Dauthuz – Cold (2021)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONECold (2021) è il secondo album dei Dauthuz, band olandese fondata nel 2015.
GENEREDeath metal classico e aggressivo che esalta in alcuni momenti la parte tecnica.
PUNTI DI FORZAUna formula stilistica solida che rende il disco compatto e violento, oltre che più oscuro, pesante della media.
PUNTI DEBOLI
CANZONI MIGLIORIThe Apocalypse (ascolta), Gore (ascolta)
CONCLUSIONIRaccogliere l’eredità di band come Pestilence, Asphyx e Sinister non è un compito facile, ma in questo caso i Dauthuz ci sono riusciti alla grande. Cold rende il death metal made in Netherlands godibile quasi alla stessa stregua dei maestri.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
85
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Fin dalla loro nascita nel 2015 a Zaanstad, un comune della provincia dell’Olanda Settentrionale, la spietata band conosciuta come Dauthuz (slang della lingua proto-germanica che indica “il processo della morte”) ha assalito i timpani degli ascoltatori con il suo brutale e martellante death metal, e non ci si poteva aspettare un qualcosa di diverso con la seconda opera intitolata semplicemente Cold, un titolo semplice ma incisivo. Il freddo è la morte, ed è esattamente ciò che il cantante Emiel Selderbeek, i chitarristi Dennis Jak e Hans Bijland, il bassista Tim Roeper e il batterista Bas Polder cercano di mostrare nel loro nuovo album, registrato e prodotto nei Kohlekeller Studios e con un’elegante opera d’arte dell’artista italiano Roberto Toderico come copertina.

La opener The Evil Wicked Do è infernale e pesante fin dal primo secondo grazie alla batteria strepitosa di Bas e al ringhio profondo e viscerale di Emiel. Ci si imbatte nel classico death anni ‘90 che non concede il tempo per respirare mentre il quintetto continua a martellare i nostri crani senza pietà. Nella seguente A New Dawn, gli axemen Dennis e Hans sono inarrestabili con i loro riff malvagi, che si impongono pesantemente anche nella terza The Dead, un puro brano death metal sorretto dal growl pesante di Emiel e dal rombo del basso di Tim e che termina con un suono davvero minaccioso. Molto forte è anche The Apocalypse, pezzo fulminante di stampo old school in cui Bas è ancora una volta infernale dietro la sua batteria, elevando l’oscurità della canzone a un livello completamente nuovo.

La title-track Cold colora di nero le menti al suono dei riff del duo di chitarre della band mentre Emiel continua il suo percorso di ferocia alla voce. L’aura cupa permea nell’atmosfera durante l’intera canzone fin quando, con Unleashed e Hellborn, l’implacabile quintetto olandese preme ulteriormente l’acceleratore sulle ritmiche e su assoli di chitarra malati. Ancora più movimentato dei suoi predecessori, Gore si impone con un velenoso death in cui Emiel sembra un’entità demoniaca alla voce mentre i suoi compagni si assicurano che ogni singolo spazio nell’aria sia pieno di odio e, naturalmente, sangue; Termination, non è così dinamica né dettagliata come il resto dell’album, anche se presenta ancora l’oscurità e la pesantezza della band dall’inizio alla fine. Infine, non c’è niente di meglio di una melodia polverizzante come Crossfire per concludere il lavoro, con tutti i membri della band in fiamme per trasmetterci pura malignità.

L’implacabile aggressività creata dai Dauthuz in Cold rappresenta un ottimo album, all’altezza della scena estrema dei Paesi Bassi. Raccogliere l’eredità di band come Pestilence, Asphyx e Sinister non è un compito facile, ma in questo caso la band ci è riuscita alla grande, rendendo il death metal made in Netherlands più oscuro, pesante e godibile quasi alla stessa stregua dei maestri. I Dauthuz ce lo hanno fatto capire infiammando il nostro animo e i nostri timpani con violenza e devastazione, e questo non fa altro che presagire un futuro luminoso per la loro carriera.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1The Evil Wicked Do04:00
2A New Dawn02:52
3The Dead06:13
4The Apocalypse03:20
5Cold04:51
6Hellborn05:10
7Gore04:03
8Termination04:56
9Crossfire07:10
Durata totale: 42:35
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Emiel Selderbeekvoce
Hans Bijlandchitarra
Dennis Jakchitarra
Tim Roeperbasso
Bas Polderbatteria
ETICHETTA/E:Stageblast Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:la band/l’etichetta stessa

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