L’assurda censura di Facebook

Tutto è partito da un evento spiacevole che mi è capitato qualche giorno fa. Con una compagnia di amici e conoscenti, stavo partecipando a una challenge musicale, uno di quei giochi che prevede di soddisfare una determinata richiesta (per esempio “la canzone di un artista italiano”) per ognuna delle trenta, quaranta o più giornate in cui si svolge. Non era neppure la prima volta che partecipavo: in pratica era dal primo lockdown che con questo gruppetto il divertimento continuava ad andare avanti. O almeno è stato divertente fino a quel giorno.

Quel giorno, la challenge prevedeva di postare “una canzone di un’artista maledetto”. Visto che io giocavo quasi sempre con canzoni metal, il mio pensiero istantaneo è stato: chi può esserci più maledetto di Varg Vikernes? Così, prima ancora di scegliere una canzone, mi sono messo a cercare quali altre di Burzum avevo messo in precedenza. Una cosa che avevo già fatto molte volte, per evitare di postare pezzi che avevo già usato in qualche altro punto della challenge. Non era mai successo niente, prima: stavolta invece, appena ho inserito il monicker della one man band norvegese, Facebook è impazzito.

Burzum censurato

Se cerchi di postare questo, inciti alla violenza, e quindi l’algoritmo ti bandisce in automatico…

Mi sono arrivate almeno cinque notifiche all’istante: notifiche che i miei post passati in cui veniva anche solo citato Burzum violavano gli standard della comunità, e per questo erano stati nascosti. E, poco dopo, ho scoperto che il mio profilo di Facebook è stato limitato in diverse delle sue funzioni. La motivazione? Secondo Facebook, con quei post stavo spargendo violenza e sostenendo un personaggio pericoloso, uno alla stregua di un terrorista. Ma davvero? Quei post erano tutti canzoni (o addirittura recensioni di Heavy Metal Heaven), e in alcuni di essi sottolineavo anche come, pur apprezzando Varg come musicista, a livello umano lo trovi deplorevole. In che modo questo sarebbe violento o un sostegno all’odio?

Mi sono ritrovato così in una situazione allucinante. Situazione che lo è diventata ancor di più quando, navigando sul web, ho scoperto che a me è andata benino, tutto sommato. C’è chi invece che limitato è stato addirittura bannato da Facebook per aver postato canzoni di Burzum o addirittura per aver riso delle idee di Varg Vikernes. Non male, combattere il razzismo e il nazismo bannando chi prende in giro un razzista nazista! E che lo ha fatto, peraltro, senza lo spirito di violare le regole: oggi ovviamente nessuno lo fa più, ma Facebook ti colpisce anche per i post vecchi. Quelli che hai postato in libertà, senza neppure immaginare che un giorno a Facebook non sarebbero andati più bene.

Ad avermi allucinato ancor di più è stato però la scoperta che Facebook ha persino colpito certe pagine di webzine che hanno pubblicato recensioni, notizie o articoli su Varg. Un fatto che mi ha messo una gran tristezza addosso: visto che anche io ne gestisco una, so quanto sarebbe terribile per me vedere gli sforzi di anni e anni a livello di marketing castrati all’istante – perché il ban da Facebook questo è. E, peraltro, neppure per una vera colpa: solo per aver svolto il proprio lavoro. Perché se vuoi raccontare la storia del black metal, occuparti di Burzum È il tuo lavoro. Che piaccia o no.

Per quanto mi riguarda, io non sono neppure di quelle persone che sostengono che ogni idea sia valida, e che ci debba essere la libertà totale. È la storia del paradosso di Karl Popper: in una società troppo tollerante finisce per prevalere l’intolleranza. Per questo, io sono convinto che le idee dannose e ostili nei confronti delle persone e della società andrebbero, se non oscurate, almeno limitate in visibilità. Come sono di sicuro quelle di Varg: come ho già detto, come persona è deplorevole, e nessuno dovrebbe seguire ciò che dice. Ha senso però censurare chi, dall’altra parte, prende proprio Varg come esempio per condannare l’odio?

Tuttavia, io qui non sto parlando neppure di questo, quanto della musica di Burzum. Chi lo conosce, sa che delle sue idee politiche nei suoi testi non c’è traccia, come nei dettagli di contorno dei suoi dischi – non come i Darkthrone, che pure lo facevano per provocazione. Di conseguenza, vietare la possibilità di postare le sue canzoni è soltanto limitare la libertà delle persone senza alcuna motivazione valida. Il che è degno soltanto di una dittatura. E no, non sto esagerando: sono solo i regimi autoritari, di qualsiasi colore essi siano, a limitare certi fenomeni culturali come la musica perché considerati (a torto nella maggior parte dei casi) pericolosi.

Insulti FB

… in compenso, se scrivi qualcosa del genere, forse (e dico forse, se tutto va bene, incrociando le dita) il tuo commento verrà cancellato dopo una segnalazione.

Fa un po’ ridere che, per combattere la violenza, Facebook non censuri i profili degli individui violenti – che anzi sono abbastanza liberi di insultare quanto vogliono, come saprai di sicuro anche tu – ma vieti a chiunque di mettere canzoni di un certo artista. Io, che non sono un sociologo né un altro esperto simile, non saprei suggerire una via davvero efficace al cento percento su come combattere il nazismo e i concetti di odio, razzismo, prepotenza, bullismo e così via che lo caratterizzano. Ma in compenso, posso dire come non farlo: se ti comporti da nazista, non stai combattendo il problema, ma ne sei parte.

È un assurdità che fa quasi ridere, sì. Ma che lo fa molto meno se pensi che quello di Burzum è un precedente molto pericoloso. Chi può dire infatti che, in futuro, per lo stessa, deviata voglia di evitare l’odio, la violenza e ogni concetto pericoloso, non sia qualcos’altro a venir vietato? Perché non generi come il thrash e il death metal, liricamente ben più violenti della musica di Burzum? Si può obiettare che loro in realtà non incitano a fare ciò di cui parlano i testi, qualcosa che chiunque nell’ambiente sa. Come sa, tuttavia, che nella musica di Burzum non c’è niente di per sé che incita all’odio. Eppure ciò non ha impedito a qualcuno, che nulla sapeva di tutto ciò, di decidere il bando totale da Facebook. Quindi, chi può dire che un giorno l’intero metal venga bandito dal social in quanto considerato pericoloso?

Uno a questo punto potrebbe fare il duro, e sbottare “che Facebook lo facesse! Che provasse a eliminare il metal da Facebook, poi si spopolerebbe!”. Ma io non ne sono così convinto: se è vero che un sacco di persone lo abbandonerebbero, non sarebbe un danno solo per il social network blu. Ma anche – anzi, soprattutto – per i tanti che, come noi di Heavy Metal Heaven, con questo strumento cercano di farsi strada. Webzine, etichette, radio, organizzatori di live: tutti perderebbero un canale importantissimo, a volte fondamentale, per promuoversi, farsi conoscere e magari vendere i propri prodotti. Sarebbe una catastrofe, forse così grande da affossare l’intero genere, ormai molto dipendente da internet come ogni altro genere musicale.

Trump Facebook

Logica di Facebook: la musica (apolitica) di un nazista che vive in un bosco ed è preso in giro da tutti è pericolosa per l’umanità. I messaggi eversivi, l’odio e le fake news diffuse da un uomo che ha (anzi, per fortuna aveva) i codici di testate nucleari e il potere di imporre leggi a una delle nazioni più importanti al mondo, non lo sono. Al massimo si meritano una postilla che comunque rafforzerà il radicalismo dei sostenitori più fanatici.

Si spera che un disastro del genere non accada mai, ma io non ho molta fiducia. Facebook ormai non è più un posto accogliente: ci fosse un altro social network in cui fosse possibile trovare lo stesso numero di persone che possono essere interessate a te – l’unico motivo, ormai, per cui molti ci rimangono – mi ci butterei all’istante. Anzi, mi ci butterò: visto che da anni Facebook continua a perdere fan, prima o poi accadrà che un nuovo social farà successo e ne erediterà le funzioni. Sperando, ovviamente, che sia un luogo più tollerante, in cui odio e violenza verbale vengano combattuti in maniera efficace e sensata. Non censurando chi vuole mettere la canzone di un’artista che sarà pure controverso come Burzum; in fondo però è sempre e solo musica!

P.S.: per chi proviene da Facebook, e ha visto il titolo mascherato lì: Voldemort nei libri è stato sconfitto da Harry Potter, uno tra i pochi che non aveva paura di pronunciare il suo nome. E nel farlo è stato limitato, a volte persino ostacolato, da chi invece aveva troppa paura di farlo. Il che è la perfetta allegoria del fatto che non puoi sconfiggere qualcosa nascondendola sotto il tappeto. Men che meno una forza potente come l’odio, che al contrario così può solo ingigantirsi.

Da oggi, dopo anni di assenza, tornano i semplici articoli di opinione su Heavy Metal Heaven.  Non ne usciranno spessissimo, ma ogni tanto ne vedrà la luce qualcuno, di solito proprio nella giornata di sabato. Un nuovo arricchimento per la nostra webzine: spero che ti piaccia

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