Ibridoma – City of Ruins (2018)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONECity of Ruins (2020) è il quinto album degli Ibridoma, band italiana fondata nel 2001.
GENEREUn heavy metal caro all’old school ma moderno nella produzione.
PUNTI DI FORZAUn disco compatto che riesce a evocare un’atmosfera solida.
PUNTI DEBOLILe influenze provenienti dalle altre band del genere rendono l’ascolto un po’ ripetitivo.
CANZONI MIGLIORIDi Nuovo Inverno (ascolta), Terminator (ascolta)
CONCLUSIONICity of Ruins è un album più che piacevole: dimostra come gli Ibridoma siano una delle più esperte formazioni italiane nel cimentarsi nell’heavy metal.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
70
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La band di cui si parla in questa recensione non avrebbe bisogno di essere presentata, vista la sua lunga carriera, ma non fa mai male ricordare quali sono i gruppi che hanno scritto pagine di storia recente del metal tricolore: i marchigiani Ibridoma. Parliamo di una band attiva ormai da 20 anni che ha saputo costruirsi un profilo di tutto rispetto condividendo il palco con monicker iconici come i Queensryche e ospitando su un album cantanti come Paul Di’Anno e Blaze Bayley, i due memorabili ex cantanti degli Iron Maiden. La formazione solida che ruota attorno ai fondatori Alessandro Morroni (batteria) e Christian Bartolacci (voce) spicca ancora oggi non solo per il suo profilo, ma anche e soprattutto per le sue abilità, proponendo un suono che se rimane attaccato agli anni ’80 per la sua attitudine primordiale, riesce ad essere comunque fresco e in linea con il presente grazie alla produzione potente e cristallina. Elementi, questi, riscontrabili a primo impatto in City of Ruins, quinto capitolo discografico dei marchigiani uscito nel 2018 via Punishment 18 Records. Con i chitarristi Marco Vitali e Sebastiano Ciccalè e il bassista Leonardo Ciccarelli a completare la line-up, l’album si concentra sul tragico terremoto del Centro Italia avvenuto nel 2016 che è arrivato a colpire, per fortuna in maniera lieve, il comune di provenienza della band, Morrovalle in provincia di Macerata, uno dei territori più colpiti dal catastrofico sisma. Le dieci canzoni che compongono l’album scorrono lineari e senza difficoltà, caratterizzate da uno stile non particolarmente originale, ma moderno e cristallino, mantenendo alta l’attenzione dell’ascoltatore.

Sadness Comes apre il disco con una carica incredibile, con Christian Bartolacci che mostra tutta la sua potenza vocale sia nelle parti più aggressive, sia in quelle più melodiche, prendendo spunto dal mitico Geoff Tate dei già citati Queensryche. Più compatta è invece Evil Wind, che avanza in un up-tempo incalzante; T.F.U. risulta statica nella parte centrale rendendosi meno originale rispetto alle altre tracce. Di Nuovo Inverno è invece più interessante ritmicamente ma anche nello sdoppiamento linguistico tra l’inglese e l’italiano. Segue poi City of Ruins, formata da sezioni buone ma non molto entusiasmanti, mentre Angel of War richiama pienamente lo spirito della NWOBHM con un puro heavy metal che ricorda le reclute principali della corrente storica del genere. My Nightmare parte come un ciclone nella parte introduttiva, ma piano piano tende a rallentare la sua ferocia; Fragile è un’altra traccia interessante, che vanta ritmiche eterogenee e un buon ritornello cantato. Terminator è determinata e impulsiva sin dall’inizio, a differenza della conclusiva I’m Broken, una ballad acustica che chiude in maniera serena il disco.

City of Ruins è un album più che piacevole, che dimostra come gli Ibridoma siano una delle più esperte formazioni italiane nel cimentarsi nell’heavy metal. La proposta della band manca di originalità visti i suoi forti richiami al passato, ma non significa che la sua prova offerta all’interno del disco sia scadente. Anzi, è proprio l’affiatamento il pilastro su cui i Nostri riescono ad ergersi, e questo non è altro che un buon auspicio per il futuro.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Sadness Comes03:14
2Evil Wind03:05
3T.F.U.03:52
4Di Nuovo Inverno04:04
5City of Ruins03:54
6Angels of War03:12
7My Nightmares04:05
8Fragile03:53
9Terminator03:06
10I’m Broken03:48
Durata totale: 36:13
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Christian Bartolaccivoce
Sebastiano Ciccalèchitarra
Marco Vitalichitarra
Leonardo Ciccarellibasso
Alessandro Morronibatteria
ETICHETTA/E:Punishment 18 Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:la band stessa

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