Domande e Risposte – Pontecorvo

INTRODUZIONE

Grintosa. È stata questa la parola principale con cui, circa un mese fa, descrivevo la musica dei Pontecorvo. In effetti, il loro secondo EP Ruggine (o “ruggine”, con l’iniziale piccola come lo scrive il gruppo) ha mordente da vendere, ma senza monotonia. Al contrario, la band sa bilanciare bene genuinità e intelligenza: un connubio che rendeva il lavoro tanto valido da spingermi a sottoporre un’intervista a questa band della Brianza. A rispondermi in maniera concisa (ma non per questo poco interessante) è stato il cantante e chitarrista, Fili.

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MATTIA LORONI:Come prima cosa, ti va di raccontare la storia del vostro gruppo ai lettori di Heavy Metal Heaven?
FILI:Veniamo dalle nebbie brianzole e abbiamo iniziato a suonare insieme nel 2015; abbiamo pubblicato un EP solo su vinile nel 2016 ma non troppo tempo dopo abbiamo preferito smettere di suonare.
Ricominciamo a suonare intorno al 2018, con l’arrivo di Ale al basso; da lì abbiamo lavorato a “ruggine” che, con un tempismo invidiabile, vede la luce in occasione del primo lockdown.
MATTIA LORONI:Il vostro EP “Ruggine” è uscito circa un anno fa, e ormai ne avrete potuto trarre un bilancio, anche definitivo. Come è stato accolto dalla critica di settore, e come dai semplici ascoltatori?
FILI:Nonostante sia uscito nel periodo peggiore di sempre, senza la possibilità di suonare in giro, la risposta a “ruggine” è stata una sorpresa anche per noi, con tantissimi feedback positivi dagli ascoltatori e diverse belle recensioni. Forse complice anche questo periodo, abbiamo anche avuto la fortuna di conoscere e collaborare con gli amici di Truebypass con cui abbiamo curato la stampa di vinile e CD.
MATTIA LORONI:Il particolare che si nota di più dell’EP, anche a un ascolto distratto, è la grandissima grinta che esprime, ma non in maniera sterile e monotona come accade in tante band dei generi più vari. Al contrario, mi pare di intuire che dietro alla vostra musica ci sia un certo studio, per coniugare energia e razionalità: è proprio così? Oppure questo equilibrio vi viene naturale?
FILI:Le nostre canzoni hanno sempre una gestazione molto lunga, passiamo molto tempo a provarle prima di chiuderle definitivamente. Ho come l’impressione che di solito partano sempre più “razionali” ma poi col tempo ci facciamo prendere la mano con la cattiveria. Siamo distrattamente aggressivi.
MATTIA LORONI:Un’altra scelta molto apprezzabile, almeno per quanto mi riguarda, è che “Ruggine” sia cantato tutto in italiano. Come ha avuto origine una decisione del genere, in fondo minoritaria nel mondo del rock più duro?
FILI:È stata una scelta naturale, data un po’ dalla fascinazione per un certo rock alternativo italiano dei ’90, che per motivi anagrafici ci ha preso in pieno; un po’ anche dalla convinzione che l’italiano, con la sua resa musicale forse meno efficace, possa dare un colore più originale a sonorità così fortemente legate all’inglese.
MATTIA LORONI:I miei pezzi preferiti dell’EP sono “Martedì” e “Prendere Sonno”. Hai qualcosa da raccontare ai lettori di Heavy Metal Heaven su queste canzoni, magari qualche aneddoto?
FILI:“Martedì” credo sia stata la prima canzone in cui si è visto un “nuovo corso” con Ale al basso; rispetto alle prime versioni la canzone è stata ribaltata e il suo apporto è stato fondamentale per dare il giusto carattere al pezzo. “Prendere Sonno” è un pezzo che suonavamo già ai tempi del primo EP ma che in fase di registrazione abbiamo deciso di escludere perché troppo estranea al mood del disco, sta molto meglio nella tracklist di “ruggine”; in più ha avuto una gestazione incredibilmente lunga, credo che l’idea musicale e alcune frasi del testo siano di quasi 15 anni fa.
MATTIA LORONI:Domanda super-classica: quali ritieni che siano le vostre principali influenze?
FILI:Naturalmente ognuno ha i propri gusti e porta le proprie influenze all’interno del gruppo, il risultato però credo sia più influenzato dallo scontro tra le nostre idee e quello che viene fuori in maniera naturale in sala. Come coordinate potremmo dare il noise rock, lo stoner, il punk ed il blues del delta; lì in mezzo, da qualche parte, dovresti trovare la nostra musica.
MATTIA LORONI:Altra domanda per me usuale: ci sono musicisti o band lontanissimi dalle vostre coordinate musicale, ma che stimate, o addirittura che riescono per vie traverse a ispirare la vostra musica?
FILI:In realtà credo che la maggior parte dei nostri ascolti siano effettivamente lontani dalle coordinate musicali dei pontecorvo, ma anche questi inevitabilmente in qualche modo influenzano le nostre scelte. I primi che mi vengono in mente potrebbero essere gli Stray Cats, la Vanoni e Tom Waits.
MATTIA LORONI:Voi venite dalla Lombardia, la regione probabilmente più colpita dal coronavirus in Italia. Quanto ha inciso la pandemia sulle vostre varie attività come band, e in generale sulla scena rock/metal underground italiana? E quale ritieni che possa il futuro di quest’ultima, una volta finita l’emergenza?
FILI:La pandemia ha bloccato qualunque cosa, la scelta di pubblicare comunque “ruggine”, anche se solo in digitale era dettata proprio da questa situazione che già si poteva intuire non sarebbe passata così in fretta. Nonostante tutto abbiamo cercato di portare a casa qualcosa, abbiamo seguito un po’ di più il disco, fatto un video e cercato qualcuno che potesse essere interessato a collaborare con noi per la stampa, tutte cose che in un periodo normale forse non avremmo neanche affrontato. Per quanto riguarda la situazione della musica underground, era già agonizzante prima della pandemia e ad oggi è tabula rasa; l’unico futuro in cui possiamo sperare è che alcune realtà riescano a sopravvivere in qualche modo, per questo possiamo continuare a supportare le diverse iniziative dei singoli locali, sia come musicisti che come fruitori di musica dal vivo. Per il resto dovremo in qualche modo ricominciare dall’inizio, creando dal nulla o quasi le occasioni in cui suonare.
MATTIA LORONI:Sempre a proposito del “domani”: quali sono i piani futuri dei Pontecorvo?
FILI:Continuare a sopravvivere; da tempo lavoriamo a distanza sui pezzi nuovi, abbiamo un po’ di cose lasciate a metà che vorremmo chiudere ma su cui non ci sbilanciamo perché ormai non si può mai sapere cosa ci riserva il futuro. Stiamo pensando anche a qualche generatore di corrente, ho come l’impressione che ci potrà tornare utile per i concerti futuri.
MATTIA LORONI:Il finale è sempre libero. A te concludere l’intervista come preferisci.
FILI:Grazie mille a voi di HMH per le domande ed il tempo che ci avete dedicato e grazie anche a chi è arrivato a leggere fin qui; noi continuiamo a scavare.
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