Domande e Risposte – Ikitan

INTRODUZIONE

Un gruppo da seguire con curiosità: scrivevo questo alla fine della recensione di Twenty-Twenty degli Ikitan(o IKITAN, tutto in maiuscolo, come la band preferisce), qualche mese fa. Nonostante un po’ di inesperienza, questo trio genovese mi aveva colpito in positivo all’epoca, per personalità ma anche per la cura messa nella propria visione originale, tra post-rock e post-metal. È per questo che, quando la band mi ha espresso la volontà di essere intervistata per Heavy Metal Heaven, ho accettato con piacere. Alle nostre classiche, dieci “Domande e Risposte”, il gruppo mi ha risposto tutto insieme e in maniera espansiva, ma non per questo noiosa.

LOGO DEL GRUPPO
Clicca per aprire
  
MATTIA LORONI:Come prima cosa, vi va di raccontare ai lettori di Heavy Metal Heaven la storia della vostra band?
IKITAN:Ciao Mattia e grazie per lo spazio, sia con questa intervista che con la tua bella recensione del nostro debutto “Twenty-Twenty”.
Gli IKITAN nascono ufficialmente a Genova nel settembre 2019, anche se Luca Nash Nasciuti (chitarra) e Frik Et (basso) si conoscono già da molto tempo e hanno suonato insieme per tanti anni. I due incontrano Enrico Meloni (batteria) dopo che Luca risponde a un suo annuncio su un gruppo Facebook per musicisti.
Iniziamo a suonare subito dopo e, in modo molto spontaneo, tutto è improntato all’improvvisazione fin dal principio. L’idea iniziale, e molto vaga, è quella di formare una band post-rock/stoner strumentale, per cui la situazione improvvisativa ci calza a pennello.
Proprio in questi primi incontri nascono gli embrioni delle varie parti che andranno a comporre, poco più di un anno dopo, il nostro EP di debutto “Twenty-Twenty” (pubblicato il 20 novembre 2020): in alcune prove degli inizi di ottobre, prove che registriamo sempre con il nostro smartphone per poi riascoltarle alla ricerca di “quel riff” o “quell’idea”, sono già contenute alcune parti che andranno a comporre la lunga canzone di 20 minuti e 20 secondi.
A parte lo stop forzato di due mesi dovuto alla situazione che tutti conosciamo, non abbiamo mai smesso di incontrarci e provare, e attualmente siamo impegnati con la scrittura dei brani che comporranno il nostro primo album. Oltre che con la promozione del nostro primo video live “Twenty-Twenty Live at Forte Geremia”.
MATTIA LORONI:“Twenty-Twenty” è uscito l’anno scorso, e potrete ormai tracciarne un bilancio. Come è stato accolto dalla critica di settore, e come dal pubblico?
IKITAN:L’EP è stato accolto in un modo che non ci saremmo mai potuti aspettare: ci siamo impegnati molto per diffonderlo in lungo e in largo (grazie internet!) e le risposte sono arrivate a distanza di poche settimane, la maggior parte delle quali estremamente positive. Ciascuna delle persone che ha investito almeno 20 minuti e 20 secondi del proprio tempo per darci una possibilità ha trovato nella nostra musica e nel nostro concept qualcosa che ci ha sempre stupiti: un riferimento a cui non avevamo pensato, una sfumatura tendente a un genere piuttosto che a un altro… tutto è stato davvero molto bello ed emozionate, e soprattutto completamente inatteso.
In qualità di band senza presenza social e senza alcun concerto alle spalle, non avevamo alcuna aspettativa, ma siamo comunque riusciti a farci conoscere e a diffondere la nostra musica presso alcuni dei più importanti siti e riviste musicali a livello nazionale e internazionale (tra cui Heavy Metal Heaven), e il messaggio, di incoraggiamento per chi magari è in una band e vede questi risultati come irraggiungibili, vuole essere: si – può – fare! 🙂
MATTIA LORONI:Senza dubbio, il vostro EP è molto coraggioso: è del tutto strumentale e mescola generi abbastanza di nicchia in un’unica, lunghissima traccia. Da dove nasce questa serie di scelte, in fondo tutte piuttosto coraggiose?
IKITAN:Ci siamo detti: se la facciamo, la facciamo grossa! 😀
La scelta di uscire comunque, nonostante non avessimo concerti né una presenza consolidata, è stata figlia del periodo in cui abbiamo scritto la nostra musica: l’incertezza totale della situazione causata dal COVID così come la volontà di fare qualcosa di fortemente personale e, perché no, anti-commerciale e fuori dagli schemi, già abbastanza “svitati”, del genere a cui ci riferiamo, ci ha portati a optare per una lunga canzone che collega tre brani al suo interno.
Il fatto che le canzoni siano sulla stessa tonalità e che, idealmente, avremmo voluto iniziare un ipotetico concerto come “un lungo viaggio in compagnia degli IKITAN”, dove avremmo suonato le nostre canzoni una dietro all’altra, hanno rafforzato la nostra convinzione.
Per rendere il tutto ancora più speciale, dopo anni di produzioni non all’altezza, CD-R masterizzati e copertine fotocopiate male, abbiamo anche voluto investire in una veste grafica professionale: un digipack con poster e adesivo e uno stupendo artwork curato da Luca Marcenaro. Volevamo davvero fare qualcosa di cui essere fieri e che rappresentasse al meglio le nostre tre personalità in questo preciso momento delle nostre vite.
MATTIA LORONI:Come notavo nella recensione, la vostra musica è molto curata sia dal punto di vista di melodie e riff, sia soprattutto per le atmosfere. Avete lavorato molto, studiando ogni dettaglio, per raggiungere questo risultato, o vi è venuto naturale in fase di composizione e registrazione del disco?
IKITAN:Come già dicevamo, siamo completamente guidati dall’improvvisazione in fase compositiva. Ci attacchiamo agli ampli e si va. La svolta, se vogliamo, è che abbiamo sempre registrato ogni singola nota in saletta, per cui dopo qualche mese di jam session, dove di volta in volta andavamo a ripescare qualche riff o spunto dalle volte precedenti (registrare le prove è figo, ma se poi te le riascolti è pure meglio), abbiamo messo a terra tre brani. Abbiamo cercato di affinare quanto più possibile queste tre canzoni, facendole fluire in modo coerente tra loro all’interno di un contenitore che poi è risultato essere “Twenty-Twenty”, e in studio abbiamo continuato ad aggiungere accorgimenti e melodie, soprattutto con la chitarra.
Da questo punto di vista, non aver avuto restrizioni di alcun tipo (tempo e budget), visto che basso e chitarra sono stati registrati da Luca nel suo studio privato, ci ha permesso di spaziare alla grande in fase di arrangiamenti finali e affinamento delle melodie. (Per completezza, la batteria è stata registrata nei mitici Greenfog Studio di Mattia Cominotto, uno degli studi di registrazione di riferimento in Italia per un certo tipo di rock).
Lo spirito è sì quello dell’improvvisazione, ma il lavoro finale che ha portato alla canzone completa è stato tutt’altro che improvvisato. Abbiamo curato gli arrangiamenti di ogni singolo strumento assicurandoci che tutti e tre sapessimo cosa stessero suonando gli altri due (cosa per nulla scontata) in modo da risultare compatti e precisi, tenendo sempre viva l’attenzione di chi ascolta, o almeno questa era l’intenzione, e offrendo soluzioni il più possibile non scontate.
Ci siamo riusciti? A te che leggi il giudizio finale.
MATTIA LORONI:Per “Twenty-Twenty” avete anche realizzato, di recente, una componente video. Vi va di raccontare di più in merito?
IKITAN:

Certamente! Siamo felicissimi di presentare “Twenty-Twenty Live at Forte Geremia”, il primo video live degli IKITAN, che abbiamo registrato in cima al Forte Geremia (819 m slm) lo scorso marzo, e nel quale suoniamo tutta la canzone che compone il nostro primo EP.

Che dire… volevamo solo fare una live alla nostra saletta, magari con uno spezzone di “Twenty-Twenty”, e ci siamo ritrovati a caricare i nostri strumenti: destinazione Masone! L’idea iniziale era quella di “rimanere attivi” dopo la pubblicazione dell’EP e in qualche modo celebrare il fatto che questo fosse stato ricevuto da stampa e fan in modo sorprendentemente positivo.
Poi si sa: uno ha un’idea, un altro aggiunge un pezzo, il terzo continua su quella strada… ed ecco come ci siamo ritrovati coinvolti in questo progetto, che vuole anche essere un tributo ai generator parties tanto cari al desert rock e allo stoner. Aver visto “Live at the Giant Rock” degli Yawning Man poi ha cementato la nostra folle idea: Live at Forte Geremia è ispirato anche all’opera dei nostri idoli.
Qui non c’è il deserto, e quando pensi alla “natura”, in Liguria, non puoi che rivolgere lo sguardo alle montagne, che comprimono le città (dall’altro lato abbiamo il mare, ovviamente).

Il video è stato registrato in una gelida e ventosa domenica 7 marzo (siamo arrivati fino ai 5° C… ) e confessiamo di averci quasi ripensato una volta scesi dalla macchina! Il Forte, che attualmente è anche meta di escursionisti e appassionati di trekking (se ne vedono alcuni anche nel video), ci ha fornito gli spazi e l’elettricità, per cui ci siamo fatti carico del set-up dalla A alla Z.
Luca, che è anche fonico e ingegnere del suono, si è occupato di tutti gli aspetti organizzativi e, con l’aiuto di Stefano Gualtieri dietro al mixer e dei ragazzi di Squeasy Film (addetti alle riprese e alla produzione del video), siamo riusciti a portarla a casa in una giornata.
Siamo davvero contenti di come è stato realizzato il video: una volta che abbiamo optato per questo formato l’idea era che si trattasse della testimonianza del primo concerto della band (coerentemente coi tempi che viviamo: senza pubblico!), e non di un videoclip, per cui, come potrete sentire, le modifiche a quanto abbiamo suonato sono state davvero minime… perché in un concerto ci sono mille imperfezioni, e questo rende ciascuna esibizione unica.
Il lavoro di preparazione al concerto è stato imponente: abbiamo letteralmente dovuto re-imparare Twenty-Twenty da zero, adattandola alla versione live (come detto, non avendo mai suonato dal vivo prima, non avevamo potuto testare un’eventuale versione dal vivo della canzone, e la forma finale di “Twenty-Twenty” non è certo quella della jam session), il che è stato davvero stimolante e ci ha permesso di mettere a punto la nostra creazione, che adesso è pronta per essere proposta dal vivo con piena consapevolezza dei nostri mezzi.

MATTIA LORONI:Domanda secca: quale ritenete che siano le principali influenze sulla musica degli IKITAN?
IKITAN:

Già dal primo incontro si è subito parlato dei Tool, in quanto tutti e tre eravamo presenti al loro concerto al Firenze Rocks nell’estate 2019 (Luca e Frik Et erano insieme, e ancora non conoscevano Enrico… ma erano a pochi metri di distanza!)
Tra le influenze più importanti non possiamo non citare gli Yawning Man, che abbiamo in qualche modo tributato anche nel nostro “Live at Forte Geremia”, i Deftones e, tra le band citate in sede di recensione, altri grandi artisti che amiamo quali i Russian Circles e i Pelican.

MATTIA LORONI:Un’altra domanda che faccio sempre: ci sono artisti lontanissimi dalle vostre coordinate stilistiche che però amate, o addirittura che riescono a influenzarvi per vie traverse?
IKITAN:Avendo passato i trent’anni da un pezzo (chi più chi meno… ), abbiamo già passato svariate fasi nella nostra vita di fruitori di musica, per cui ora, con grande apertura mentale, possiamo dire di ascoltare un sacco di generi diversi (ma non cadremo nella banalità dell’“ascolto un po’ di tutto”, che oltre a essere sempre una falsità è anche davvero insopportabile!)
Luca, oltre che chitarrista, è anche produttore musicale e ingegnere del suono, per cui gli capitano sotto mano i progetti più disparati; Frik Et, oltre al rock e al metal, è amante della musica elettronica e dell’hip-hop; Enrico ha un background più metallaro e negli ultimi anni ha consolidato il suo amore per il prog e il funky.
Volendo citare tre band davvero lontane dagli IKITAN ma che in qualche modo ci influenzano, possiamo dire Zakir Hussain & Rakesh Chaurasia, Gilberto Gil ed Elio e Le Storie Tese… a voi indovinare ora chi ha detto cosa!
MATTIA LORONI:In questo periodo non potevo esimermi dal chiedervelo: in qualità di musicisti, come avete vissuto l’emergenza coronavirus? È stata una “bella botta”, come per buona parte della scena? E come pensate che possa essere il futuro di quest’ultima, ora che l’emergenza sembra stia lentamente passando?
IKITAN:

Noi siamo stati sì abbattuti e bloccati come tutti dalla situazione (non come altre persone, per fortuna, che hanno avuto perdite ben più gravi) ma dopo lo stop forzato dei primi due mesi di lockdown, da maggio 2020 ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo ripreso a provare e l’11 luglio siamo entrati nei mitici Greenfog Studio di Mattia Cominotto per registrare la batteria per “Twenty-Twenty”.
Se non ci fosse stata la pandemia, non avremmo avuto questo bel calcio nel culo che ci ha fatti letteralmente “correre” a registrare e mettere su disco ciò che avevamo prodotto fino a quel momento. Con un po’ di fatalismo, ci siamo detti “potrebbe non capitare più”, la pandemia ci ha fatto capire ancora di più quanto nulla possa essere dato per scontato, e così abbiamo agito al massimo delle nostre forze per porre la parola “fine” a questo primo capitolo della storia della band.

Per quanto riguarda il futuro, speriamo che le persone comprendano ancora di più il valore dell’unità e della solidarietà all’interno di una scena musicale. Solo uniti si può sopravvivere e ci si può rialzare da un momento difficile come questo. Pensiamo a tutti i locali di musica dal vivo che non potremo più visitare perché saranno chiusi, ma siamo fiduciosi che, come ogni volta dopo una tragedia, ci si possa rialzare e riprendere con più vigore di prima.

Dal canto nostro, non vediamo l’ora di poter fare un bel concerto con un pubblico vero! Sicuramente è passato inosservato, ma a maggio abbiamo suonato a La Claque, uno splendido teatro qui a Genova… davanti a una giuria e in live-streaming! Live at Forte Geremia resta ufficialmente come primo documento live della band (è stato registrato il 7 marzo di quest’anno), ma ora che abbiamo avuto un assaggio di palco… non vediamo l’ora di poter suonare di nuovo e “per bene” questa volta! Nei prossimi mesi pubblicheremo anche questo concerto.

MATTIA LORONI:Sempre in prospettiva futura: quali saranno le prossime mosse degli IKITAN?
IKITAN:Ora ci stiamo divertendo con la promozione del video, tra le sorprese più belle del giro marketing/PR nato in seguito alla pubblicazione di “Twenty-Twenty” c’è stato il poter fare tante nuove amicizie in tutto il mondo, per cui siamo felici di poter continuare su questa falsariga anche con la promozione di “Live at Forte Geremia”.
Per fortuna abbiamo sempre continuato a suonare (viviamo tutti e tre a Genova) e non abbiamo mai smesso di fare jam session e pensare ai brani per il nostro primo album, al quale stiamo lavorando intensamente. Abbiamo le bozze per 5 brani, probabilmente non sarà nuovamente una canzone lunga come “Twenty-Twenty” ma chi lo sa. 😀
MATTIA LORONI:La chiusura è sempre a piacere. A voi mettere la parola fine che preferite a questa intervista.
IKITAN:Grazie Mattia e grazie a te se sei arrivato/a fino a qui!
Restiamo in contatto, seguici sui social.
RECENSIONI DI HEAVY METAL HEAVEN SUL GRUPPO:Twenty-Twenty
SCOPRI IL GRUPPO SU:

Facebook
Instagram
Bandcamp
Youtube
Spotify
 Twitter

LA COPERTINA DI TWENTY-TWENTY
IL VIDEO DI TWENTY-TWENTY - LIVE AT FORT GEREMIA
LA LINEUP DEGLI IKITAN

Potrebbero interessarti anche...

Aggiungi il tuo commento

Google-Translate it!