Shores of Null – Beyond the Shores (On Death and Dying) (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEBeyond the Shores (On Death and Dying) (2020) è il terzo album degli Shores of Null, band italiana fondata nel 2013.
GENEREUn black metal che, immergendosi nel doom, forma uno stile dal taglio del tutto originale.
PUNTI DI FORZAUn disco reso personale dal sapiente black e doom in tutta la sua durata, nonché intenso grazie al profondo songwriting.
PUNTI DEBOLI
CANZONI MIGLIORI
CONCLUSIONIBeyond the Shores (On Death and Dying) è un album intenso, capace di far vivere all’ascoltatore un percorso personale profondo e pregno di sensazioni estreme che gli Shores of Null esprimono in una marea di stati d’animo diversi.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
85
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Gli Shores of Null sono finalmente tornati. La band romana si è resa già protagonista in passato con i suoi capitoli precedenti Quiescence e Black Drapes of Tomorrow, e ora si impone di nuovo sul mercato discografico con il terzo album della discografia intitolato Beyond the Shores (On Death and Dying). Il quintetto capitanato da Davide Straccione riesce a realizzare un’opera imponente e riuscita sotto tutti i punti di vista, racchiudendo in una sola traccia di circa 40 minuti, tutto il repertorio musicale e concettuale del gruppo. L’argomento intorno a cui ruota l’album riguarda le cinque fasi del lutto teorizzate dalla psichiatra svizzera Elisabeth Kubler-Ross, integrato ovviamente con dei testi che incarnano la consapevolezza della morte da parte di un malato terminale e di come egli fronteggia la propria dipartita dal mondo terrestre.

La traccia si apre con dei violini che rendono l’atmosfera triste e decadente: i ritmi sono lenti e introspettivi, fin quando le vocals prendono il sopravvento con il growl riconoscibile dello special guest Mikko Kotamäki degli Swallow the Sun, che spinge l’ascoltatore in un’interpretazione profondissima, perfettamente in linea con il mood dell’album. Dopodiché interviene un’accelerazione repentina che apre ad una melodia ben riuscita, la quale, seppur seguendo lo schema logico dell’album, si districa in una struttura varia e eterogenea, quasi a ricordare gli Opeth. Nel pessimistico scenario della solitudine e del vuoto esistenziale, i Nostri scelgono bene le atmosfere spostandosi ovviamente sul death-doom, in modo tale da renderle pesanti, ma più dense in termini di emozione. Elisabetta Marchetti (vocalist di Inno e Riti Occulti) riesce benissimo in questo intento, duettando con il cantante per colpire direttamente l’ascoltatore nella sua sfera emozionale, accompagnandolo metaforicamente nel suo cammino . Nel momento in cui il brano decade nella più profonda tristezza, Thomas Jensen dei Saturnus incombe con delle liriche toccanti, quasi come se fossero delle suppliche nei confronti del Divino, con un timbro pulito ma sofferente, che diventa sempre più oscuro non appena si accorge di imbattersi verso la morte. Il momento dura poco, perché in men che non si dica subentra la depressione, perfettamente impersonificata attraverso uno scream disperato. Musicalmente, vengono rielaborate strofe strumentali che, ripetendosi in una sequenza più o meno costante, rendono il pezzo più ciclico e rappresentano una sorta di marcia funebre sempre più vicina alla morte. Solo alla fine, infatti, subentra la consapevolezza di essere pronti per cadere nel baratro, racchiusa in un soave accenno di melodia, che inesorabilmente porta la suite verso la chiusura.

Alla fine dell’ascolto è impossibile non fare i complimenti agli Shores of Null. Questi abilissimi musicisti hanno saputo osare alla grande soprattutto nell’elemento strutturale dell’album: non hanno voluto imbattersi nella solita sequenza di brani, ma hanno preferito incidere un unico, grande momento da scoprire ed ascoltare con cura e senza mai fermarsi, senza spezzettare, senza interrompere. Beyond the Shores (On Death and Dying) è un album intenso, capace di far vivere all’ascoltatore un percorso personale profondo e pregno di sensazioni estreme che la band esprime in una marea di stati d’animo diversi. E’ abbastanza certo affermare che gli Shores of Null siano una delle reclute italiane più valide di questo genere, e lo si può notare in tre diversi aspetti: maturità artistica, padronanza musicale e tanto, tanto coraggio. Elementi che rendono questo disco uno dei migliori del 2020.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Beyond the Shores (On Death and Dying)38:25
Durata totale: 38:25
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Davide Straccionevoce
Raffaele Colacechitarra
Gabriele Giaccarichitarra
Matteo Capozuccabasso
Emiliano Cantianobatteria
OSPITI
Thomas Akim Grønbæk Jensenvoce
Mikko Kotamäkivoce
Elisabetta Marchettivoce
Martina L. McLeanvoce
Marco Mastrobuonochitarra addizionale, basso
Paolo Campitellipianoforte
Valentina Gabbianelliviolino
Fabio Gabbianellicontrabbasso
ETICHETTA/E:Spikerot Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Asher Media Relations

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