Elusive God – The Darkest Flame (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEThe Darkest Flame (2020) è l’EP d’esordio dei croati Elusive God.
GENEREUn epic doom metal molto ispirato soprattutto ai Candlemass, con giusto un po’ più di oscurità e un suono più moderno.
PUNTI DI FORZAToni oscuri di solito convincenti per merito di una composizione almeno discreta, doti tecniche e registrazione appropriate, qualche spunto niente male. Sono le caratteristiche che rendono l’EP quasi sempre piacevole.
PUNTI DEBOLIUno stile fin troppo derivativo, che non va mai oltre le proprie influenze: impedisce alla band croata di incidere davvero. A causa anche di qualche ingenuità, il risultato è un EP con poco che esalti davvero.
CANZONI MIGLIORIThe Truth Untold (ascolta)
CONCLUSIONIThe Darkest Flame è un esordio piacevole, ma gli Elusive God hanno ancora molto da lavorare per staccarsi dalle loro influenze principali.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
64
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Come non ho mai mancato di sottolineare in tantissime recensioni, per un gruppo l’originalità non è fondamentale. Si può incidere un disco dalle sonorità classiche e farlo bene, se si hanno le giuste idee; è vero però, dall’altra parte, che una forte personalità è un grande aiuto per chiunque. E se, nel caso opposto, manca troppo, diventa un problema: è il caso degli Elusive God. Trio di membri rimasti anonimi nato nel 2018 in Croazia, ha ancora parecchia strada da fare, come dimostra il primo EP The Darkest Flame. Il suo problema principale è a livello stilistico: il gruppo al suo interno affronta un epic doom metal molto classico, ispirato a Solstice, Solitude Aeturnus e soprattutto agli ovvi Candlemass. Gli Elusive God riprendono sia gli stilemi dei tempi d’oro della band svedese che gli sviluppi più moderni, a volte fin quasi alla citazione. L’unica piccola personalizzazione è che The Darkest Flame pende sul lato più oscuro che quello più evocativo, oltre ad avere un approccio più moderno nella registrazione. Ma è troppo poco: per il resto infatti si tratta di un EP che non riesce mai ad andare oltre le sue influenze. C’è sempre un forte senso di già sentito che aleggia: ciò tra l’altro danneggia la possibilità degli Elusive God di incidere a dovere con le proprie soluzioni. Diversi passaggi di The Darkest Flame avvolgono bene, ma ben poco al suo interno esalta davvero. Mettiamoci anche alcune ingenuità, e il risultato è scontato. Per quanto sia piacevole quasi sempre, ben suonato e registrato, con una composizione non malaccio e qualche bello spunto, ne viene fuori un EP discreto ma non di più, da parte di una band che, è chiaro, deve ancora trovare la sua strada.

Senza alcun intro, Silence Is Our Doom entra nel vivo proprio come si potrebbe pensare dal titolo, con un riff cadenzato e cupo, puro epic doom. È la base di buona parte del pezzo, seppur con diverse variazioni: in solitaria ha un gran impatto oltre all’oscurità, mentre diviene più leggera ma strisciante nelle strofe. Lascia spazio a qualcosa di diverso solo per i bridge, truci tanto da ricordare i primissimi Candlemass, quelli meno ricercati. Poi però la linea precedente riprende, seppur resa cadenzata dalla cassa ossessiva dell’anonimo batterista. È la base di ritornelli che a parte questo, però, non hanno gran carisma: un peccato, visto che invece il resto svolge il suo lavoro. Buona, oltre la parte principale, anche la fase centrale, con diversi bei spunti ritmici (che ritornano in breve anche alla fine) e poi un assolo adatto al contesto. Chiudono un pezzo discreto, e con alcuni spunti interessanti; di certo però The Darkest Flame poteva partire meglio. Gli Elusive God lo dimostrano bene con The Truth Untold, che arriva ora. Già il riff iniziale, per quanto sappia di già sentito, incide bene con una carica più allucinata che epica. È la base per strofe di gran presa: partono lievi e poi crescono bene, anche grazie al cantante: la sua interpretazione, prima compassata e poi grintosa, incide molto bene. Ma non mancano elementi più evocativi: la norma di base si alterna varie volte con momenti più aperti e lenti. Creano un’aura di sconfitta, disperata ma al tempo stesso epica: raccolgono insomma il meglio dell’epic doom, il che li fa colpire alla grande. Una fase centrale che rimanda, di nuovo, alla suddetta band svedese fa il resto. Abbiamo un episodio forse non eccezionale, ma quasi sempre avvolgente e di impatto: questo tra l’altro lo rende l’indubbio picco dell’EP!

Dream Within a Dream esordisce con uno riff strano, obliquo, quasi dissonante. Cerca di essere strisciante e oscuro ma non ci riesce, finisce solo per risultare anonimo. Anche il resto non fa meglio, stavolta: le strofe, anche con una certa aggressività, suonano però poco genuine, non riescono a strappare nulla. Un tantino di effetto lo suscitano i ritornelli, solenni e lenti: hanno però il difetto di sapere di già sentito lontano un miglio, il che li castra parecchio. Il momento migliore è, in maniera paradossale, al centro: inizia con una chitarra nel nulla, per poi crescere in una lunga parte finale con un assolo quasi da hard rock su una base movimentata. Per il resto, abbiamo una canzone che trascorre senza dar fastidio, ma è tutto ciò che si può dire di positivo. Non credo raggiunga neppure la sufficienza: ne risulta il punto più basso di The Darkest Flame. Per fortuna, gli Elusive God ne risollevano il risultato con To Whom Do You Pray, che in realtà all’inizio non è molto incoraggiante. La melodia del riff ricorda in parte il brano precedente, seppur con una maggior grinta sia per atmosfera che per potenza. È anche la base di chorus più movimentati: con la doppia cassa e un riff davvero nero come la notte, colpiscono bene per loro carica lugubre e blasfema. Anche le strofe però incidono a dovere: incolonnano momenti lenti ed espansi, con un doom anche piuttosto minaccioso, e momenti più dinamici in cui si rivede il lato epic dei croati. Ottimo anche il sentito, espressivo assolo centrale, e il lungo finale, melodioso e senza riff, dominato invece da un fraseggio delizioso. Entrambi aggiungono un tocco di calore a un brano di gran cattiveria, almeno per il genere. E che, anche per questo, si rivela molto buono, neppure troppo lontano da The Truth Untold per qualità: ottima chiusura, dunque!

Come sottolineato già all’inizio, ciò di cui hanno maggior bisogno gli Elusive God è di staccarsi almeno un po’ dai Candlemass e trovare una personalità più distinta. The Darkest Flame sarà anche godibile e discreto, ma non spicca neppure in un genere in fondo poco inflazionato come l’epic doom metal. Un po’ di talento è percepibile, questo è vero: tuttavia, per i croati il lavoro sarà lungo e duro, se vogliono sfruttarlo al meglio. Chissà se ci riusciranno, o si accontenteranno di rimanere su livelli gradevoli ma anonimi; per quanto mi riguarda, comunque, mi auguro (e auguro loro) una svolta positiva già dal prossimo disco.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Silence Is Our Doom04:52
2The Truth Untold05:58
3Dream Within a Dream05:25
4To Whom Do You Pray?07:27
Durata totale: 23:42
FORMAZIONE DEL GRUPPO

ETICHETTA/E:Solitude Productions
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Grand Sounds Promotion

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