Flood Peak – Fixed Ritual (2021)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEI Flood Peak sono un trio statunitense di Portland, Oregon. Si presentano con Fixed Ritual (2020), un EP di ottima fattura e ricco di ambiente.
GENERELa band descrive il suo sludge metal atmosferico come come “darkened sludge/hopeless filth/faithless mire”… e noi ci fidiamo.
PUNTI DI FORZALa band è estremamente ispirata e cupa senza scadere nel ridicolo
PUNTI DEBOLIUn EP non consigliabile a chi soffre di depressione
CANZONI MIGLIORISectarian Hilt (ascolta)
CONCLUSIONIIl lavoro dei Flood Peak è di ottimo livello, ben suonato, ben scritto e anche ben registrato. Fixed Ritual è un’ ottima prova per una band alla quale consiglierei l’ approccio di un album completo per mettersi alla prova.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
75
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I Flood Peak, con Fixed Ritual, ci traghettano dritti nell’ inferno dell’ anima, faccia a faccia con i lati più oscuri della mente e dell’ anima. Trio americano dell’Oregon, stampa questo interessante EP su cassetta, scelta doverosa trattandosi, in senso ampio, di post rock.
Un lavoro introspettivo e molto ispirato. I Flood Peak hanno scavato nelle loro angosce e sono riuscite a materializzarle sotto forma di canzoni. Non c’è finzione nell’espressione delle emozioni del trio, la band è credibile sotto ogni aspetto; dalla mera tecnica esecutiva agli arrangiamenti. Buono anche il lavoro in studio, sound pulito e limpido che non stanca l’ ascolto, ma che riesce a dare quel qualcosa in più per apprezzarne la bellezza che si cela dietro un drappo nero.
L’ EP contiene 5 brani che riescono a catapultare l ‘ascoltatore in un oscuro delirio.
Urnfield è puro sludge, urla disperate in una foresta di metallo, evocativa e intensa.
Feral Wraiths, brano cupo e potente, alterna arpeggi riflessivi a riff decisi, ben scanditi, con un buon impasto ritmico e un cantato che ci tiene a ricordare sempre che nell’ animo umano non c’ è luce; nonostante il carattere decisamente rock e con strizzata d’ occhio a riferimenti più canonici dello sludge “commerciale”, non per questo privo di carattere.
Sectarian Hilt è un passo strascicato e pesante di qualcuno in preda alla disperazione e all’ angoscia, la giusta colonna sonora di un condannato a morte.
Way to the Sea, prevalentemente strumentale, si distacca dagli altri per l’ utilizzo della voce in versione meno usuale; la ritroviamo in un crescendo emotivo che si unisce al salire d’ intensità degli altri elementi, creando un perfetto amalgama che non snatura l ‘essenza del brano.

Insomma, Fixed Ritual è un lavoro pulito ed omogeneo, di forte impatto emotivo, ben eseguito e sicuramente degno di essere riconosciuto nell’ ambiente sludge.
Flood Peak è un progetto che sicuramente farà parlare di sé.
Adrenalina e disperazione sono miscelati con cura maniacale, quando ci troviamo con le orecchie e l’ anima immersi in lavori come questo è inutile dilungarsi, soprattutto per cercare di spiegare un’ emozione; è sufficiente limitarsi a consigliarne l’ ascolto.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Urnfield04:51
2Salve Curator04:19
3Feral Wraiths05:23
4Way of the Sea06:44
5Sectarian Hilt08:57
Durata totale: 
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Peter Laymanvoce e chitarra
Pierre Carbuccia Abbottbasso
David Fylstrabatteria
OSPITI
Mike McClatchesuoni addizionali (traccia 4)
ETICHETTA/E:Anima Recordings
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Qabar PR

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