Idolos – Náa (2021)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONENáa (2021) è il secondo EP del duo francese Idolos.
GENEREUn post-black metal atmosferico con spunti melodici e depressive.
PUNTI DI FORZAUno stile dalla grande varietà, capace di affrontare vari registri con successo e di essere d’impatto.
PUNTI DEBOLIQualche momento più anonimo e qualche sbavatura, ma niente di troppo preoccupante.
CANZONI MIGLIORIThe Descent
CONCLUSIONINáa per gli Idolos è l’EP della maturità, con cui la band francese mostra il suo vero potenziale.
ASCOLTA L’ALBUM SU:Youtube | Bandcamp
ACQUISTA L’ALBUM SU:Bandcamp
SCOPRI IL GRUPPO SU:Facebook | Spotify | Metal-Archives
VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
72
COPERTINA
Clicca per aprire

Ho già avuto a che fare, in passato, con gli Idolos. Mi ero occupato di questo duo francese – o proveniente dal pianeta Venere, secondo quanto sostiene la sua pittoresca mitologia – già circa un anno fa, con l’esordio Ahi Cab. Un EP che non mi aveva impressionato troppo, viste alcune ingenuità, ma in cui ho trovato anche alcuni spunti molto interessanti. È stato nella speranza di vedere questi spunti meglio sviluppati che ho accettato con gioia di prendere in carico Náa, secondo EP degli Idolos uscito grazie alla conterranea Non Posse Mori Records. Come è andata? Non sono rimasto affatto deluso!
Il suono del duo francese ha in effetti avuto una maturazione, incredibile contando il poco tempo passato da Ahi Cab. Se di base è rimasto un black metal dagli spunti atmosferici e “post”, il tutto si è evoluto verso una maggiore varietà. Non è solo meno depressivo (seppur a tratti il genere ritorni in certi passaggi più melodici), ma riesce ad affrontare vari registri. E a colpire bene nel farlo: sia i momenti più calmi che quelli più aggressivi hanno un loro perché.
In generale, gli Idolos sono maturati e migliorati su tutti i fronti. E così, poco importa se in certi (rari) casi qualche passaggio di Náa rimane anonimo, come accadeva nel predecessore. Stavolta sono piccole sbavature di un EP che, pur nel solito minutaggio ridotto, ha diverse cose da offrire.

Si parte da Prolog 2.0, intro lento e molto espanso. Parliamo già di metal, ma così leggero e rarefatto da generare comunque un ambiente caldo, delicato, onirico grazie alle venature post-black già copiose. Anche a dispetto di alcuni elementi, di chitarra ma anche di tastiera, che invece vanno in un senso più ombroso.
Non spezzano però l’aura ricercata del tutto, che anzi a tratti si fa più forte: ne è un esempio il finale, con delle belle tastiere ambient che si lasciano apprezzare. Il risultato è un preludio lungo ma avvolgente, un bel momento di pausa prima che The Descent stacchi con forza.
Ci ritroviamo allora in una vera tempesta, all’inizio, black metal quasi classico non fosse che più che ferocia evoca preoccupazione. Una preoccupazione destinata a svilupparsi poi bene nel corso del pezzo: presto, la progressione conduce la musica su lidi più accoglienti, quasi da metal melodico. E anche gli scatti che ogni tanto tornano a pestare hanno un tocco profondo.
Proprio questo è lo scopo del brano, che man mano si evolve verso lidi più raffinati e delicati, di pathos avvolgente. Fino ad arrivare circa a quando la musica si spegne: il tutto però è ben lungi dal finire. Una frazione lenta, anche un filo sinistro, con alcune voci parlate, poi all’improvviso il pezzo riparte con foga. E con un lato emotivo meno sviluppato: seppur in principio la melodia sia ancora presente, la rabbia stavolta è ben presente nello scream di NnK (uno dei due membri, non più del tutto anonimi, degli Idolos). E, col tempo, anche le tastiere e il riffage di MgRcH assumono toni man mano più taglienti. In un lungo finale freddo, quasi da black classico, che ci conduce fino alla fine di un ottimo pezzo, il migliore di Náa!

The Tricks of Lady Blood inizia molto lenta, morbida, con arpeggi echeggiati di chitarra post-rock. Sempre ricercati, quasi malinconici a tratti (specie quando la tastiera entra in scena), hanno però un tocco oscuro dato dallo scream. Tocco che, quando il metal attacca dopo oltre due minuti, prende il sopravvento.
Ci ritroviamo allora in un ambiente lento, atmosferico, con un che di minaccioso al suo interno. Seppur senza troppa aggressività, è un’aura scomoda, che ammanta la musica a lungo. Per quanto a tratti il panorama un po’ si apra, in lievi sfumature più nostalgiche. Piccoli sprazzi in una struttura per il resto ossessiva, ipnotica al massimo per tutta la sua durata.
L’unica variazione di rilievo è sulla trequarti, quando all’improvviso il blast beat erompe per uno scatto di rabbia. Insieme alle tastiere vintage, ricorda il primo black metal norvegese. Dura però poco, prima che il finale torni verso qualcosa di più aperto, in cui il pathos sentito in precedenza domina. Un finale adeguato per una bella traccia, appena alle spalle della precedente per qualità!
Gli Idolos concludono quindi Náa con The Miracle of the Maize: inizia calma, mogia, intimista, e per la prima parte ciò non cambia. Neppure quando il black metal torna a fluire: abbiamo allora un momento che pian piano vira al dramma, con l’influenza depressive dei francesi che torna alla carica.
Pian piano però il loro lato più cupo si sovrappone a questa base, in qualcosa di sempre più vorticoso e cupo. È un’escalation però breve, prima che la musica torni pian piano ad ammansirsi. Fino a una fase centrale dolce, con toni sintetici e post-rock, che poi sfocia in una parte strana, quasi con un assolo da metal classico. Melodico, sentito, colpisce però molto bene.
Niente male anche il finale, rarefatto e ancora di indirizzo “post”. È quasi come una fase di stanchezza dopo un carico importante di emozioni come quello già sentito. E porta bene alla chiusura un altro ottimo pezzo, adeguato anche per terminare un EP di questo bene.

Come già detto all’inizio, Náa per gli Idolos è l’EP della maturità, nonché quello che mostra le vere capacità del gruppo. Che, forse, ha ancora dei margini di miglioramento; se però il duo riuscirà a muoversi anche solo su questi livelli in futuro, andrà comunque bene. Parliamo di un lavoro apprezzabile, specie da chi ama sia il black metal moderno che quello old school. Se lo sei anche tu, non posso che invitarti, quindi, a prendere nota del nome dei francesi!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Prolog 2.002:20
2The Descent08:34
3The Tricks of Lady Blood07:10
4The Miracle of the Maize06:04
Durata totale: 24:08
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Nnkvoce
MgRcHchitarra, synth, backing vocals
ETICHETTA/E:Non Posse Mori Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:la band stessa

Aggiungi il tuo commento

Google-Translate it!