Mark Zuckerberg – Selling (Your Data) Is My Business… and Business Is Good! (2021)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONESelling (Your Data) Is My Business… and Business Is Good (2021) è il primo album solista di Mark Zuckerberg
GENEREUn thrash metal alla Megadeth che incontra un power americano ispirato ai Vicious Rumors, in particolare a dischi come Digital Dictator e Cyberchrist. Con in più qualche spunto death debitore a Hypocrisy, Grotesque e Vomitory.
PUNTI DI FORZATesti molto apprezzabili per chi si diletta in psicopatologia e criminologia. Al loro interno Zuckerberg racconta la sua visione del mondo e le maniere in cui vuole distruggerlo (o almeno rompere i coglioni a chiunque ci viva).
PUNTI DEBOLILa musica lascia stecchiti sul posto un filino a desiderare.
CANZONI MIGLIORIMe-tropolis part 1: The Miracolous and the Tax Free (ascolta), The Real Menace for Kids (ascolta)
CONCLUSIONISelling… è un album bellissimo e consigliatissimo. Nella recensione sotto diciamo tutt’altro, ma fai finta che così non sia. Quassù dobbiamo mentire se no Mark Zuckerberg non ci banna soltanto ma ci denuncia e poi ci spazza via dall’universo.
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VOTO FINALE
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Negli ultimi anni, il metal è diventato un genere così famoso da ispirare persino persone che uno non si aspetterebbe. Già un anno fa esatto, su queste stesse pagine, ci stupivamo di come Vasco Rossi, dopo la sua lunga carriera di rocker, avesse all’improvviso deciso di pubblicare un album black metal. Ma ancor più stupefacente è il fatto che, quest’anno, sia stato uno che non è neppure un musicista professionista a darsi al nostro genere. Sto parlando di Mark Zuckerberg.
Uno tra gli uomini più ricchi del mondo, proprietario di Facebook, Instagram, Whatsapp e fra poco anche delle tue chiappe, a sorpresa ha annunciato, qualche mese fa, la pubblicazione del suo primo disco da solista. Reclutando musicisti tra i più celebri al mondo come George Kollias alla batteria, Steve DiGiorgio al basso e soprattutto il maestro Domenico Bini alla chitarra, ha lavorato a lungo in studio. E il risultato è stato Selling (Your Data) is my Business… and Business is Good, uscito proprio oggi sotto l’etichetta creata per l’occasione da Zuckerberg, la Nuclear Ban Records.

Purtroppo, nonostante gli ospiti d’eccezione, si sente che Mark Zuckerberg non è proprio versato per la musica. Se il suo cantato in scream a livello tecnico non è neppure male, e ricorda anzi alcuni dei più illustri interpreti del genere, le sue capacità di songwriting lasciano parecchio a desiderare. A cominciare dal lato stilistico.
Come indica del resto anche la citazione ai Megadeth, la sua maggiore ispirazione è il thrash metal della band di Dave Mustaine, ma il proprietario di Facebook spesso e volentieri devia anche verso il classico US power metal. Da questo punto di vista, il suo riferimento principale sono i Vicious Rumors, specie quelli di Digital Dictator e Cyberchrist. Anche se il perché Mark Zuckerberg si ispiri a due dischi così diversi tra loro rimane un mistero, per me.
Proprio questo, tuttavia, è il difetto principale di Selling…: l’album non riesce ad andare oltre questi due gruppi che lo influenzano. Ma soprattutto, è composto davvero male: la maggior parte dei suoi spunti funziona bene come le notifiche di Facebook, o come le menzioni su Facebook, o come gli annunci a pagamento di Facebook. Insomma, è la versione metal di Facebook: a te le conclusioni.
Parliamo insomma di musica davvero brutta, ma non è tutto da buttare: i testi di Selling… al contrario sono molto interessanti. Al suo interno, Mark Zuckerberg si racconta in maniera profonda e intima. Il che rende l’album molto interessante soprattutto per chi, come me, si interessa da appassionato a materie quali la psicopatologia e la criminologia. Ed è proprio questo il lato su cui vorrei concentrarmi in questa recensione.

Il disco parte alla grande con Me-tropolis pt. 1: the Miracolous and the Tax Free, che già dal titolo spiega bene il suo scopo. Ossia, parlare dell’ego di Zuckerberg, così piccolo da essere misurabile solo in quante volte il Texas ci sta dentro, come gli asteroidi nei film d’azione (del resto lo stesso proprietario di Facebook è altrettanto benefico per il nostro pianeta).
In particolare, questa prima parte parla della parte felice della sua vita, quella che sta vivendo ora. Oggi, racconta, fa soldi vendendo i dati della gente alle industrie, sfruttando la sua stupidità o la sua pigrizia che non la porta a lasciare il suo colabrodo social per Twitter, Pinterest e tanti altri social che funzionano un pelo meglio. Ma il lato che lo rende più allegro, e che torna fuori molto nella canzone, è che nessuno lo consideri un truffatore. E anzi, gli consentono di pagare una percentuale di tasse che, se ci provassi tu, finiresti in galera in dieci secondi! Quest’ultimo fatto lo rende particolarmente felice, il che filtra nella canzone. E la rende una delle meno brutte dell’intero disco, se non altro.
Di sicuro, meglio di Me-tropolis part 2: Scenes from Bad Memories, in cui Selling… cambia del tutto tono. La depressione è quella che ci si aspetterebbe da Xasthur, Leviathan o persino Gigi D’Alessio, e Mark Zuckerberg ha buoni motivi per sentirsi così. Il testo ricorda i tempi bui in cui Facebook era qualcosa di – è terribile – funzionante e persino utile alle persone. Specie quelle che gestivano pagine delle proprie attività: per fortuna che ora le cose sono cambiate. Adesso sì che è perfetto e meraviglioso, ora che non puoi più vedere le menzioni alla tua pagina e devi pagare centinaia, se non migliaia di euro, per farti leggere da fan che in teoria vorrebbero farlo, avendoti messo il like!

Superata questa suite, arriviamo ora al momento di ben due cover, che testimoniano quante idee brillanti abbia Zuckerberg in ambito musicale e non solo. La prima, quella di Beer Beer dei Korpiklaani, è riportata in maniera abbastanza fedele all’originale. L’unica differenza sono i continui momenti senza musica che vanno a censurare tutti i momenti in cui si parla di birra o di alcolici nel testo (quindi, se te lo stai chiedendo, sì: sono tre minuti di silenzio). Ma dopotutto, è comprensibile il motivo per cui questa scelta sia stata presa: a noi di Heavy Metal Heaven a momenti non ci bloccano la pagina perché abbiamo osato postare la recensione degli Alcoholic Alliance Disciples, perché secondo Facebook era “pubblicità di alcolici”. E sì, è successo davvero, questo non è uno scherzo come il resto della recensione!
In ogni caso, ben più interessante è la cover di For Whom the Bell Tolls. Qui diventata For Whom the Algorithm Tolls, è quasi uno sfregio nei confronti dei Metallica, essendo stata adattata al genere del resto del disco – e quindi realizzata in stile Megadeth. Ma il maggior sfregio è nei confronti di tutti gli alti valori che la civiltà umana ci ha regalato dall’Antica Grecia a oggi.
Se non altro, Mark Zuckerberg qui ci racconta che se ti comporti da misogino, razzista, se insulti o prendi in giro il prossimo, il suo algoritmo ti apprezza. Al massimo ti becchi la segnalazione di qualche perbenista benpensante, ma figurati se questo cambierà qualcosa! Mica violi gli standard della comunità, cosa credi? Se invece sei una gentile ma scrivi la parola sbagliata, allora meglio dare un bacio d’addio alle tue virtuali chiappe. Per esempio: sei un tifoso della Lazio e vuoi ricordare i bei tempi in cui era capitano Paolo Negro? Ciao ciao account!
Questo è, in ogni caso, anche il tema più o meno della successiva The Real Menace for Kids, in cui il fondatore di Facebook ci spiega in che maniera lui è impegnato a tutelare i più giovani. In particolare, il concetto è che sei liberissimo di fare il cyberbullo sulla sua piattaforma: non è mica un problema per i più piccoli, chi potrebbe mai sostenerlo? Piuttosto, il vero problema sei tu che posti un capezzolo nudo, soprattutto se lo fai in un contesto artistico: quello è ancora più grave! Quindi, ti invita Mark Zuckerberg alla fine, togliti dalla testa di mettere quella Venere di Botticelli: sarà pure un capolavoro del Rinascimento, ma vuoi mettere quanto è più costruttivo riempire di insulti una pagina che non ti piace?

A questo punto, è il turno di un’altra suite molto lunga, che il musicista americano ha dedicato in via speciale a Varg Vikernes. Si parte subito alla grande con la prima parte, in cui Zuckerberg va oltre la traccia precedente e ti fa riconoscere, dall’alto della sua morale sopraffina, qual è la peggiore minaccia per il mondo. Gli estremisti islamici che Facebook non riesce a bannare, e su cui ci va con l’acqua di rose? No no! Sarà allora Il suo ormai ex (per fortuna) presidente, che dal suo posto di uomo più potente del mondo ha sparso per quattro anni odio e fake news ogni giorno, in lungo e in largo sul social blu? Ma per favore! La vera minaccia per il mondo è un nazista che vive sperduto in una foresta francese, uno che viene preso in giro da tutti per le sue canzoni poco ispirate e le sue idee deliranti. Il che mi fa temere che il prossimo a essere bandito da Facebook sarà Matteo Montesi.
Per farti capire quanto questa minaccia sia seria, Mark Zuckerberg prova a rendere la propria musica più estrema. Ma invece che il black, gli esce più fuori una venatura melodeath, che ricorda molto gli Hypocrisy. Una nota presente anche nella seconda parte, in cui ti viene spiegato che non è solo Burzum a essere bandito da Facebook, ti spiega nella seconda parte: anche tu rischi parecchio se lo nomini o se lo hai fatto anni fa, quando era legale farlo. Hai postato la sua musica perché la apprezzi anche se trovi aberrante la persona? Hai scritto che Varg è uno stronzo? Lo hai preso in giro? Allora ciao account! Nel social più nazista corretto di tutti, non c’è spazio per un altro nazista e anzi il nazismo fa combattuto. E la maniera più efficace è ovviamente censurando e chiudendo chi non si allinea (o anche pagine generiche metal che parlavano solo della musica di Burzum): più agli antipodi del nazismo di fare questo non c’è niente tranne forse essere Hitler in persona.

La parte più interessante della Burzum Saga è però la terza, che in effetti ti fa riflettere. In fondo, anche se può sembrare se non sei attento, non è proprio vero che il nazismo sia bandito da Facebook. Volendo, sottobanco puoi ancora professarti tale con orgoglio se vuoi. E anche se sei di quelli che amano il black metal, ancor meglio! Gruppi come Fanisk e Absurd sono più che legali su Facebook: il problema sono solo Burzum e i suoi testi apolitici, pagani o fantasy. Quelli sì che sono pericolosi! Per fartelo capire, Mark Zuckerberg rende anche più spigolosa la sua musica, pur rimanendo nel death metal svedese. Solo, passa dal più melodico suono degli Hypocrisy direttamente ai più abrasivi Grotesque. O persino ai Vomitory, se anche tu hai la mia stessa stima del fondatore di Facebook.
Chiude il tutto un epilogo, breve ma anch’esso significativo dal punto di vista lirico. Al suo interno, su una base melodica e calma, Zuckerberg riflette sul futuro. in effetti Burzum potrebbe essere solo l’inizio: se gli gira, domani comincerà a bandire tutta la musica diseducativa, come per esempio quella dei Cannibal Corpse. Quindi potresti venire bannato anche se nel 2014 hai postato la famosa scena di Ace Ventura. Ma questo è solo l’inizio: progressivamente, anche tutto il death metal, e poi tutto il metal, e infine tutta la musica con testi scomodi, o suonata da personaggi scomodi, o che qualcuno nel mondo trova diseducativa verranno proibiti. E arriverà così il giorno che su Facebook si potrà postare soltanto il video di un bambino di dieci anni che suona il triangolo. Ammesso che per allora esisterà ancora qualcuno di non bannato in maniera retroattiva per i suoi gusti musicali.
A questo punto, Selling… sarebbe terminato. Ma nell’edizione limitata, quella acquistabile solo in Libra/Diem – la criptovaluta di Facebook che doveva arrivare nel 2019, poi nel 2020, poi nel gennaio 2021… eh, il nostro musicista è affidabile! – è presente anche una bonus track, Farewell to Heavy Metal Heaven. Una canzone che ci onora, visto che parla della nostra piccola webzine! Infatti, dopo aver letto in anteprima questa recensione, Mark Zuckerberg ne è stato così entusiasta che ha promesso di bannare la nostra pagina di Facebook e quella dei suoi redattori, dei loro figli e dei figli dei loro figli fino alla settima generazione. Perché il fondatore di Facebook sarà scarso come musicista, ma come persona è davvero simpatica. E soprattutto non se la prende!

Per concludere, abbiamo un album così brutto da fare il giro, diventare bello e poi tornare a essere uno schifo. Così schifo  che posso suggerire un ascolto solo a chi considera Colapesce e DiMartino dei geni musicali e il loro allucinante mezzo plagio scialbo di roba già vecchia negli anni settanta tormentone un capolavoro. Anche se per loro sarebbe, forse, più consigliabile uno psichiatra di quelli bravi.
Certo, c’è da dire che dal punto di vista lirico è anche carino. Ma in fondo, non mi importa: ecco perché ho deciso di dargli il primo voto negativo di Heavy Metal Heaven. L’ho fatto per una motivazione davvero molto profonda e su cui ho riflettuto molto, vale a dire “perché sì”. Meno cento miliardi (come il suo patrimonio in dollari) così, de botto, senza senso… ma vienici a dire che non se l’è meritato!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Me-tropolis part 1: The Miracolous and the Tax Free09:31
2Me-tropolis part 2: Scenes from Bad Memories06:14
3B**r B**r (Korpiklaani cover)02:29
4For Whom the Algorithm Tolls (Metallica cover)05:10
5The Real Menace for Kids09:11
6Burzum saga, part 103:33
7Burzum saga, part 201:11
8Burzum saga, part 307:06
9Burzum saga, part 401:11
10Farewell to Heavy Metal Heaven (bonus track)00:01
Durata totale: 66:66
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Mark Zuckerbergvoce, chitarra, basso, batteria, violino, viola, violetta, violona, viola mammola, viola del pensiero, campana tibetana, nacchere uzbeche, bonghi fatti con la pelle del recensore se non la fa finita all’istante con questa lista delirante. (scusa)
Domenico Binichitarra e urla a caso
Steve DiGiorgiobasso, fretless bass, stringless bass, bassless bass
George Kolliasbatteria e triangolo
OSPITI
Papa “Manesco” Francescobullismo (contro i cinesi ma non solo) e bigottismo
Satanaorigine dei soldi e della fama di M.Z.
Colapesce e DiMartinonoia (tracce dalla 1 alla 666)
Luciano Ligabuequei tre accordi in più
I Napalm Death al completo*+!#
Richard BensonBASTAAAAA! BASTAAAAA!
ETICHETTA/E:Nuclear Ban
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:tutti quelli che hanno avuto problemi con l’algoritmo di Facebook, o con le notifiche di Facebook, o si lamentano di qualcosa che ha a che fare con Facebook (in poche parole, tutti nel mondo).

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