Ablaze My Sorrow – Among Ashes and Monoliths (2021)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEAmong Ashes and Monoliths (2021) è il quinto album degli Ablaze My Sorrow, band svedese fondata nel 1993.
GENERELa band si impiega nel tipico melodic death svedese senza stravolgere la formula ma aggiungendo un pizzico di influenze che lo rendono più versatile.
PUNTI DI FORZAOgni traccia mostra, nella sua singolarità, la classe compositiva della band, sempre pronta a tirar fuori il meglio di sé nei punti chiave di ogni canzone.
PUNTI DEBOLI
CANZONI MIGLIORIFrihet Framför Feghet, Her Cold Embrace (ascolta)
CONCLUSIONIAmong Ashes and Monoliths è un album discreto e godibile, con cui gli Ablaze my Sorrow hanno dimostrato di essere ancora dei validi musicisti.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
75
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Il 2021 segna il ritorno degli Ablaze My Sorrow, una band che gli appassionati del melodic death metal già conoscono alla perfezione. Certo, il loro nome viene citato pochissime volte al fianco dei vari Dark Tranquillity, At The Gates e In Flames, ma anche gli Ablaze My Sorrow fanno parte delle prime reclute che hanno introdotto il Gothenburg Sound, tipico del melodic death metal svedese. Con una carriera lunghissima, il quintetto di Falkenberg ha collezionato ben tre album tra il 1996 e il 2002, rispettivamente If Emotions Still Burn, The Plague e Anger, Hate and Fury, ricevendo parecchie soddisfazioni sia a livello di critica che di fan. Nel 2006, la band si scioglie improvvisamente per poi tornare sui suoi passi e riformarsi nel 2013, rimettendosi subito in carreggiata con l’EP The Suicide Note del 2009 e altri due album: Black, uscito nel 2016, e Among Ashes and Monoliths, l’ultimo capitolo discografico presentato nel 2021. La band, capitanata dai veterani Anders Brorsson (basso) e Magnus Carlsson (chitarra), ha mantenuto una lineup piuttosto solida nel corso della sua carriera. Tuttavia, essa si ritrova in questo nuovo capitolo ad affrontare la partenza del cantante di lunga data Kristian Lönnsjö che, dal 2019, è stato sostituito da Jonas Udd (ex The Incarnation), voce molto versatile che non ha deluso le aspettative per questa sua nuova prova.

Con questo album, la band ci presenta un’opera di appassionata auto-riflessione, affrontando temi di depressione e autostima in dodici tracce, includendo anche un po’ di energia tipica dello speed/thrash metal con un dinamismo in più nel loro sound. Ciò che ne esce fuori è uno stile ancor più emotivo del melodeath svedese che si unisce perfettamente alle liriche, lasciando direttamente alla musica il ruolo di esprimere la loro personalità. L’apertura di questo album è la prima traccia di My Sorrow. Con l’uso di una sezione di archi alternati alla marcia pesante di chitarra e batteria guidate rispettivamente da Dennie Lindén e Alex Bengtsson, questa traccia non contiene nessuno degli elementi death metal, dando a Jonas Udd la possibilità di esprimersi al meglio. Questo tono si ripercuote bene anche nella title-track, mentre si viene travolti dalla batteria e dalla chitarra. Black Waters, tuttavia, adotta un approccio più calmo rispetto alle altre tracce a partire dal quindicesimo secondo, con voci più pulite di Udd e colpi di piatti leggeri di Bengtsson che creano un tono diverso ma piacevole per la canzone. Nonostante ciò, i toni aggressivi vengono reintrodotti dopo appena un minuto, ma mantengono la natura calma mostrata sinora. Nel resto dell’album le tracce si susseguono in maniera scorrevole come At the Graves of Giants, molto incisiva nel suo incedere death metal con aggiunta di thrash in alcune parti, Nonextence, Dark Chasms e Frihet Framför Feghet. Tuttavia, ogni traccia è un ottimo ascolto a sé stante e dimostra come gli Ablaze My Sorrow siano ancora in forma smagliante. Una canzone da ricordare in questi termini è sicuramente Her Cold Embrace, più lenta rispetto al resto dell’album, ma al suo interno ci sono alcune grandi melodie vocali, in particolare l’aggiunta di voci femminili più morbide nelle sezioniche le conferiscono più potenza e atmosfera.

Alla fine dei conti Among Ashes and Monoliths è un album discreto e godibile, specie se si ascolta ogni singola traccia come se fosse un’esperienza diversa. Non ci sono grandi cambiamenti rispetto al passato, ma gli Ablaze My Sorrow hanno dimostrato di essere ancora dei validi musicisti grazie alla loro esperienza ormai quasi trentennale. Non si sa ancora quali saranno le loro mosse future, ma per il momento vale la pena soffermarsi su un qualcosa di diverso dal solito come questo lavoro.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1My Sorrow04:30
2Among Ashes and Monoliths04:11
3Black Waters03:47
4Grit03:39
5Her Cold Embrace04:55
6At the Graves of Giants04:43
7Dark Chasms04:15
8The Cavernous Deep04:44
9Nonexistence03:45
10March of the Eldritch Spawn01:40
11The Day I Die03:17
12Frihet Framför Feghet (bonus track)03:41
Durata totale: 47:07
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Jonas Uddvoce
Magnus Carlssonchitarra
Dennie Lindénchitarra
Anders Brorssonbasso
Alex Bengtsson batteria
OSPITI
Jonna Enckellvoce addizionale (traccia 5)
Ulf Blombergvoce addizionale (traccia 12)
ETICHETTA/E:Black Lion Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Qabar PR

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