Mensk – Acorda (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEAcorda (2020) è il primo EP dei brasiliani Mensk.
GENEREUn progressive metal rinforzato da influssi groove potenti, ma non troppo aggressivi. Anzi, la band preferisce un approccio più melodico.
PUNTI DI FORZAUno stile personale, anche grazie al cantato melodico di Estevão Ramos, tutto in portoghese. È ben supportato da una grande maturità, che si esprime in un ottimo equilibrio tra potenza e melodia, in una bella varietà di atmosfere. In generale, i brasiliani hanno un ottima consapevolezza nel mettere a fuoco le canzoni, contorte a tratti ma sempre con la musicalità al centro.
PUNTI DEBOLIQualche lievissima ingenuità, ma davvero roba di poco conto.
CANZONI MIGLIORIEsfera (ascolta), Vertigem (ascolta)
CONCLUSIONIAcorda è un EP che stupisce per il suo altissimo livello e per la maturità di una band ancora giovane come i Mensk. Che si dimostrano quindi promettenti, oltre che più che degni di un ascolto da parte di chi ama sonorità come le loro!
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
76
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Tra i generi del metal, il progressive è uno di quelli che vivono uno stato di forma migliore, ai giorni nostri. Sarà che, rispetto ad anni fa, un certo modo di affrontarlo – ossia, rifarsi ai Dream Theater, spesso in maniera derivativa – è tramontato. Sta di fatto che oggi le band del genere in molti casi hanno imparato a proporsi in maniera personale. Che sia per caratteristiche particolari o, più spesso, per merito di ibridazioni con altri stili, il risultato è spesso di alto livello, a volte persino eccezionale. Come nel caso dei Mensk.
Band nata in Brasile nel 2015, nel corso degli anni successivi non ha corso troppo, con l’uscita di giusto qualche singolo. Una scelta che sembra ben ponderata: Acorda, primo EP del gruppo uscito lo scorso dicembre, è un lavoro già maturo e mostra quanto i Mensk abbiano lavorato per migliorarsi, prima di mostrarsi al mondo. Un lavoro, peraltro, di gran personalità.
Di base, quello dei brasiliani è progressive metal, rinforzato però da forti influssi groove, specie nei riff. Ma non si deve pensare qualcosa di oscuro o violento, come per esempio i Nevermore: al contrario, l’EP ci propone un groove metal gentile, melodico, a tratti persino allegro. Seppur in questo ambito svari molto, peraltro nella giusta maniera.

Il risultato è uno stile parecchio personale, grazie anche al cantato di Estevão Ramos. Non è soltanto melodico quanto la musica, a livelli da metal tradizionale: il dettaglio che spicca dal primo ascolto è il fatto che canti in portoghese. È possibile che a qualcuno appaia come un difetto, visto che diminuisce la portata di pubblico dei Mensk. Ma io non trovo che lo sia, anzi: per me, aumenta solo il fascino di Acorda.
Il vero segreto dell’EP sono però le capacità della band: seppur senza aggressività, riesce per esempio a evocare livelli di potenza grandiosi. In un ottimo equilibrio con le melodie, piatto forte dei brasiliani: la musicalità è sempre al centro della loro musica, che pure non manca del giusto lato tecnico e contorto.
Il risultato è che Acorda è un EP scritto a meraviglia: sembra il prodotto di una band ben più consapevole e scafata dei Mensk. E se ogni tanto i brasiliani tendono a strafare, sono giusto piccoli peccati di gioventù, che incidono poco sul risultato finale. Un risultato che, come leggerai, si rivela di altissimo livello!

Senza alcun tipo di preludio, Esfera entra nel vivo subito vertiginosa: il riff groove metal di Maycon Azevedo e Bruno Sanguedo è così contorto e possente che quasi stordisce. Nel giro di poco però raggiunge una forma più stabile e lineare: potente, comincia a reggere il cantato di Ramos, in alternanza coi cori.
È una norma piuttosto costante, anche a dispetto dei tanti svolazzi prog: evoca una vaga oscurità, ma senza essere opprimente. Al contrario, in sottofondo c’è quasi serenità: un’essenza che si sviluppa poi in bridge di lieve preoccupazione, a tratti belli potenti, per esplodere quindi nei ritornelli. Allegri e vitali, risultano anche molto catchy, con la loro semplicità quasi banale ma vincente.
Di tono luminoso si rivelano anche le piccole variazioni, per esempio solistiche, che trovano spazio qua e là nella struttura. Fa eccezione però la fase centrale, all’inizio malinconica per poi diventare addirittura aggressiva. C’è il growl, ma al suo interno torna anche un tocco più positivo, che si ricollega poi con la norma di base, attraverso una parte solistica attorcigliata e progressiva, ma ben riuscita. Anche questo la rende una frazione ben riuscita: arricchisce un piccolo gioiellino, uno dei picchi di Acorda!
A questo punto, i Mensk cambiano di netto direzione con Vertigem. Un preludio col rumore di un aereo, poi ne emerge un fraseggio pulito, mogio. Sembra l’inizio di una ballad, il che non è del tutto lontano dalla realtà: se nel tempo la traccia si potenzia, i toni sono intensi, malinconici come in un lento. Merito del ritorno, a tratti delle chitarre pulite: succede in strofe dove però si fondono con un riff possente.
La norma principale, che comprende anche i refrain, è diversa: più espansa, ha un substrato groove, ma si sente poco. Soprattutto, al centro c’è una forte malinconia: evocata da Ramos e anche dalle chitarre, incide molto bene.
C’è anche spazio per parecchi stacchi variopinti. Alcuni sono possenti e da metal moderno, altri invece tornano a quello classico, con influssi persino maideniani; tutti, in ogni caso sono sempre ben piazzati, senza interrompere la musicalità del resto. Vale in particolare per la grandiosa fase centrale, un puro sfoggio prog. È un altro dei momenti più in vista per un brano splendido, il migliore dell’EP col precedente!

Dopo un uno-due del genere, era difficile ripetersi, ma i brasiliani scadono ben poco con A Corda. Sin dall’inizio, si rivela più aggressiva della media dell’EP a cui dà (più o meno) il nome, col suo assalto da puro groove metal. Pian piano però il progressive si fa strada al suo interno, aumentandone la complessità e anche il tono preoccupato: è quanto si può respirare nella falsariga principale.
Convulsa come da norma del gruppo, risulta lo stesso espressiva, seppur a tratti tenda quasi alla freddezza. In un modo forse anche voluto: accumula tensione che poi negli stacchi considerabili refrain si scioglie. Con armonizzazioni quasi black metal, risultano però di gran malinconia, quasi lancinante. E molto efficace.
Anche gli stacchi meno intensi però funzionano bene: meno impegnati, compensano però con la potenza, come dimostra la parte centrale. Divisa tra momenti di impatto vitale e altri ombrosi, funziona a dovere; lo stesso vale per il lungo passaggio in coda, che sin dall’assolo sulla trequarti intraprende una strada più morbida. Calma, malinconica, di serena ma triste accettazione, è una fase molto espressiva, forse la migliore di una traccia però di gran livello. Se in Acorda è addirittura la meno bella, risulta comunque eccellente: in qualunque album medio sarebbe stata uno degli apici qualitativi assoluti!
A questo punto, i Mensk chiudono il quartetto con Herói. Unica vera semi-ballata dell’EP , sin dall’inizio è dominata dagli arpeggi della coppia Azevedo/Sanguedo (e a tratti anche del bassista Leonardo Gomes, che si rende protagonista). Creano un panorama dolce, su cui Ramos si posa con la dovuta delicatezza: va avanti a lungo, intervallato di tanto in tanto da qualche assolo.
Poi però la musica prende una via più elettrica coi ritornelli: più veloci, hanno però un tocco alternative e poca energia. Puntano piuttosto sull’emozione, il che riesce loro a meraviglia. L’unico vero momento di potenza è invece al centro, groove metal dal tocco ancora un filo alternativo. Ha impatto senza cattiveria, ma al tempo stesso gode di un tocco crepuscolare: ciò gli permette di integrarsi al meglio in un’altra traccia bellissima. Non sarà al livello del meglio della scaletta, ma non chiude neppure lontanissimo da quel livello!

A questo punto, volendo racchiudere Acorda in una sola parola, questa sarebbe “impressionante”. Si tratta di un EP personalissimo e di livello superiore già di suo, ma lascia ancora più stupiti se si considera che i Mensk sono giovani e all’esordio. Se questo è solo l’inizio, in futuro chissà quasi sorprese avranno in serbo i brasiliani, se riusciranno a proseguire su questa stessa linea. Per quanto mi riguarda, lo spero vivamente. Intanto di sapere se così sarà, in ogni caso, ti consiglio con tutto il calore possibile di dare una possibilità a questo EP, se ti piace il prog metal!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Esfera05:04
2Vertigem04:01
3A Corda04:28
4Herói04:36
Durata totale: 18:09
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Estevão Ramosvoce
Maycon Azevedochitarra
Bruno Sanguedochitarra
Leonardo Gomesbasso
Karlos Eduardobatteria
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Lex Metalis Assessoria

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