Ashlands – Ashlands II (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEAshlands II (2020), è il secondo EP degli umbri Ashlands in una carriera cominciata appena nel 2019.
GENEREUn black metal melodico con qualche tendenza atmosferica e forti influssi folk, sia nelle canzoni vere e proprie che negli interludi ambient.
PUNTI DI FORZAUno stile con buone melodie e ricercato al punto giusto, alcune ottime idee musicali, valide atmosfere cangianti, non per forza aggressive come nello standard del black.
PUNTI DEBOLIUn po’ di inesperienza, una registrazione troppo povera, una certa inconsistenza della scaletta, con due soli pezzi veri e propri.
CANZONI MIGLIORIEngraved in Black Lava (ascolta)
CONCLUSIONIAshlands II è un EP breve ma che lascia una buonissima impressione dietro di sé, specie rispetto a cosa gli Ashlands potranno fare in futuro.
ASCOLTA L’ALBUM SU:Youtube | Bandcamp | Spotify
ACQUISTA L’ALBUM SU:Amazon | Bandcamp 
SCOPRI IL GRUPPO SU:Facebook Bandcamp | Youtube | Spotify | Metal-Archives
VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
71
COPERTINA
Clicca per aprire

Per quanto mi riguarda, tendo sempre ad avere qualche perplessità nei confronti delle band che macinano tanti dischi in poco tempo, specie se appena nate. Di solito non c’è una ragione valida per questa frenesia, solo una semplice impazienza che però porta a realizzare musica raffazzonata, poco curata e senza grandi punti d’interesse. Esistono però casi (non moltissimi, ma ci sono) in cui questo modo di fare ha un suo perché: non c’è la fretta alla radice, ma buone idee che in fondo è giusto mettere in mostra il prima possibile. È questo il caso degli Ashlands: duo nato a Foligno (Perugia) appena nel 2019, da allora ha già pubblicato due EP. Eppure il secondo Ashlands II, uscito alla fine dello scorso settembre, non è un lavoro raffazzonato, anzi. Al netto di un po’ di inesperienza, c’è anche sostanza, a partire dal genere.

Di base, parliamo di un black metal espanso, a tratti ai limiti con l’atmospheric – seppur altrove sia più diretto. La sua caratteristica principale è la forte melodia di molte soluzioni, spesso mutuata dal mondo folk. È un’anima presente soprattutto nei due lunghi interludi ambient che accompagnano le due tracce vere e proprie. Si può però trovare anche all’interno di queste ultime, un arricchimento in fatto di ricercatezza. In più, di suo Ashlands II può contare alcune ottime idee musicali e soprattutto su atmosfere cangianti, vero punto di forza degli Ashlands. A tratti aggressive come nello standard del black, altrove sono più aperte e persino serene, una scelta particolare ma incisiva. A funzionare meno bene è invece la registrazione, molto povera: d’accordo, parliamo di black metal, ma un suono più curato sarebbe stato meglio per valorizzare la musica dei folignati. Il difetto principale dell’EP è però la sua inconsistenza: come già detto, sono solo due i pezzi veri e propri, e aggiungerne un altro paio avrebbe potuto renderlo ancor più interessante. Insieme a qualche ingenuità da parte degli Ashlands, è un elemento negativo che incide, ma non troppo. Anche così, in definitiva i pregi di Ashlands II superano di molto i difetti!

Le danze partono da Morrow, lungo preludio molto ricercato, che mescola sonorità ambient, una base quasi post-rock e fraseggi di strumenti folk. Tra tanti suoni sofisticati, si crea un’aura particolare, nostalgica ma al tempo stesso con una grande serenità. Lungo i suoi tre minuti di durata, la musica oscilla tra questi due poli, con momenti più intimi, rarefatti e altri più pieni e vitali: ne risulta un affresco molto particolare ma ben riuscito. Quest’aura non si spezza neppure quando, nel finale, l’elemento metal entra in scena, per qualcosa però di ancor più positivo e vivido che in passato. Il risultato è più che un semplice interludio: ne risulta una bella strumentale, avvolgente al punto giusto. La successiva Mountains Augurs spezza quindi la rilassatezza: nel giro di un istante, ci ritroviamo in un vortice tempestoso e aggressivo a modo suo. Gestito dal blast beat della drum machine di The Wanderer, non manca però di un tocco melodico: è una componente che a tratti viene fuori. E così, lungo i cinque minuti del pezzo escono fuori spesso fraseggi di chitarra, a tratti di orientamento folk, altrove solo profondi, ma tutti ben fatti, il meglio che il pezzo abbia da offrire. Ma non mancano passaggi più arcigni e black: cupi, a tratti persino vertiginosi, costituiscono la maggior parte del brano, senza sfigurare nei confronti dell’altra anima grazie alla loro potenza. Nel complesso, abbiamo una bella traccia dinamica, tradizionale ma non troppo, e con alcuni spunti interessanti. E se in Ashlands II risulta l’episodio meno bello, ciò non gli impedisce di essere almeno valido!

As the Skyes Rain Eternally cambia ancora direzione virando su un’aura mogia, dimessa. È quanto evoca la sua base da pura musica ambient, su cui si staglia una chitarra pulita a dare un tocco ancor più malinconico al tutto. All’inizio il tutto è di basso voltaggio, ma poi prende un po’ più di forza nel finale, che assume una dimensione quasi rassegnata ma più solare. Qualche secondo, e l’intermezzo si spegne, per poi riprendere con una chitarra che disegna un assolo lontano, malinconico. È l’inizio di Engraved in Black Lava, che poi entra nel vivo, ma senza strappare. La sua norma principale, che poi reggerà anche i ritornelli, è placida, lenta, persino serena pur essendo black metal, grazie alla chitarra pulita e al flauto che si sovrappone al riff in sottofondo. Ma anche il resto non è tanto più oscuro: alcune aperture placide aumentano l’effetto dilatato, e la norma di base non se ne allontana molto. Seppur più preoccupata, grazie anche allo scream di The Vanguard, sono però più nostalgiche che aggressive, grazie al buon gioco di melodie di chitarra. L’unico momento davvero cattivo è al centro, macinante e con influssi persino death a tratti nel riff di The Wanderer. Ci sono però anche frazioni più armoniose, con un lead di chitarra e lievi tastiere che vanno entrambe in direzione folk. E, in seguito, il panorama si apre anche di più, con uno stacco ambient che dà poi il via a un assolo davvero delizioso. È la ciliegina sulla torta di una traccia grandiosa: non è solo la migliore che Ashlands II abbia da offrire, ma anche quella che fa meglio sperare per il futuro della band!

Come ho già accennato all’inizio, con questo EP è difficile valutare davvero la musica degli Ashlands, vista la sua brevità e la presenza di sole due canzoni effettive. L’impressione che ne deriva è però molto buona, soprattutto sul versante dei margini di miglioramento dei folignati, che sembrano ampi. Come sempre, per dire se il duo saprà andare fino in fondo per sfruttarli solo il tempo potrà dirlo. Se però ti piace il black metal più melodico e avvolgente, io ti consiglierei di seguirlo. E, perché no, di concedere un ascolto a Ashlands II!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Morrow03:30
2Mountain Augurs05:15
3As the Skies Rain Eternally02:04
4Engraved in Black Lava07:31
Durata totale: 18:20
FORMAZIONE DEL GRUPPO
The Vanguardvoce
The Wanderervoce, tutti gli strumenti
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:la band stessa

Potrebbero interessarti anche...

Aggiungi il tuo commento

Google-Translate it!