Burial Remains – Spawn of Chaos (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONESpawn of Chaos (2020) è il secondo album dei Burial Remains, band death metal olandese fondata nel 2017.
GENEREUn death metal classico di chiara influenza svedese.
PUNTI DI FORZALa formula stilistica, nonostante sia già conosciuta, si fortifica tramite scelte aggiuntive che donano un taglio più variegato alla musicalità.
PUNTI DEBOLICi sono ancora alcune transizioni troppo nette e ciò non aiuta la scorrevolezza dei brani.
CANZONI MIGLIORISpear of Destiny (ascolta), Where Death Begins (ascolta)
CONCLUSIONISpawn Of Chaos riesce a intrattenere esattamente quanto ci si aspetta, mostrando maggiore maturità in un genere già calcato da anni come quello dei Burial Remains.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
75
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Il 2020 segna il ritorno dei Burial Remains con Spawn of Chaos, secondo album della band uscito a distanza di solo un anno dal precedente Trinity of Deception. Per quanto l’Olanda abbia la sua onorata tradizione in ambito death metal, ciò sembra un dettaglio poco rilevante per il quartetto di Drachten, perché le radici del proprio stile sembra prenderle da quel suono tipico proveniente da Stoccolma, quel suono che diede una fisionomia ben delineata al death metal europeo e che ha coinvolto tante nuove reclute. E se tutto ciò risulta essere un tratto distintivo nel primo album, è evidente che nel secondo ci sono stati notevoli salti di qualità: i Burial Remains, infatti, non sono una band alle prime armi, poiché i vari membri hanno collaborato in passato in formazioni come Boal, Grim Fate, Dimæon, e in alcune di queste sono tuttora impegnati. La forte esperienza che accomuna i membri della band, quindi, ha contribuito ad arricchire la direzione stilistica da intraprendere: il suono rimane sempre prepotente, diretto e senza compromessi, ispirato come detto in apertura al death metal vecchia scuola svedese, con l’aggiunta di qualche tratto pesante, cupo e marcio degno della memoria degli Autopsy, approcciandosi a sponde doom e a linee melodiche più marcate di influenza Unleashed.

La opener As Darkness Shall Reign non perde tempo a utilizzare il pedale HM-2, distorsore ampiamente utilizzato dalle formazioni svedesi, con un’introduzione che ricorda Override of the Overture dei Dismember, mentre Where Death Begin la segue con una sinistra atmosfera. At Dawn Came the Shadows inizia con un tremolo lugubre e incorpora alcuni accordi squillanti e un riff schiacciante, con la malinconica Slaves to the Cult che rallenta i ritmi fino a diventare un brano dalle atmosfere mortali. La prima metà dell’album scorre velocemente e senza esclusione di colpi, lasciando poi spazio alla fragorosa Spear of Destiny di chiara influenza Bolt Thrower, che imprime una buona dose di violenza e di melodie indelebili nella memoria dell’ascoltatore. Le prime cinque tracce stellari lasciano poi il posto a tre numeri buoni, ma in qualche modo ripetitivi, ripercorrendo le orme di tutto ciò che è stato presentato negli episodi precedenti, per poi arrivare alla conclusiva Tortured Souls, cover degli Slaughter, eseguita in maniera magistrale.

Spawn of Chaos è un album che riesce nel suo intento di ricreare le atmosfere crude e sensazionali dei colleghi svedesi, ma c’è un aspetto in particolare da sottolineare: ci sono ancora alcune transizioni troppo nette e ciò non aiuta la scorrevolezza dei brani (ad esempio alcuni passaggi di At Dawn Came The Shadow). Nonostante questo, i Burial Remains riescono a realizzare un album per fortuna positivo, anche grazie all’assenza di veri e propri riempitivi. Spawn Of Chaos riesce così a intrattenere esattamente quanto ci si aspetta, mostrando maggiore maturità in un genere già calcato da anni.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1As Darkness Shall Reign03:20
2Where Death Begins04:54
3At Dawn Came the Shadows03:17
4Slaves to the Cult05:24
5Spear of Destiny04:43
6Spawn of Chaos03:39
7Swallowed by Sulphur04:50
8Legions of Death05:51
9Tortured Souls (Slaughter cover)02:57
Durata totale: 38:55
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Wimvoce e chitarra
Philippuschitarra, voce addizionale (traccia 8)
Henk Zingerbasso
Dannybatteria
OSPITI
Marit Remainsvoce addizionale (traccia 8)
ETICHETTA/E:Raw Skull Recordz
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:l’etichetta stessa

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