Toxic Youth – Back to You-th (2020)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEBack to You-th (2020) è il secondo album dei Toxic Youth, band nata a Milano nel lontano 1990 ma con una carriera non molto prolifica.
GENEREMescola una base punk con forti influssi thrash, speed, heavy metal, il tutto all’insegna di pesantezza e ignoranza.
PUNTI DI FORZAUn’ottima capacità di variare e di dare personalità alle proprie canzoni. Merito di una buona ironia e di un songwriting sì spontaneo ma al tempo stesso maturo e capace di andare oltre il semplice impatto “di pancia”. Per un risultato di gran intrattenimento.
PUNTI DEBOLIUna scaletta che a tratti si ripete e si rivela un po’ ondivaga, con qualche pezzo meno bello.
CANZONI MIGLIORIDouble Ice Cream (ascolta), Body Core (ascolta), Walkin’ Free (ascolta), Burn Your Mind (ascolta)
CONCLUSIONIBack To You-th non ha altre pretese di divertire, il che ai Toxic Youth riesce benissimo. Il risultato è un lavoro buonissimo, adatto a chi ama le commistioni punk-metal più ignoranti e movimentate.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
80
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Per chi in Italia decide di suonare musica dura, la vita non è facile. Non lo è mai stata, ma c’è da dire che oggi la situazione è migliore. Tra i costi sempre più bassi della tecnologia, internet per promuoversi e un movimento più ampio anche per quanto riguarda il pubblico, oggi per una band è più facile portare avanti una carriera. Molto di più, se facciamo un confronto con anni ottanta e novanta, in cui decine di band, magari anche valide, pubblicavano al massimo un paio di dischi (ma più spesso uno solo) prima di finire nel dimenticatoio. Un fato condiviso anche dalla band di oggi, i Toxic Youth.
Nati nel 1990 a Milano, nel corso degli anni successivi hanno pubblicato un demo omonimo e il full-length Real Attitudes… …Not Words!! nel 1996. A completare la loro scarna discografia, giunse nel 2002 uno split coi Calibro 9: in seguito, pur senza sciogliersi mai ufficialmente, il gruppo è rimasto silente. O almeno, lo ha fatto fino all’anno scorso, quando finalmente i Toxic Youth sono tornati al full-length con Back to You-th.

Si tratta di un disco che mostra che se i meneghini hanno avuto una carriera poco prolifica, la colpa non è loro – o almeno, non del tutto. In questo full-length, il loro estro e la loro voglia di fare è palpabile. A partire dal genere: la base dei Toxic Youth è senza dubbio il punk, ma la band gli associa forti influssi thrash metal. A tratti più moderni, altrove sono più classici, tanto da arrivare spesso allo speed primigenio e di lì all’heavy metal. Un’altra influenza importante in Back to You-th.
È un genere scatenato, all’insegna di impatto e ignoranza, ma non in maniera monotona o troppo “di pancia” come accade a volte. Al contrario, la band lombarda dimostra qui un’ottima capacità di variare, e di dare personalità alle proprie canzoni. Merito di un songwriting sì spontaneo, ma al tempo stesso maturo e capace anche di andare oltre il semplice impatto. Il tutto corredato da una registrazione grezza ma che valorizza bene gli intenti della band. E, soprattutto, dal fatto che i Toxic Youth non si prendono troppo sul serio: Back to Youth beneficia molto della loro ironia. Anche per questo, il fatto che la scaletta a tratti tenda a ripetersi e risulti per questo un po’ ondivaga non pesa troppo su un lavoro che rimane solido. E svolge al meglio lo scopo per cui è stato realizzato: quello di intrattenere in maniera potente e ignorante!

Senza il minimo preludio, Walkin’ Free entra in scena col suo riffage di base. A metà tra heavy e il primissimo thrash, ricorda da lontano qualcosa da Kill ‘Em All dei Metallica. Ma in una chiave più sguaiata: lo si sente soprattutto nelle strofe, aiutate dalla voce abrasiva di Ale, feroce in una maniera però poco seria. Come lo è in generale l’impostazione della musica.
Più punk sono invece i ritornelli: un filo più rabbiosi, non diventano troppo cupi. Grazie anche a un vago influsso metal residuo, risultano comunque di buona potenza, oltre a essere catchy il giusto. Ottima anche la parte centrale, che al contrario un po’ rallenta i ritmi e fa respirare la canzone. Anch’essa valorizza un complesso ottimo, che apre benissimo il disco. Non è solo di poco alle spalle del meglio di Back to You-th, ma ne rappresenta anche un vero e proprio manifesto!
Con Milano Rendez Vous, i Toxic Youth mostrano un lato più oscuro e cattivo. Lo si sente sin dal riff iniziale, tra thrash metal e sonorità più moderne: lo stesso che regge le strofe, brevi ma vorticose. Nel giro di poco, convogliano la musica in ritornelli più aperti e da thrash classico, ma con un tocco ancora ombroso. Lo stesso presente anche nelle code che spesso li seguono, più possenti e veloci.
A parte una sezione centrale pesante, ancora di tono thrash, dominato dalle ritmiche, e un finale martellante, in pratica non c’è altro in un pezzo semplice ma coinvolgente. A cui non serve altro: non sarà tra i migliori del disco, ma si rivela lo stesso buono e godibile.
Un intro col rumore di un aereo, poi Toxic Airlines attacca col riff macinante di Kri, stavolta disimpegnato e di orientamento thrash ‘n’ roll. È la base sia per certi momenti con una voce distorta, che lo accelerano e la rendono più pestata, sia per i ritornelli: anch’essi anthemici, grazie ai cori che aiutano Ale, colpiscono a meraviglia. Lo stesso vale per le strofe, più aperte ma graffianti al punto giusto, e per la parte centrale. Lenta, crepuscolare, dà una nota di un colore diverso a un pezzo per il resto scanzonato. E di ottimo livello!

The Beast comincia lenta e minacciosa, con gli ululati del frontman su una base quasi doom. Tempo qualche secondo, però, e il bassista Max lancia un pezzo scatenato e punk, che si sviluppa in maniera rapidissima. Sul ritmo sempre scatenato di Hichy, si alternano strofe caustiche, di gran energia distruttiva, e ritornelli più contenuti: passano in un secondo ma colpiscono bene.
C’è spazio anche per momenti sempre punk ma più cupi, in cui i Toxic Youth si mostrano più rabbiosi. E, come da norma di Back to You-th, anche il tratto centrale varia. L’unico davvero thrash in un pezzo in prevalenza sul lato punk dei milanesi, si integra però bene, sia nei suoi tratti più potenti sia in quelli più acidi. Entrambi valorizzano una traccia non tra i picchi del disco, ma che sa benissimo il fatto suo!
Va però ancora meglio con Burn Your Mind: inizia aperta, con un riffage da heavy metal più che classico. Una base che regge bene le strofe, leggere per atmosfera ma con tra le righe qualcosa di inquieto. Uno spunto che poi si svilupperà nei ritornelli. Più cupi e thrashy, hanno una bella grinta, ma anche la giusta musicalità per stamparsi bene in mente. Merito anche delle diverse ripetizioni, l’ultima delle quali però cambia volto. Ibridandosi con un’anima di dissonanze punk, ne viene fuori un finale in escalation, che parte da lidi calmi e poi si fa davvero travolgente. Una chiusura da pogo, sigillo di un altro brano a non troppa distanza dai picchi del disco!
Ma Do It Again non è troppo da meno, col suo incedere subito macinante e thrashy, oltre che cupo fin quasi al nichilismo. Lo sono le strofe, dirette e senza fronzoli nel breve assalto con cui introducono i refrain. Meno pestati, sono però tempestosi e sinistri, grazie a un riffage rabbioso aiutato anche da Ale, che si cimenta a duettare con cori quasi in stile oi!.
Niente male anche la frazione di centro, grassa e quasi groove metal. Dona al complesso un tocco di ironia, ma senza spezzarne troppo l’oscurità, che anzi torna nel vorticante finale. Nel complesso, un altro arricchimento per l’ennesimo pezzo ottimo e di gran impatto.

Se finora Back to You-th è stato di alto livello, i Toxic Youth fanno ancora di meglio ora con Double Ice Cream. E sì che l’intro sembra un po’ banale, visto che ricorda parecchio Walkin’ Free; poi però la linea musica cambia verso del tutto.
Un breve stacco e ci ritroviamo in un vortice oscuro, quasi death metal non fosse per le esplosioni speed che appaiono a tratti. E anche per il chorus, crossover thrash più rivolto verso il punk che si apre sfogando ogni tensione, e con ironia: Un fattore presente anche nel testo delirante dell’intera canzone e nella fase centrale, più truce prima che uno “slurp” del cantante rimetta l’ironia al suo posto. È il punto di forza maggiore di un episodio divertentissimo ma anche di livello assoluto: risulta addirittura uno dei picchi assoluti del disco!
Purtroppo, subito dopo i lombardi schierano Realize. Traccia che punta più su tensione e aggressività, li evocherebbe anche nella giusta maniera, non fosse che stavolta il senso di già sentito dà fastidio. Ma soprattutto, pesano soluzioni che stavolta non si lasciano granché ricordare. Lo fanno al massimo le sezioni più lente e oblique, quasi sarcastiche ma stavolta in una maniera cinica, in apparenza. Il resto della norma di base invece è un po’ insipido, col suo assalto punk feroce ma abbastanza sterile.
Per fortuna, nella seconda metà la band rallenta i tempi e svolta su qualcosa di più efficace. Col riff strisciante di Kri, melodie oblique e un’aura pesante e truce, colpisce bene. E risolleva un pezzo che anche così, tuttavia, risulta discreto, riuscito a metà: nel complesso, il meno bello di Back to You-th.
Va un po’ meglio, ma non troppo, con Light and Gold: presenta lo stesso problema della precedente in fatto di anonimato. Per fortuna, non troppo: almeno le strofe hanno una bella carica, col solito mix di thrash e punk dei Toxic Youth a mostrare la giusta energia.
In parte anche i ritornelli evocano lo stesso, seppur la prima parte sia più lenta ed espansa. Avvolge bene, ma il complesso ha il problema di non lasciarsi ricordare benissimo. Rispetto al resto del disco, è un problema, per quanto stavolta sia meno sviluppato. Anche grazie a passaggi come quello centrale, in cui si risente il lato più brioso e allegrotto del gruppo, abbiamo un buon pezzo, divertente il giusto, e che non stona troppo nel disco, seppur non brilli neppure.

… Be a Man… si rivela una scheggia breve e impazzita: una rullata veloce di Hichy, poi si sviluppa con apparente cattiveria. Il riffage ricorda il crust e persino il grind, come anche il ritmo rapidissimo, ma di base c’è anche la solita mancanza di serietà dei meneghini. Che esce fuori benissimo nei ritornelli: più aperti, perdono tutta la rabbia per un thrash estraniante, ma d’impatto. Che chiude un brano in pratica tutto qui: col suo minuto, è quasi più un divertissment, che altro. Un divertissment che però svolge bene il suo scopo!
È però un’altra storia con Body Core, che si avvia in una ombrosa, col basso di Max in evidenza e melodie esitanti. Poi però la musica diventa molto più estroversa e vitale, quasi serena non fosse per la potenza delle ritmiche di Kri. Una potenza che si evidenzia sia nei momenti più punk, come le parti strumentali, sia nelle strofe, molto maideniane.
Riportano all’heavy anche i ritornelli, cupi ma in una maniera allusiva. Corredata dal testo cantato da Ale, molto spinto e persino da suoni di chitarra maliziosi, rendono il tutto divertentissimo. Lo stesso vale per la fase di centro, anche più oscura con le influenze thrash e le voci intrecciate: non manca loro però il tono erotico (nella maniera ignorante del gruppo, ovvio) del resto. Il risultato è uno splendido affresco di ironia, perversione e belle melodie: per quanto mi riguarda, è il picco di Back to You-th con Double Ice Cream!
Il disco a questo punto è alla fine: per l’occasione, i Toxic Youth schierano Do It (90° min). L’assonanza nel titolo con Do It Again non è casuale: i ritornelli in effetti sono gli stessi, seppur riletti qui in una forma molto più veloce e rabbiosa.
Anche il resto però non è meno teso. L’intro heavy illude, perché il resto è un concentrato di punk con qualche influsso thrash, potente e tempestoso. Anch’essa presenta la stessa oscurità poco confortevole, ansiosa del resto. Una caratteristica che la band mantiene anche in seguito: se la parte centrale si rivela più rilassata, col suo punk riottoso ma più aperto e lento, il finale vi torna con forza. Rabbioso e breve, porta a termine un buonissimo episodio, e con esso un disco più o meno sullo stesso livello!

Anche al di là delle sue sbavature, Back to You-th è un album ben realizzato. Non sarà epocale, questo no, e non credo che voglia neppure esserlo. La sua unica pretesa è quello di divertire, compito che ai Toxic Youth riesce molto bene. Per questo, se ti piacciono le commistioni punk-metal più ignoranti e movimentate, i milanesi sono i tuoi uomini. Il consiglio sarà allora di dar loro una possibilità!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Walkin’ Free02:24
2Milano Rendez Vous03:03
3Toxic Airlines03:25
4The Beast03:00
5Burn Your Mind04:10
6Do It Again02:08
7Double Ice Cream02:25
8Realize03:28
9Light & Gold04:00
10Be a Man01:04
11Body Core03:47
12Do It (90° Min.)02:07
Durata totale: 35:01
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Alevoce
Krichitarra
Maxbasso
Hichybatteria
ETICHETTA/E:WTF Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:la band stessa

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