Odraza – Acedia (2021)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEAcedia (2021), nuovo EP degli Odraza, è stato creato dal duo polacco come sfondo musicale per “Co-Existence”, mostra del Museo di Podgórze, a Cracovia, sugli effetti della pandemia da coronavirus.
GENEREUna base dark ambient si unisce al black metal del gruppo in qualcosa di molto atmosferico.
PUNTI DI FORZAUn songwriting molto attento, diversi passaggi di classe; in generale, un disco che evoca oscurità e alienazione nella giusta misura.
PUNTI DEBOLINon tutto è proprio significativo, ma in fondo importa poco.
CANZONI MIGLIORIAcedia I (ascolta)
CONCLUSIONIPur non essendo perfetto, Acedia è un ottimo EP, che piacerà a chi ama le fusioni black metal/ ambient.
ASCOLTA L’ALBUM SU:Youtube | Bandcamp | Spotify
ACQUISTA L’ALBUM SU:Amazon | Bandcamp | Bigcartel | Ebay
SCOPRI IL GRUPPO SU:Facebook | Bandcamp | Spotify | Metal-Archives
VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
73
COPERTINA
Clicca per aprire

Mi era già capitato, in precedenza, di avere a che fare con gli Odraza. E, in particolare, col secondo album di questa band di Cracovia, Rzeczom: lo avevo apprezzato molto poco meno di un anno fa, tanto da farlo entrare tra i migliori dischi recensiti nel 2020. È stato per questo con entusiasmo che ho accettato di recensire anche Acedia, nuovo EP degli Odraza. Un album che però rappresenta, per i polacchi, un vero esperimento.
Al posto del black metal variegato ma sempre aggressivo sentito nel predecessore, parliamo di un lavoro che coniuga questo genere con una forte componente dark ambient. Così forte che spesso è proprio quest’ultima al centro della musica di Acedia: qualcosa che del resto deriva dall’intento profondo degli Odraza. Che non hanno registrato l’EP per sé stessi: lo scopo primario era quello di fare da sfondo musicale a “Co-Existence”, mostra del Museo di Podgórze (Cracovia) sugli effetti della pandemia da coronavirus.
È qualcosa che nel lavoro, peraltro, si sente: al centro stavolta c’è l’atmosfera, ben adatta a un intento del genere. E non solo a livello stilistico: anche per oscurità e alienazione, la band polacca non si risparmia nulla. Pur non conoscendo i contenuti la mostra, immagino che temi del genere meritino qualcosa del genere: ciò rende Acedia un disco adatto. Oltre che di alto livello: tra un songwriting molto attento da parte degli Odraza e diversi passaggi di classe, come leggerai parliamo di un EP con diverse cose da dire.

Descrivere per filo e per segno la musica di Acedia I (il brano principale dell’EP), come faccio di solito, è abbastanza inutile per un lavoro così particolare. In pratica, si tratta di una serie di passaggi in cui la band oscilla tra i suoi due generi. Con l’ambient che per lunghi tratti è dominante: spesso accompagnato da torni post-rock, a tratti presenta anche dei fuzz in sottofondo. Che gli danno un tono ancora più minaccioso.
Lo stesso effetto è evocato da stacchi rarefatti, di vuoto cosmico, in cui si stagliano suoni inquietanti. Paradossalmente, invece, i momenti più metallici sono quelli più musicali. Ma non è un problema: con la loro anima quadrata, molto black, sanno come colpire nella giusta maniera. Come anche quei pochi stacchi più elettronici e spaziali: anch’essi con la loro anima eterea sanno il fatto proprio. E anche quelli più obliqui e inquietanti sono funzionali al tutto.
Il complesso va avanti davvero molto a lungo, ma senza annoiare. La differenza tra le varie parti che si incolonnano l’una dietro l’altra è un valore aggiunto, e lascia immaginare bene la progressione, stanza dopo stanza, di un museo. Quasi in una sorta di versione moderna e malata di Quadri a un’Esposizione di Mussorgsky, ci si ritrova a seguire la musica in un viaggio affascinante, quasi del tutto strumentale. Che avvolge quasi sempre, nei suoi oltre diciassette minuti e mezzo.
Ma Acedia non è ancora finito: c’è ancora spazio per ben due code. La prima è nel pezzo stesso, una ghost track che dopo qualche minuto di silenzio torna a della musica sintetica, minimale e inquietante quasi come in un film horror. Dura poco, ma è significativa per il senso scomodo, sinistro che evoca.
Ancor meglio va però con Acedia II, traccia bonus presente solo nella versione in vinile. Comincia quasi mogia, coi suoi lievi tocchi elettronici. Ma presto, il tutto cambia verso: qualche beat elettronico, e poi arriva in scena un ritmo ossessivo, battente. Seppur di basso volume, dà al tutto un tono alienante, confermato anche dagli effetti oscuri che ospita al di sopra.
Per lunghi tratti, il tutto prosegue abbastanza spoglio, dilatato. Fa eccezione la trequarti, che all’improvviso si accende con una fiammata metal: rarefatta, estraniante, ricorda una versione più espansa dei Darkspace. In un breve sfogo che però valorizza una traccia forse non eccelsa, ma molto alienante e d’effetto!

Insomma, alla fine dei conti Acedia è un bell’EP. Non sarà significativo ai massimi termini o un capolavoro, ma sa comunque regalare venti minuti (o quasi mezz’ora, in caso della versione col bonus) di alto livello. È per questo che, se chi ama le commistioni tra ambient e black metal, gli Odraza sono i tuoi uomini. E se ti piace il secondo genere in solitaria, ti consiglio di segnarti il loro nome: seppur diversissimi, i due loro dischi che ho ascoltato di loro hanno saputo esplorarlo molto bene. Di sicuro, è lecito aspettarsi che anche le successive mosse del duo polacco sapranno riservare tante belle sorprese!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Acedia I20:51
2Acedia II (bonus track)06:12
Durata totale: 27:03
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Stawroginvoce, chitarra, basso
Priestsynth, basso, batteria
OSPITI
Wiktor Sendorekvoce
ETICHETTA/E:Godz ov War Productions
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:l’etichetta stessa

Potrebbero interessarti anche...

Aggiungi il tuo commento

Google-Translate it!