Grimorte – Esoteric Ascendance (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEEsoteric Ascendance (2020) è il primo EP dei Grimorte, duo britannico nato sempre nello stesso anno.
GENEREUnisce i toni profondi del doom e forti venature black in qualcosa di semplice ma espressivo.
PUNTI DI FORZAUno stile non originalissimo ma penetrante, con le sue atmosfere rituali ma al tempo stesso con molte sfumature. In più, la band ha idee chiare per quanto riguarda la propria musica, con diversi spunti che si fanno ricordare.
PUNTI DEBOLIUn eccessivo semplicismo a tratti, come se il duo si adagiasse sempre sulle stesse impostazioni. In più, un filo di omogeneità: anch’essa contribuisce all’idea che la band sia ancora immatura per certi versi, e abbia ancora da lavorare.
CANZONI MIGLIORIEsoteric Ascendance (ascolta), Sequestrate (ascolta)
CONCLUSIONINonostante le sue sbavature, Esoteric Ascendance è un EP interessante, che mette in mostra i Grimorte come una band promettente.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
70
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“Semplicità”: è questa la parola più calzante per descrivere la musica degli inglesi Grimorte. Duo nato nel 2020, non ha perso tempo da allora: risale allo scorso Halloween la pubblicazione del primo EP, Esoteric Ascendance. Spesso in casi come questi il risultato è troppo frettoloso, e anche nel caso dei britannici la frenesia incide; dall’altra parte però il gruppo ha già diverse cose da dire, a cominciare dal genere. Unisce la norma profonda del doom, riscontrabile sia nei momenti lenti e strascicati, sia in quelli più rapidi e potenti, con forti venature black. Sono presenti sia nei riff e nelle disarmonie, sia soprattutto nell’aura di Esoteric Ascendance. I Grimorte da questo punto di vista già hanno le idee chiare: puntano su toni ritualistici, cupi e impenetrabili, ma senza che manchi un lato emotivo. In generale, le atmosfere degli inglesi hanno tante sfumature diverse, il che consente loro di funzionare molto bene.

Di sicuro, i Grimorte non sono immaturi su quel lato, come non lo sono sul versante delle idee. Anche nella sua breve durata, Esoteric Ascendance ha diversi passaggi che si lasciano ricordare. Peccato però che il gruppo britannico dall’altro lato abbia ancora un lato da sviluppare meglio. Non è solo la fretta, citata poco fa: l’EP per esempio soffre di un filo di omogeneità a tratti. Ma il suo vero difetto è quando la semplicità diventa semplicismo: a tratti è come se la band si adagiasse sempre sulle stesse strutture e impostazioni. In generale, seppur buono, a Esoteric Ascendance manca quel quid in più che divide le band solo buone da quelle eccezionali. Raggiungerlo però sembra del tutto alla portata dei Grimorte: anche qui, in fondo, gli inglesi mostrano più pregi che difetti. E soprattutto sembrano avere ampi margini di miglioramento.

A metà tra intro e pezzo vero e proprio, The Procession inizia molto lenta, con una chitarra pulita nel vuoto e qualche lieve fuzz, per un effetto desolato. A tratti questa base ospita un parlato distorto e lontano: il tutto inoltre si alterna a tratti con improvvisi scoppi di potenza. Non velocissimi ma potenti e rabbiosi, evocano subito l’aura plumbea ma al tempo stesso solenne per cui i Grimorte brillano, in questo caso con un piglio fangoso, quasi sludge. In pratica, non c’è altro in un pezzo breve e semplice: non sarà eccezionale, ma apre Esoteric Ascendance nella giusta maniera. La successiva Sequestrate si apre quindi con un altro preludio espanso, brullo, con solo qualche eco stridente e qualche sussurro. Poi però la batteria e il cupo growl di Kieran Scott danno il là al metal: all’inizio anch’esso è pura desolazione, lenta e allucinata. Col tempo però il ritmo comincia a salire, e la chitarra di Lewis Borthwick l’accompagna. Tra riff e fraseggi, comincia un’ascesa verso un black metal però più malinconico e melodico che rabbioso e acido. Non gli manca però l’oscurità e un che di solenne, ben rappresentato dal ritmo, sempre costante anche a dispetto di alcuni tratti più vorticosi che compaiono qua e là. A eccezione di questo scambio, in pratica non c’è altro nel pezzo, se non un paio di piccole variazioni. E in fondo non serve: anche così abbiamo un episodio semplice ma buonissimo, neppure troppo lontano dal meglio dell’EP.

Se finora i Grimorte hanno mostrato buone cose, il vero spettacolo dell’EP è rappresentato dalla title-track Esoteric Ascendance. Sin dall’avvio, doom metal melodico grazie alla chitarra di Borthwick, si percepisce un senso cupo, strisciante, sinistro. È lo stesso che esplode poi nei momenti che deflagrano all’improvviso: possenti, malefici, colpiscono con gran forza. Sarà per gli accordi di base, che ricordano persino la Marcia Imperiale di Star Wars: più che un plagio, direi che si tratta di una libera reinterpretazione. Quale che sia la verità, in questa versione spoglia e martellante funziona benissimo; lo stesso si può dire dello scambio con l’altra anima. Con lunghi momenti di pace tesa e brevi sfoghi, il pezzo va avanti lineare ma ottimo. Non sarà perfetto, e forse qualche dettaglio in più sarebbe stato meglio. Tuttavia, anche così il risultato è ottimo, il picco assoluto tra i quattro del disco! A questo punto, per Esoteric Ascendance è già il tempo dei saluti, e i Grimorte affidano il compito a Firvir, che sin dall’inizio si pone più aperta delle altre. Alle percussioni iniziali si sovrappongono dei cori: il tutto ha una certa solennità, ma senza la cupezza sentita in precedenza. E anche quando il metal comincia a fluire, è più nostalgico che altro: ricorda il moderno black americano della branca più melodica. È una lunga fase, che alterna momenti un po’ più calmi e altri più densi e vorticosi a livello ritmico. Avvolge bene fino al finale, che però è un po’ fuori luogo: si spegne infatti in una coda che vira verso coordinate sinfoniche ricche, ricercate. Piacevole, senza dubbio, ma c’entra poco col resto del disco: per fortuna, non rovina troppo una canzone che anche così risulta godibile e di buon livello!

Se è vero che Esoteric Ascendance è un EP un po’ breve per valutare a pieno le qualità dei Grimorte, l’impressione che ne filtra è molto positiva. Certo, il duo inglese dovrà lavorare per rendere la propria musica un po’ più strutturata e meno semplicistica. Tuttavia, melodie e suggestioni atmosferiche sono già di alto livello, e il bello è che i britannici sembrano avere ampi spazi per migliorare ancora. Per quanto mi riguarda, sono quindi più che curioso nei confronti delle loro mosse future!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1The Procession03:26
2Sequestrate05:09
3Esoteric Ascendance05:20
4Firvir04:16
Durata totale: 18:11
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Kieran Scottvoce
Lewis Borthwicktutti gli strumenti
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:la band stessa

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