrare quasi da rock anni novanta per melodie semplici, non fosse per le lievi orchestrazioni alle spalle della voce di Filippo Tezza. Orchestrazioni che però, insieme al pianoforte, pian piano rendono il tutto più ricercato e ricco. Tutto ciò va avanti a lungo – un po’ troppo, forse – fino ai ritornelli, che tornano all’elettricità. Ma non sono certo aggressivi, anzi: sognanti persino più del resto, calmi, risultano avvolgenti con la loro bella nostalgia. Va nella stessa direzione anche l’assolo centrale, sentito il giusto, e la dilatata fase finale, avvolgente con un’altra bella prestazione di Tezza alla chitarra su un tappeto orchestrale. Un po’ di potenza in più si trova solo nella trequarti, che riprende la strofa in chiave movimentata, seppur di poco. Di certo, non stona in una ballata un po’ prolissa ma ben fatta e molto piacevole. È però un’altra storia con Demons, che chiude The Guardian Rises II in maniera davvero efficace. Si parte da un esordio estremo che mescola thrash moderno e death, oltre a una tastiera power che suona alienante, ben inserita. Ancora sulla stessa linea si muovono le strofe: pestate, con un’atmosfera malefica mutuata addirittura dal black, presentano ritmiche magmatiche su cui Tezza usa il growl. Il tutto si fa poi ancora più magmatico nei bridge, vorticosi e quasi estreme nonostante il passaggio al cantato pulito. Ma poi la musica si apre nei ritornelli: col mastermind a duellare con un lieve coro, sono molto catchy, da power melodico. È un’impostazione che spiazza, ma in un senso molto piacevole: il contrasto funziona, nonostante tutto. Ottima inoltre la parte centrale, lunga e sfaccetta ma sempre ben fatta, coi suoi tanti accenni estremi tra death, black e thrash, ma senza dimenticare un lato melodico power, specie verso la fine. Arricchisce bene un episodio molto ben riuscito, il picco assoluto dell’EP che chiude!

Come già accennato all’inizio, The Guardian Rises II è meno valido rispetto al predecessore; tuttavia, rimane di buonissimo livello. Certo, è probabile che il progetto Tezza F. possa fare di meglio in futuro, se riuscirà a gestire con più consapevolezza il proprio particolare genere. Ma per ora, l’idea è buona e realizzata a dovere: per questo, sono proprio curioso di vedere quali altri esperimenti Filippo Tezza saprà proporre in futuro!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1…from the Flames01:30
2Silent Breathing Darkness04:43
3Checkmate!05:28
4Timeless Illusion06:24
5Through the Mirror07:03
6Demons05:14
Durata totale: 30:22
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Filippo Tezzavoce, tutti gli strumenti
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:la band stessa

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