Tortured Demon – In Desperation’s Grip (2021)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEIn Desperation’s Grip (2021) è il primo album dei Tortured Demon, giovanissima band inglese fondata nel 2018
GENEREUn thrash/groove metal duro e aggressivo che si mescola con il deathcore.
PUNTI DI FORZALa musica risulta ascoltabile e apprezzabile, sapendo spaziare in scelte tecniche che non rovinano lo stile e la linea logica delle canzoni. In più, la produzione e il mixing sono ottimi.
PUNTI DEBOLI
CANZONI MIGLIORICold Blood (ascolta), A Knee to the Face of Corruption (ascolta)
CONCLUSIONIPer essere un album di debutto, In Desperation’s Grip è davvero ben realizzato, con un sound che sembra realizzato da una band molto più esperta dei Tortured Demon.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
75
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Non capita tutti i giorni di scoprire una band che già in tenera età si distingue per il suo talento. Abbiamo avuto non molto tempo fa l’esempio degli Alien Weaponry, giovane band neozelandese che è riuscita a sfondare quando i componenti non erano neanche maggiorenni, ma un altro caso sorprendente è rappresentato proprio dai protagonisti di questa recensione.
I Tortured Demon sono una band inglese giovanissima, creata a Oldham nel 2018 da Freddie Meaden (voce, basso), Joe Parkinson (batteria) e Jacob Parkinson (voce, chitarrista), tre membri con un’età media di soli 15 anni. Si tratta di uno dei gruppi più promettenti del Regno Unito in ambito metal, quindi è scontato dire che c’è una discreta quantità di clamore dietro questo album: In Desperation’s Grip segna il precoce debutto di questi tre ragazzini che, in patria, sono già pronti per sfondare e per ritagliarsi un posto di rilievo nell’underground grazie al loro stile duro e aggressivo che mescola thrash metal e deathcore. Si possono percepire diverse influenze lungo i 44 minuti della tracklist, tra Trivium, Machine Head, Slipknot e Sepultura, ma è il saper imprimere la propria identità in musica che rende i Tortured Demon già pronti per il grande salto di qualità.
Attenendosi strettamente alla tradizione consacrata dal tempo di un’intro classica, pianoforte e archi creano l’atmosfera prima che la title-track esploda. È un inizio estremamente fiducioso. A metà della durata, si erge un riff guidato più lento e possente che dà manforte alla voce del cantante Jacob Parkinson, forte e controllata. Cold Blood ha un approccio diverso, inondato di groove grazie a un basso e una batteria che echeggiano in stile Machine Head. Le armonie pulite del ritornello forniscono un gradito cambiamento, mostrando nella seconda parte una modifica delle ritmiche eseguita senza paura e in maniera decisa, solo come una band esperta potrebbe fare. Ancora una volta, l’assenza di un assolo è evidente ma comprensibile, perché l’andamento rimane su sponde ruvide e di impatto piuttosto che sul virtuosismo. A Knee to the Face of Corruption è una traccia brutale, dal sapore Trivium e Sylosis, ma con abbastanza attributi per essere ascoltata come episodio a sé stante. La seguente The Invasion è una delle due canzoni che superano i sei minuti, e qui il thrash fa da padrone per i primi due minuti, per poi andare incontro ad un assolo esuberante. La tensione rimane alta con Sufferers of the New Plague, sicuramente un riflesso del 2020, con la voce clean che si imprime sul ritornello. C’è più variazione nonostante si faccia affidamento su blocchi di riff ripetitivi e questo mantiene la traccia solida e compatta, nonostante la dissolvenza finale non segua questa linea. Cut the Budget… Cut Your Throat si mostra molto più avvincente, con una carica thrashy che si espande in una potente sezione centrale motörheadiana prima di tornare a una conclusione accelerata. Oppressed continua nella stessa direzione: un furioso vortice di rabbia che travolge l’ascoltatore con le sue sezioni opprimenti. L’album si conclude con My Terror, una traccia che salta tra atmosfere sinistre e furiose prima di svanire in modo piuttosto strano. È una grande canzone, piena di drammi. Dopo un’introduzione solida e un po’ di thrash a tutto campo, la traccia rallenta bruscamente con una pausa nella parte centrale. È uno stile molto Machine Head: le sfumature di Days Turn Blue to Grey indugiano nella mente, con il finale che favorisce una conclusione volutamente più lenta e più sfumata.
Come osservato in precedenza, potrebbe essere inevitabile che vengano fatti paragoni con gli Alien Weaponry, ma i Tortured Demon, tranne per il talento precoce, hanno poco in comune con i neozelandesi. Per essere un album di debutto, In Desperation’s Grip è davvero ben realizzato: la produzione e il mixing sono ottimi, con un sound che sembra realizzato da una band alquanto esperta. Certo, non sono ancora maturi al 100%, ma ci sono ampi margini di miglioramento, entusiasmo, spinta e tanto talento, che rendono questi tre teenagers una delle band più promettenti di sempre in ambito estremo.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1In Desperation’s Grip05:20
2Cold Blood04:33
3A Knee to the Face of Corruption04:55
4The Invasion06:33
5Sufferers of the New Plague06:37
6Usurper04:27
7Cut the Budget… Cut Your Throat03:06
8Oppressed02:52
9My Terror05:37
Durata totale: 44:00
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Jacob Parkinsonvoce e chitarra
Freddie Meadenbasso e backing vocals
Joe Parkinsonbatteria
ETICHETTA/E:Spiritual Beast Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Kieran Scott

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