Falhena – Insaniam Convertunt (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEInsaniam Convertunt (2020) è il primo album dei Falhena, band italiana fondata nel 2015.
GENEREUn black metal classico ma che suona originale nella sua forma
PUNTI DI FORZAUn disco ben curato grazie alla sua buona produzione, nonché ottimo sul piano del songwriting
PUNTI DEBOLI
CANZONI MIGLIORIThe Circle (ascolta), Mother Darkness (ascolta)
CONCLUSIONIIn conclusione, Insaniam Convertunt è un album valido, che ricorda i lavori cardine del genere dei Falhena ma al tempo stesso ha la giusta ispirazione per non sembrare la loro copia sterile.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
75
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Le sorprese che arrivano dalla scena underground italiana sono sempre abbondanti. Neanche un periodo difficile come la pandemia di Covid-19 ha fermato tante nuove formazioni dalla loro voglia di farsi conoscere all’interno del mercato discografico, riuscendo addirittura a debuttare con lavori molto interessanti. Una di queste sono proprio i Falhena.

Il progetto nasce nel 2015 immediatamente dopo lo scioglimento degli Aivarim, band datata anni ’90 ma mai esplosa, quando il frontman Naedracth, dopo aver riciclato del materiale scritto ma mai pubblicato, decide di chiamare al suo fianco il batterista Summum Algor, anch’egli ex Aivarim, e il cantante Katharos, versatile come pochi, uniti nel monicker attuale. La formazione si rivela presto solida e produttiva, realizzando il full-length di debutto Insaniam Convertunt: un lavoro che suona fresco e originale nonostante possa sembrare molto simile ad un qualcosa di già sentito o ricalcato in passato. Questo perché i Falhena non sono di certo dei novellini e, grazie alla loro esperienza ormai ventennale, sanno benissimo come creare un’atmosfera unica e ben congeniata. Oltre al lato strumentale, che sicuramente si erge per il buonissimo bagaglio tecnico, è il songwriting che dona a questo album un ulteriore fascino, con dei testi che ben rispecchiano le atmosfere oscure del disco.

La opener Voices of Whispering inizia subito a martellare l’ascoltatore con la sua aura oscura e virulenta, incorporando momenti intensi degni dei primi Darkthrone e Satyricon. La voce di Katharos si distingue per il suo timbro graffiante che sovrasta gli strumenti, ma non sono esenti dai meriti anche gli altri due componenti: Summum Algor si conferma come un ottimo batterista (forse tra i migliori nella scena underground italiana) grazie alle sue sezioni che oscillano tra la pesantezza e la velocità, mentre Naedracth è particolarmente abile nel tessere melodie in tremolo con una precisione chirurgica, nonché nel produrre assoli più limpidi e ariosi come attorno al quarto minuto di durata, che spezza la violenza intrinseca della canzone senza rovinare nessuna transizione. Ciò che colpisce maggiormente è la capacità di realizzare delle tracce con delle fondamenta perfettamente in linea con la tradizione del black metal scandinavo, esattamente come accade in The Circle e Mother Darkness, che sembrano singoli estratti da NemesisDivina o da Transilvanian Hunger, ma con un pizzico in più di inventiva. Decisamente più thrash l’inizio di Memories che mantiene un’intensità pressoché costante, mentre la title-track si presenta con momenti differenti regolati dagli stacchi impetuosi. Dopo il breve intermezzo Zombification chiude l’album l’ultima Ritorneremo, una canzone che, a detta di Naedracth, rappresenta un omaggio a suo nonno tornato dalla Seconda guerra mondiale dopo essere stato prigioniero in Russia. L’ultima parte del testo, cantata in italiano, altro non è che una parte di canzone scritta dal nonno durante la prigionia, inserita nel brano per far sì che non andasse persa la sua memoria. Si tratta probabilmente della traccia più simbolica dell’intero album, il cui significato si trasmette direttamente nella sezione strumentale.

In conclusione, Insaniam Convertunt è un album valido, che ricorda i lavori cardine del black metal ma al tempo stesso ha la giusta ispirazione per non sembrare la loro copia sterile. Si prospetta una carriera di tutto rispetto per questa band che, dopo più di trent’anni, continua a dare lustro ad un genere ben definito.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Voices Are Whispering05:22
2The Circle05:04
3Mother Darkness06:27
4Memories04:31
5Insaniam Convertunt04:55
6Zombification01:38
7Ritorneremo05:54
Durata totale: 33:51
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Katharosvoce
Naedracthchitarra, basso, backing vocals
Summum Algorbatteria
ETICHETTA/E:Hidden Marly Production
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:la band stessa

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