Feed Them Death – Negative (2021)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONENegative (2021) è il terzo full-length di Feed Them Death, one man band del musicista nostrano (ma di stanza a Londra) Void.
GENEREDi base rimane lo stesso deathgrind sentito in passato, ma ancor più sperimentale. In questo ambito, sviluppa la linea già sentita nell’EP For Our Culpable Dead (2020).
PUNTI DI FORZAUn suono che a tratti sa essere sia d’impatto, con riff riusciti, sia di buona atmosfera, spesso nichilista e oscura. Merito delle buone capacità del mastermind nel comporre la propria musica e soprattutto nella varietà tra vari registri che la band sa alternare.
PUNTI DEBOLIA tratti l’album si perde: colpa di un po’ di omogeneità e dell’assenza di vere e proprie hit.
CANZONI MIGLIORIThe Underworld Unveiled (ascolta), Eulogic (Negative Dialektik) (ascolta), The Idiotic Yearning for More (Barbarism of Perfection) (ascolta)
CONCLUSIONICon più pregi che difetti, Negative è un buon album. Si rivela perciò consigliato, seppur solo alla ristretta cerchia di ascoltatori che amano le sperimentazioni estreme come quella di Feed Them Death.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
78
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Negative, ossia “negativo”: un titolo perfetto, che descrive molto bene il contenuto del terzo full-length di Feed Them Death. Di questo progetto di Void, polistrumentista nostrano trapiantato a Londra, abbiamo già parlato in passato su Heavy Metal Heaven. Avevo apprezzato sia l’esordio No Solution/Dissolution nel 2019, sia l’EP For Our Culpable Dead, recensito giusto qualche mese fa. Quest’ultimo tra l’altro mi aveva stupito per l’evoluzione del progetto Feed Them Death verso lidi più avanguardistici. Un’evoluzione che in Negative prosegue e si sviluppa sulla stessa linea.
Se la base del progetto rimane sempre a metà tra death metal e grindcore, ora la musica della one man band svaria ancora di più. Tra momenti macinanti e altri lenti, passando per aperture alienanti e cupe, c’è un buon assortimento di soluzioni all’interno del disco. Assortimento però tutto al servizio, come già detto, di negatività, cattiveria, nichilismo: un intento che a Feed Them Death riesce bene, di solito. Le atmosfere di Negative sanno incidere, e anche i riff hanno spesso una bella potenza.
Dall’altro lato, è vero però che a tratti l’album si perde. Colpa in parte di un po’ di omogeneità nei momenti più aggressivi, da sempre il lato del gruppo di Void che preferisco meno (per quanto anche qui non incida più di tanto, anche vista la già citata capacità di variare). Il problema principale è però l’assenza di vere hit: se quasi tutto in Negative è valido, e qualche pezzo lo è anche di più, nessuno riesce a raggiungere l’eccellenza. Il che limita un po’ la resa di Feed Them Death, ma per fortuna non troppo. Rimane un lavoro con molti più lati positivi che negativi, più che degno di essere ascoltato.

Un breve intro stridente, poi Superficialibi comincia subito a macinare, nella maniera dura e feroce a cui Void ci ha abituato anche in passato. È l’inizio di una lunga progressione in cui momenti più riottosi si intersecano con altri macabri alla maniera del death più classico, e altri ancora dissonanti. Il tutto inframmezzato da stacchi a tratti fulminanti, mentre altrove se la prendono più calma (ma solo di un pelo).
Ne viene fuori una breve progressione ma ricchissima di spunti, quasi tutti votati all’aggressività. Fa eccezione solo la fase centrale, dissonante e aliena al massimo. Anch’essa però è ben integrata in un’apertura valida: non tra i migliori del disco che apre, si rivela però di buonissimo livello!
La successiva Minima Moralia esita giusto un secondo, prima di cominciare a macinare. A livello ritmico, il blast beat si alterna con ritmi altrettanto veloci, per un risultato magmatico. I riff sono sempre molto affilati, e il growl di Void è imperioso: il risultato è davvero potente, di ottima incisività, sia nei momenti più zigazanti e convulsi, sia in quelli più duri. Tra di essi, spiccano quelli considerabili i ritornelli, martellanti e ossessivi nel ripetere il titolo del pezzo.
Adatta alla situazione si rivela anche l’apertura nella seconda metà, sempre frenetica ma un pelo più ombroso e riflessivo. Al suo interno, spunta di nuovo un tocco avanguardistico, ben sposato con la base ancora deathgrind. È un altro dei momenti in vista per una traccia di ottimo livello!
A questo punto Displeasure in Pleasure mostra due facce. Da un lato, i momenti più dissonanti e quelli diretti con un vago retrogusto thrash sanno colpire molto bene. Dall’altro però i tratti più macinanti sanno (anche solo dopo tre canzoni!) di già sentito. Ma per fortuna Feed Them Death minimizza il problema.
Ci riesce cercando di tenere il livello di sperimentazione più alto di quanto sentito finora. Tra dissonanze, oscillazioni tra ritmi più veloci e altri martellanti ma più contenuti, e la solita schizofrenia, all’interno dei tre minuti scarsi del brano ci si perde, e di solito in maniera positiva. Certo, forse visti alcuni spunti il complesso poteva essere molto meglio senza il suo difetto: anche così però si rivela discreta e godibile il giusto.

Eulogic (Negative Dialektik) comincia in una maniera del chiaro trademark di Feed Them Death, ma in maniera in qualche modo più inquietante. Tra dissonanze anche più stridenti e Void che sfodera uno scream strozzato, c’è qualcosa di scomodo, di angosciante tra le righe: una sensazione che col passare dei secondi aumenta, anche nei frangenti più macinanti e possenti, fino poi a prendere il dominio quando il pezzo, all’improvviso cambia rotta.
Ci ritroviamo allora in un ambiente che perde del tutto la frenesia per abbracciare una lentezza che definire minacciosa è poco. Tra brevi scatti di ritmo che ricordano alcuni esperimenti dall’EP precedente e lunghe apertura arcigne, il clima si fa ancora più soffocante, allucinato. E poco importa se è ripetitivo: riesce lo stesso a ipnotizzarti, a portarti in un mondo oscuro.
Lo stesso viene fatto anche nel finale, che dopo una pausa lieve ma quasi horror riparte. È l’inizio di una fase che alterna fughe in blast e nuove aperture tetre, con queste ultime che presto hanno il sopravvento. Ci si ritrova allora in coda caotica ma spaventosa e di gran impatto: la degna conclusione, insomma, per un pezzo strano ma di gran impatto, a un pelo dal meglio di Negative!
Con Our Cruelty to Reality (Evoking IV), Feed Them Death spinge quindi la sperimentazione ancora oltre. Sparito l’elemento metal, abbiamo una traccia persa da qualche parte tra ambient, industrial e noise. Effetti ritmici alienati si alternano e compenetrano con altri invece a basso volume, ma caotici. Con in più, a tratti, altri echi, per esempio vocali, oppure di pianoforte, che aggiungono un tocco obliquo al tutto.
Sono le uniche variazioni di un episodio per il resto ridondante fino alla monotonia, ma non è un problema. Anche così, per quanto forse non eccezionale, il risultato avvolge bene e risulta di buon livello.

Titolo che si rifà a A Subjective Tragedy da For Our Culpable Dead, An Objective Tragedy è però un po’ diversa. Torna verso il metal, ma in una maniera che non ha l’impatto del resto. Nonostante le ritmiche di Void siano a tratti belle pesanti, la musica vive più che altro di un’aura acida, ansiosa. Con una preminenza dell’elemento grind e persino un vago retrogusto black a tratti, è del vero nervosismo che domina. Un nervosismo penetrante, meno rabbioso e più realistico: lo si sente soprattutto nella norma di base, varia ma tutta accomunata da un’impostazione non troppo dinamica.
In tutto ciò, fanno bella mostra di sé i vari riff che il mastermind alterna, col suo solito spirito repentino e confusionario. Stavolta impostato anche meglio della media dell’album, sanno colpire bene. E ci regalano una canzone davvero di buonissimo livello!
La successiva The Underworld Unveiled si più o meno come il titolo sembra suggerire. Lenta, abissale, presenta di nuovo una struttura con qualche accelerazione (neppure troppo veloce stavolta) che parte da una base lenta, piena di suoni distorti, a tratti persino spaziali. Suoni che, col tempo, prendono il sopravvento, mentre il lato più metal di Feed Them Death sparisce.
Tuttavia, a metà esso riappare: ci ritroviamo allora in una nuova accelerazione battente, ma non troppo pesante. Invece dell’impatto, l’intento sembra essere quello di sposarsi con l’oscurità dilatata, da bad trip del resto, cosa che riesce molto bene. Il risultato è un altro passaggio di livello, che arricchisce un pezzo ottimo, il picco assoluto di Negative!
Quest’ultimo è ormai agli sgoccioli: per l’occasione, Void sceglie The Idiotic Yearning for More (Barbarism of Perfection), che all’inizio sembra voler tornare al nichilismo più classico della sua band. Per circa un minuto, abbiamo un’evoluzione forsennata e vorticosa, a tratti stordente, di buona potenza. Poi però la linea musicale cambia.
Ci si ritrova allora in un ambiente desolato, lento, seppur meno dissonante che in passato. Sia il riffage che certe melodie si rifanno invece al doom, e l’ effetto è brullo, dimesso. Un effetto aiutato anche dalla voce del mastermind, che oltre al growl sfodera a tratti un urlato oppure qualcosa di salmodiante, rituale.
Queste due anime si alternano due volte lungo la canzone. Degna di note anche la parte che le divide, anche più lenta del resto e piuttosto vuota, in una maniera truce e nichilista. Il giusto complemento per un brano a poca distanza dal precedente: come chiusura di un disco così breve e intenso, è di sicuro adatta!

Alla fine di questi trenta minuti così allucinanti e caotici, ci si ritrova così storditi che diventa difficile valutare Negative. Ma l’impressione che il disco si lascia dietro è piuttosto positiva.
Certo, forse gli altri lavori che ho ascoltato di Feed Them Death erano (di poco) migliori. Tuttavia, anche questo si rivela apprezzabile, seppur da una ristretta cerchia di ascoltatori, vista la sua proposta così al limite. Se però tu riesci ad apprezzare sia il deathgrind che la musica più bizzarra e sperimentale, quest’album – e in generale tutto il lavoro della band di 8 – ti sono consigliati!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Superficialibi02:32
2Minima Moralia02:27
3Displeasure in Pleasure02:49
4Eulogic (Negative Dialektik)05:02
5Our Cruelty to Reality (Evokism IV)05:26
6An Objective Tragedy02:50
7The Underworld Unveiled03:26
8The Idiotic Yearning for More (Barbarism of Perfection)05:16
Durata totale: 29:48
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Voidvoce, tutti gli strumenti
ETICHETTA/E:Brucia Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Anubi Press, l’etichetta stessa

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