Domande e Risposte – Genus Ordinis Dei

INTRODUZIONE

A volte, è bello sbagliarsi. A me, in ambito musicale, è successo qualche volta: i nostrani Genus Ordinis Dei ne sono un buon esempio.
Quando mi è capitato di occuparmi di loro le prime volte, con il secondo album Great Olden Dynasty e poi col successivo singolo Nemesis, li avevo giudicati soltanto una buona band. Certo non erano scadenti, ma personalmente non mi avevano esaltato. O almeno, non era successo fino a Glare of Deliverance.
Terzo album del gruppo uscito alla fine del 2020, è un concept dalle fortissime ambizioni ma che riesce a esserne del tutto all’altezza. Il risultato è un vero capolavoro: anche per questo, ci ho tenuto tantissimo a intervistare i Genus Ordinis Dei. Che mi hanno risposto tutti insieme, in maniera concisa ma non per questo meno interessante.

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MATTIA LORONI:Come prima cosa, vi andrebbe di raccontare la vostra storia ai lettori di Heavy Metal Heaven?
GENUS ORDINIS DEI:Raccontare la nostra storia è difficile e richiederebbe troppo spazio, ci limitiamo a presentarci e a salutare tutti i lettori!
I Genus Ordinis Dei sono una band symphonic death metal che nasce a cavallo tra il 2011 e il 2012. Quattro ragazzi di Crema con lo stesso sogno e lo stesso obbiettivo: scrivere le pagine dell’heavy metal.
Ci presentiamo, siamo Nick (voce e chitarra), Tommy (chitarra), Steven (basso) e Richard (batteria).
MATTIA LORONI:“Glare of Deliverance” è uscito lo scorso 4 dicembre: ormai potrete trarne un primo bilancio. Come è stato recepito dai vostri fan? E come dalla critica di settore?
GENUS ORDINIS DEI:“Glare of Deliverance” è sempre stato riconosciuto, ancora prima che vedesse la luce, da tutti i nostri fan che hanno creduto nel progetto e hanno sostenuto l’opera con il raggiungimento e il superamento del crowdfunding, dandoci piena fiducia e credendo in noi a priori. Oltre a questo, dopo la release, siamo stati davvero immersi da flussi di energia positiva e da un incredibile supporto che ci ha davvero resi orgogliosi e fieri. Tuttora con il continuo degli episodi stiamo ricevendo bellissime parole e costanti complimenti. La nostra musica è in espansione e per noi questa è una grande gioia.
MATTIA LORONI:Il fatto fondamentale che un ascoltatore nota subito avvicinandosi al disco è il concept che vi è dietro. Vi va di parlarci della storia più nei dettagli?
GENUS ORDINIS DEI:“Glare of Deliverance” racconta le vicissitudini di Eleanor, una ragazza che cade nelle grinfie della Santa Inquisizione. La storia inizia con un rituale interrotto, poi la cattura, l‘interrogatorio e la tortura, per poi passare alle fasi del giudizio , l’abiura e l’esorcismo. Sullo sfondo di tutta questa storia c’è una misteriosa pietra che sembra essere una sorta di reagente per un qualche tipo di rituale. In questo viaggio Eleanor perderà l’oggetto per poi ritrovarlo lungo il suo cammino. Alla fine Eleanor riuscirà ad adempiere al suo scopo? Bè, la fine ce la teniamo ancora un po’ per noi! Ahahah!
MATTIA LORONI:Come notavo anche nella recensione, “Glare of Deliverance” sostiene benissimo la storia con la sua musica, curatissima in ogni dettaglio e soprattutto nelle atmosfere. Sempre molto intense, a tratti strazianti, riescono a colpire molto a livello emotivo. Avete lavorato molto per raggiungere questo livello di accuratezza, o vi è venuta fuori con naturalezza?
GENUS ORDINIS DEI:Ad essere sinceri per noi è stato una sorta di cammino evolutivo naturale e spontaneo. Non passa giorno nel quale non ci muoviamo curiosi alla ricerca di qualche nuovo stimolo, conoscenza ed esperienze ma viviamo tutta questa metamorfosi con molta spontaneità e naturalezza. Inoltre c’è da dire che “Glare of Deliverance” è da molti anni nei nostri pensieri e nei nostri sogni. In tutto questo tempo abbiamo avuto modo di ricercare e trovare il giusto livello artistico per rendere credibile l’intera l’opera.
MATTIA LORONI:Oltre alla musica, “Glare of Deliverance” ha anche una componente video. Con un videoclip per ogni canzone, tutti centrati sulla storia del concept, si sta sviluppando in un vero e proprio cortometraggio, a cui la vostra musica fa da sfondo. Come è nata questa idea, in fondo abbastanza originale?
GENUS ORDINIS DEI:Come dicevamo “Glare of Deliverance” è un’opera che avevamo in mente da molti anni e sulla quale ragionavamo ormai da molto tempo. Volevamo fare qualcosa di originale, quanto meno di diverso e così è nata l’idea di uscire un po’ dal classico schema di album musicale (ormai purtroppo sempre più bistrattato) e di fondere il concept della serie tv con la nostra musica. Volevamo raccontare una storia con questo nuovo “formato”, una Metal Music Series, 10 episodi narrativi, 10 video, 10 canzoni. Qualcosa di ambizioso insomma.
Abbiamo voluto scardinare la vecchia concezione del format legato alle band e all’industria musicale seguendo una certa evoluzione dei nuovi sistemi di comunicazione e di tutta questa contaminazione oramai ampiamente affermata dai social e dalle piattaforme di streaming. (Netflix, Prime, ecc).
MATTIA LORONI:Domanda molto classica: quali ritenete che siano le vostre principali influenze musicali?
GENUS ORDINIS DEI:Siamo tutti abbastanza diversi da questo punto di vista. Nick e Tommy arrivano da un background più power, epico (Manowar, Kamelot, Blind Guardian). Steven dal thrash metal (Metallica, Nevermore) e Richard dal prog (Dream Theater, Tool). Ci siamo influenzati l’uno con l’altro e con gli anni stiamo trovando il sound dei Genus Ordinis Dei. Un sound sempre e comunque in evoluzione.
MATTIA LORONI:Un’altra domanda solita per me: esistono artisti molto lontani dal vostro genere musicale che però amate, o addirittura che riescono a influenzarvi per vie traverse?
GENUS ORDINIS DEI:Beethoven, Carmelo Bene (per l’utilizzo della dinamica vocale), Pink Floyd
MATTIA LORONI:Nell’ultimo anno, ho chiesto la stessa cosa a tutti quelli che ho intervistato, e voi farlo anche con voi: quanto intensi sono stati gli effetti negativi della pandemia ancora in corso sulla scena del nostro genere? E come vedete il futuro del metal e della musica in generale, una volta che l’emergenza sarà finita?
GENUS ORDINIS DEI:

Ti risponderemo con questo aneddoto: Quando abbiamo annunciato al mondo il progetto e la campagna di crowdfunding di “Glare of Deliverance” non sono passati dieci giorni che l’Italia ha scoperto il primo caso di Covid19 a Codogno (Zona per altro vicinissima alla nostra città Crema). A quel punto noi ci siamo trovati con una grossa scelta d fare. Da una parte una promessa a tutti i nostri fan e dall’altra una pandemia mondiale imminente che avrebbe scombussolati tutto e tutti per sempre, aumentando esponenzialmente il rischio di fallire.
Ci siamo presi un po’ di tempo e alla fine abbiamo scelto di continuare e cercare a modo nostro di distrarre il mondo da quello che stava succedendo.
Ovviamente vi lasciamo solo immaginare i disastri organizzativi che questa cosa ha fatto al nostro progetto ribaltando tutte le scadenze, i calendari e gli impegni presi con le location. Poi però ci siamo resi conto di una cosa importante: la pandemia stava dandoci anche un grande vantaggio che all’inizio non vedevamo: il tempo.
Tutti si erano fermati con il proprio lavoro, la propria routine e questo ci ha dato la possibilità di vedere oltre il velo della monotonia e dell’abitudine. Abbiamo capito che mentre il mondo si fermava noi stavamo producendo 10 video che sarebbero andati sull’unica piattaforma che non aveva interrotto la sua marcia: il web. 10 episodi che avrebbero occupato circa un anno di release e di lavoro successivo già pronto.
Inoltre gli addetti ai lavori non avevano altro da fare che dedicarsi al nostro progetto! Ahaha! Da marzo 2020 abbiamo lavorato online su tutta la parte digitale e poi, d’estate, appena liberati, eravamo pronti per produrre tuti gli episodi che sono finiti di essere girati il 3 settembre 2020, appena prima del secondo lockdown. Noi intanto però avevamo già tutto pronto per poter esaudire la promessa data. Alla fine dell’estate, durante le riprese dell’ultimo ambizioso episodio, ci siamo resi conto che ce l’avevamo fatta, un percorso duro, incerto, durato 2 anni. Una meta che non abbiamo mai smesso di sognare e rincorrere fino a quando ce la siamo ritrovata tra le nostre braccia. Siamo orgogliosi di questo “Glare of Deliverance”.
Questo per dire che non sappiamo prevedere il futuro ma una cosa possiamo dirla: Le difficoltà sono sacre! Cercate sempre di guardare le cose nei loro doppi e accettate i momenti dove vi sembra di vedere solo buio. Il buio è fondamentale perché solo quando si cade nella crisi si può davvero combattere per emergere e migliorarsi. Nessuno migliora in tempi di quiete e felicità.

Per rispondere alla seconda domanda: Il metal non è moda e per questo non morirà mai.
Non si pone il problema del come ritorneremo dopo la pandemia perché non ce ne siamo mai andati. Ci sarà semplicemente una nuova evoluzione nella quale l’heavy metal sarà forte e prorompente come lo è sempre stato.

MATTIA LORONI:Più nel dettaglio: quali sono i piani futuri dei Genus Ordinis Dei?
GENUS ORDINIS DEI:Intanto rispettare e completare tutte la promesse fatta a noi e ai nostri fan per quanto riguarda l’opera di “Glare of Deliverance”. In secundis lavorare sul nuovo show live e portare l’opera in giro per il mondo. Inoltre ci sono tante altre cose ancora top secret, tra cui una nuova visione verso il nuovo lavoro ma per questo è ancora troppo presto, ci sarà un’altra occasione per parlarne. Eheh!
MATTIA LORONI:L’intervista è finita. Come da mia abitudine, lascio a voi il compito di chiuderla come meglio preferite.
GENUS ORDINIS DEI:Grazie a tutti i ragazzi di Heavy Metal Heaven!
Salutiamo tutti i lettori e i nostri fan con una breve frase nella quale crediamo molto: Circondatevi di persone che hanno il vostro stesso obiettivo, il vostro stesso sogno e soprattutto… Stay Metal!
LA COPERTINA DI GLARE OF DELIVERANCE
LA LINEUP DEI GENUS ORDINIS DEI

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