Dark Zodiak – Ophiuchus (The Thirteenth Sign of Zodiac) (2021)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEOphiuchus (2021) è il terzo album dei Dark Zodiak, band tedesca fondata nel 2011.
GENEREUn death/thrash aggressivo di stampo old school.
PUNTI DI FORZAUna formula stilistica che rende l’ascolto avvincente e mai noioso.
PUNTI DEBOLINiente di diverso rispetto al passato.
CANZONI MIGLIORIDestroy Destruction (ascolta), Invisible Apocalypse (ascolta)
CONCLUSIONIOphiucus è un buon album di old school death diluito con il thrash metal e realizzato in una maniera buona da parte dei Dark Zodiak,
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
75
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I Dark Zodiak sono una band tedesca proveniente da Eggingen, piccolo comune del land del Baden-Württemberg distante pochi chilometri dal confine con la Svizzera. Attivo sin dal 2011, il gruppo presenta una lineup solida che vede come protagonisti la cantante Simone Schwartz, la bassista Steffi Bergmann, i chitarristi Charly Gak e Benni Poeck e il batterista Dieter Schwartz. Da sempre dediti ad un thrash/death aggressivo e di stampo old school, in 10 anni di carriera hanno pubblicato un EP di debutto, intitolato Throwing Stones, e due album: See You In Hell (2014) e Landscapes of Our Soul (2017), condividendo una serie di concerti in tutta Europa con band come Tankard, Debauchery, Eluveitie, Stillbirth e molti altri. Giunti al 2021, i Dark Zodiak pubblicano il terzo album Ophiuchus (The Thirteenth Sign of Zodiac), confermando non solo il loro status di forma, ma anche la loro linea concettuale. In astrologia, infatti, Ofiuco sarebbe il tredicesimo segno zodiacale derivante dal latino Ophiūchus (ovvero “il portatore del serpente”) che però non sarebbe mai stato introdotto nel sistema astrologico perché già munito di dodici segni, nonostante dal punto di vista astronomico sia riconosciuto ufficialmente come una costellazione. Appare dunque chiaro come i Nostri, appellandosi al loro stesso monicker, vogliano dare la giusta importanza a questo segno con una copertina che rispecchia pienamente il significato dell’album e del suo nome.

Musicalmente, la formula di Ophiucus non cambia rispetto al passato, rifacendosi ancora una volta ad un thrash/death vecchia scuola che non mette l’accento sulla tecnica o sulla velocità di esecuzione quanto sulla pesantezza e brutalità. Il risultato sarà un album carnoso e abbastanza vario, per niente noioso dopo il primo o il secondo ascolto.

L’apertura Do More Say Less mostra abbastanza bene all’ascoltatore cosa aspettarsi da questo album: un potente basso con batteria si unisce alla cupa chitarra nell’intro e poi la musica vira bruscamente verso l’aggressività thrash, cambiando ulteriormente con la brutalità dei Death. Per questo motivo, la menzione d’onore va fatta alla sezione ritmica: la batteria di Dieter è esattamente ciò di cui questa musica ha bisogno, veloce e feroce, con molti ritmi esplosivi e doppi pedali mentre il potente basso di Steffi suona alla pari con le chitarre. Vale anche la pena menzionare la voce di Simone, che combina scream e growl con una versatilità rara in una cantante estrema. La stessa miscela può essere ascoltata sia nella title-track, con una buona intro di basso e il bisbiglio sinistro di Simone, sia nella canzone From Thrash Till Death, quasi un riferimento ai connazionali Destruction.

Heaven, Earth and Beneath va più sul death vecchia scuola con i riff di chitarra veloci e brutali di Charly e Benni. Lo stesso si può dire di Destroy Destruction e Invisible Apocalypse, che suonano piuttosto aggressive. Tuttavia, se parliamo di suono “cattivo”, l’apice viene raggiunto in Humor: a partire da un ritmo medio-lento, sembra che la band aumenti progressivamente tutto in termini di pesantezza, brutalità e tristezza. Anche nel brano 2020 d.C. si ha questa sensazione, soprattutto con Simone che mette tutta la sua rabbia e brutalità nella voce. Total Freedom cerca invece di sbarcare su sponde prog, ma questo impulso svanisce abbastanza rapidamente e la musica diventa un tipico death metal con riff martellante, mentre, arrivando alla fine dell’album, la conclusiva Ignorance torna a ricalcare il thrash/death di inizio album.

Ophiuchus è un album che non pretende di essere innovativo nella musica estrema e non ne ha quasi bisogno: gli aspetti principali di questo lavoro sono pesantezza e brutalità, e i Dark Zodiak le conferiscono generosamente e anche in abbondanza. Si tratta, quindi, di un buon album old school death con un approccio più moderno, diluito con il thrash metal e registrato qualitativamente. Un buon compromesso per tutti i fan di questo genere.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Do More Say Less05:47
2Heaven, Earth and Beneath04:04
3Invisible Apocalypse03:45
4Ophiucus07:18
5Destroy Destruction04:40
6Humor05:16
7From Thrash Till Death03:03
82020 A.D.04:52
9Total Freedom05:27
10Ignorance03:57
Durata totale: 48:09
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Simone Schwarzvoce
Benni Poeckchitarra
Charly Gakchitarra
Steffi Bergmannbasso
Dieter Schwarzbatteria
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:la band stessa

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