Feed Them Death – For Our Culpable Dead (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEFor Our Culpable Dead (2020) è l’ultimo EP di Feed Them Death, progetto del polistrumentista anglo-italiano Void.
GENEREUn deathgrind pieno di svolte e di frenesia, in maniera persino più schizofrenica che nell’esordio No Solution/Dissolution. C’è però anche una notevole componente sperimentale che porta il disco addirittura verso l’avant-garde.
PUNTI DI FORZAUn’ottima potenza e una cattiveria valida si uniscono alla giusta fantasia e a un buonissimo livello di ispirazione, per un EP col giusto impatto e qualche zampata da ricordare.
PUNTI DEBOLIUn po’ di omogeneità e qualche passaggio che macina in maniera sterile.
CANZONI MIGLIORIA Subjective Tragedy (ascolta)
CONCLUSIONIFor Our Culpable Dead è un esperimento promettente per Feed Them Death, oltre a rivelarsi un EP apprezzabile per chi ama il deathgrind e sonorità più sperimentali.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
70
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Personalmente, non amo tutto il deathgrind. Se da un lato ci sono tanti gruppi che riescono a evocare davvero cattiveria, tanti altri si limitano a macinare in maniera sterile e ripetitiva, venendo a noia quasi subito. Per fortuna, però, è alla prima categoria che appartiene Feed Them Death. Con questo progetto del polistrumentista genovese (ma in trasferta a Londra) Void ero già venuto in contatto nel 2019, grazie a No Solution/Dissolution. All’epoca, lo avevo trovato un buonissimo album: anche per questo, ho accettato di buon grado di occuparmi di For Our Culpable Dead. Nuovo EP di Feed Them Death, uscito pochi mesi dopo Panopticism: Belong/Be Lost (secondo full-length che purtroppo non ho avuto la fortuna di ascoltare), rappresenta un esperimento per la one man band a partire dal genere. Di base è rimasto un deathgrind pieno di svolte e di frenesia, in maniera forse persino più schizofrenica che in passato. Ma Void gli ha aggiunto un lato più particolare: lo si vede già nel fatto che due tracce su tre sorpassano i sei minuti. A riempirli, ci sono diversi passaggi sperimentali e bizzarri, che portano dritto il genere di For Our Culpable Dead verso l’avant-garde.

È peraltro un tentativo riuscito: merito di una certa fantasia da parte di Feed Them Death, non ampissima ma adeguata al contesto. È un pregio sostenuto anche da quelli già presenti in No Solution/Dissolution: sul lato compositivo, l’EP risulta quasi sempre ispirato, mentre la cattiveria si sprigiona nella giusta maniera. Purtroppo, Void si è portato dietro anche qualche difetto dall’esordio: a tratti For Our Culpable Dead è un po’ omogeneo. Qualche volta, inoltre, Feed Them Death macina in maniera sterile: succede però davvero di rado. Di solito, l’impatto è quello giusto: c’è però da dire che i passaggi più interessanti sono quelli ariosi ed espansi. Non solo creano un piacevole diversivo all’interno dell’album e in un genere che di solito non divaga troppo. Soprattutto, promettono molto bene per il futuro di Feed Them Death, che potrebbe diventare ben più di una qualunque band di coordinate tra death metal e grind. Una strada che forse non vedremo mai, se For Our Culpable Dead fosse solo un esperimento estemporaneo. Ma per quanto mi riguarda spero che la band di Void la imbocchi con convinzione.

Un intro di giusto un secondo con una chitarra dissonante e due colpi di rullante, poi ci ritroviamo subito nell’assalto frontale di A Subjective Tragedy. Il death metal pieno di passaggi e guidato da una frenesia schizofrenica è quello tipico del progetto di Void, e torna spesso lungo la traccia. Lo fa anche con buona potenza, nonostante a tratti mi ricordi l’album precedente; in ogni caso, la sua cattiveria è notevole, specie nei momenti coi classici riff a motosega. Ma anche quelli con una vaga nota thrash non sono male, e in generale non c’è nulla meno che efficace. A spiccare di più sono però i rallentamenti: più lenti, ritmati dalla batteria, hanno un’aura spaziale e allucinata. Il dualismo tra una base espansa e il growl ancora rabbioso del mastermind rendono molto bene, e si mescolano nella giusta maniera all’altra anima. Il risultato è un pezzo conciso ma pieno di spunti: si rivela ottimo, il migliore in assoluto dell’EP.

Con For Our Culpable Dead, Feed Them Death si spinge in senso ancor più sperimentale, forse un filo troppo. Lo fa coi rumori dell’ospite Davide Destro, stonati in maniera voluta, che ricordano il grind di orientamento più noise: a tratti si fondono bene con la base vorticosa ed estrema al di sotto. Altrove però stridono un po’, come se fossero stati inseriti in maniera posticcia. Per fortuna, il pezzo può contare su diversi passaggi validi che minimizzano il problema. Per esempio, è bello il momento poco prima di metà, quando si sente una voce pulita nervosissima parlare, più che cantare, a raffica su una base potente. Anche ciò con cui si alterna non è male, per un finale della parte metal decisamente in crescendo. Sì, perché a un certo punto questa viene meno: oltre metà della traccia è occupato da un’espansissima coda con un pianoforte dissonante su effetti noise distorti. Niente male, di suo, ma il problema è che va avanti un po’ troppo a lungo, spezzando il ritmo del disco e risultando prolisso. È il momento meno bello dell’EP, e condiziona un brano che rimane discreto, ma che per quelli che sono i suoi elementi poteva essere impostato molto meglio.

Dopo una simile, lunga pausa, l’attacco roboante di The Unattanaible Joy esplode con ancora più forza. Come da buona norma di Feed Them Death, abbiamo un assalto frontale, forse il più estremo di For Our Culpable Dead. Non sarà sempre martellante col tipico blast beat, ma anche i tratti più lenti presentano una grande aggressività, grazie a riff macabri, rabbiosi e al growl di Void, che a tratti diventa uno scream. Quella del mastermind è una prestazione valida e ottima, sia dal punto di vista vocale che a livello strumentale: nonostante il macinare estremo, di rado ci si annoia. Al contrario, si viene condotti da una carica devastante fin quasi verso metà, quando il ritmo comincia a calare. Sembra solo un momento per rifiatare un po’, e in pratica lo è, vista la successiva accelerazione. Ma in qualche modo, preannuncia il rallentamento sulla trequarti. Si tratta di una fase allucinata, con qualche brevissima accelerazione inframezzata da un ambiente espanso, quasi drone. Ma che, nel finale assume una forma strana, fangosa, sludge se non fosse per le tantissime dissonanze. È un momento che colpisce molto, anche nella sua breve durata, prima che la norma iniziale riprenda. Di sicuro, è la variazione riuscita di un brano però tutto valido, che non annoia a dispetto dei suoi sette minuti di durata!

Per concludere, For Our Culpable Dead è un buonissimo EP: come ho detto all’inizio si rivela molto promettente per il progetto. Certo, Feed Them Death dovrà risolvere qualcuno dei suoi difetti, che potrebbero ingigantirsi su durate più lunghe, e lavorare ancora di più di fantasia (ammesso che Void voglia davvero proseguire su questa linea). Le possibilità ci sono, ma come sempre chi vivrà vedrà, se non altro per capire anche se quella sperimentale è stata una puntata estemporanea o meno. Nel frattempo, però, ti consiglio di dare una possibilità a questo EP. Se ti piace il deathgrind ma anche sonorità più sperimentali e non ti scoraggi davanti a dischi impenetrabili, da ascoltare tantissime volte per essere assorbiti, il progetto anglo-italiano farà di sicuro al caso tuo!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1A Subjective Tragedy03:17
2For Our Culpable Dead06:08
3The Unattainable Joy07:12
Durata totale: 16:37
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Voidvoce, tutti gli strumenti
OSPITI
Davide Destrorumori (traccia 2)
ETICHETTA/E:Brucia Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:l’etichetta stessa

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